Marguerite Yourcenar, PELLEGRINA E STRANIERA

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Marguerite Yourcenar, PELLEGRINA E STRANIERA, @ En pèlerin et en étranger, Parigi, Gallimard, 1983, traduzione di Elena Giovannelli, Note bibliografiche a c. di Yvon Bernier, pp.251-255. In sopracoperta: Pierre Puvis de Chavannes, Visione antica, 1885 (particolare). Einaudi, 1990, pp.1-264

 


p.1  I. Grecia e Sicilia

p.35  II. Improvvisazione su Innsbruck

p.49  III. Forze del passato e forze dell'avvenire

p.57  IV. A un amico argentino che sollecitava una mia opinione sull'opera di Enrique Larreta

p.63  V. Un'esposizione di Poussin al Louvre

p.73  VI. Suite di stampe per Ku-Ku-Hai

p.83  VII. Mozart a Salisburgo

p.93  VIII. Ravenna ovvero il peccato mortale

p.101  IX. Una donna sfavillante e timida

p.115  X. Wilde, rue des Beaux-Arts

p.131  XI. Faust 1936

p.141  XII. "L'isola dei morti" di Bocklin

p.151  XIII. Catalogo degli idoli

p.157  XIV. Carnet d'appunti, 1942-1948

p.169  XV. L'uomo che amava le pietre

p.197  XVI. Il fascino dell'innocenza. Una rilettura di Henry James

p.209  XVII. L'uomo che firmava con un ruscello

p.215  XVIII. Due Neri di Rembrandt

p.225  XIX. Borges, il Veggente


Risvolto di copertina: "Questa raccolta di saggi, alcuni inediti, altri apparsi su riviste ormai introvabili, testimonia la multiforme varietà d'interessi e suggestioni coltivati da Marguerite Yourcenar. Scritti in periodi e luoghi diversi, in un arco di tempo compreso fra il 1934 e il 1987, toccano argomenti eterogenei: viaggi, quadri, libri, ricordi.:"..Scende la sera, dorata come è stato dorato il mattino, come il pieno giorno..La notte fluttua intessuta d'oro, come una stoffa divina. L'oscurità qui è più materna che amorosa: la Grande Madre si muta in Buona Vergine..Il latte di Era sgorga nella Via Lattea, scaturito da un morso al suo seno azzurro.."; "..Il lettore ignora che Tolstoj, mentre era intento a scrivere Guerra e pace si rimpinzava d'Iliade, e tuttavia il meno accorto tra noi sente che Volkonski è un'incarnazione di Ettore.." [Grecia e Sicilia]; "..Lo scrittore George Moore diceva solennemente alla giovane Virginia: - Mrs. Woolf, credetemi: non riuscirete mai a scrivere un buon romanzo completamente privo d'un soggetto -. Proprio contro la tirannia dell'argomento da romanzo Virginia Woolf si è ribellata, fin dai suoi primi libri; e la sua ribellione è ben di più d'una semplice innovazione tecnica; è l'affermazione d'un modo di vedere la vita..Proprio come poche gocce d'alcool diluite in un liquido perdono la loro violenza e sussistono soltanto come tenue foschia opalescente, qui la goccia di passione tende a dissolversi nelle grandi distese del Tempo in forma di patetici ricordi, di speranze, di velleità, o di ossessioni confuse; a trasformarsi, insomma, in poesia. Da La Signora Dalloway a Orlando, da La Gita al faro a Le onde nel suo tentativo bergsoniano d'introdurre la 'durata' nella sua opera, Virginia Woolf si è riaccostata nei suoi romanzi a un genere, a lei particolarmente caro, che ha sempre occupato un posto d'onore nella letteratura inglese: la biografia..I romanzi dell'Ottocento, che seguono un personaggio dall'infanzia alla vecchiaia, focalizzano più che altro l'attenzione sulla biografia del carattere, mentre nel nostro caso si tratta di biografie dell'Essere, di identità infinitamente più sottili e segrete di quanto non lo siano le circostanze della loro vita, o della loro stessa identità morale. Non che la nozione di caratteri sia assente dall'opera di Virginia Woolf, ma in lei l'effetto è quello di maschere leggere, semi-umoristiche, messe un po' di sghimbescio sul volto dei personaggi; esse, nella piena accezione del termine, caratterizzano l'Essere, come abiti, coperture esteriori ma non del tutto estranee..E' il respiro d'un Tempo-Atmosfera a sfogliare le pagine dei libri della Woolf, e i suoi personaggi, come piante, traggono la loro linfa da una durata vitale differente dalla nostra, e indispensabile al loro equilibrio interiore. Nella Signora Dalloway questo tempo non va oltre i limiti d'una sola giornata; ma noi sentiamo questa giornata-tipo così patetica per il semplice fatto che essa riflette e condensa in sé migliaia di giornate trascorse e future. Nell'Orlando, invece, tre secoli di storia d'Inghilterra sono condensati nei trent'anni di vita d'un giovane per metà donna, che passa attraverso epoche e sessi con la disinvoltura d'un ladro o d'un fantasma;..nelle Onde, che verrà pubblicato in seguito, i pochi personaggi non sono più che gabbiani sulle rive di un Tempo-Oceano, e i ricordi, i sogni, le concrezioni fragili e perfette della vita umana ci appaiono come conchiglie sul limitare di maestosi marosi eterni..

Pochi giorni fa, nel salone tenuemente illuminato dal chiarore del fuoco, dove la Woolf era stata così cortese da ricevermi, guardavo profilarsi nella penombra il pallido viso da giovane Parca appena invecchiata, ma delicatamente segnata dalle impronte dei pensieri e della stanchezza, e mi dicevo che spesso vengono rimproverate d'intellettualismo le nature più raffinate, le più appassionatamente vitali, costrette dalla loro fragilità o dall'esuberanza delle forze a ricorrere di continuo alle dure discipline dello spirito. Per tali esseri, l'intelligenza è un vetro del tutto trasparente dietro al quale osservano con attenzione scorrere la vita..Così, i fiumi colgono delle cose un'immagine solo superficiale e in perpetua fuga, che non intorbida minimamente la trasparenza delle loro profondità, né la musica del loro lento fluire verso il mare..E quando penso al martirio di ogni grande artista nel travaglio della creazione, e di quante nuove immagini sia debitrice la letteratura inglese a Virginia Woolf, non posso impedirmi di pensare a Santa Lucia di Siracusa, che fece dono dei suoi splendidi occhi ai ciechi della sua isola." [Una donna sfavillante e timida]; "..A un esame un po' attento, i racconti di Borges si possono suddividere in tre gruppi. Si parla spesso dei racconti fantastici.di Borges. Il termine semplifica e può trarre in errore. Occorre anzitutto sottolineare il fatto che, da questi racconti detti fantastici, il soprannaturale, la magia, il subumano e il sovrumano sono quasi del tutto assenti, e scompaiono quando dell'avventura viene data una spiegazione meno ingenua e di più ampio respiro.

Il primo gruppo, il più difficile alla lettura, è composto da racconti eruditi, di un'erudizione spesso autentica, spesso anche parodistica..Gli eventi drammatici ne sono assenti, o severamente limitati a pochi cenni. Racconti epistemologi, insomma, vale a dire consacrati sia all'esame dei metodi sia a quello della validità delle nostre conoscenze. Prendiamo Pierre Ménard, autore del Don Chisciotte. Presenta, in modo meticoloso, la stupefacente storia di un francese contemporaneo, che impiega praticamente tutta la vita per riscrivere il Don Chisciotte di Cervantes, con la sensazione, condivisa da un buon numero di suoi ammiratori, d'aver prodotto un capolavoro ineguagliabile, non mutando, del testo originale, un solo paragrafo, una riga, una parola, una virgola. Il lettore sospetta una trappola, e recupera le proprie coordinate solo quando alla parola 'autore' sostituisce 'lettore', scoprendo in questo racconto il procedimento classico che inevitabilmente  si riproduce per tutti i grandi libri. Leggere, leggere bene, è - se si vuole - tradurre, o, - se si vuole - ricomporre il pensiero dell'autore che si legge, e che, attraverso l'occhio, passa dalla pagina stampata alla materia grigia del cervello, assorbita, adattata, divenendo per ciascuno di noi contemporaneamente se stessa e un'altra cosa..

E' necessario a questo punto sottolineare ancora che i racconti fantastici, i più celebri forse, sono quelli in cui il veggente cieco più sicuro che mai ha utilizzato limpidezza di sguardo e senso delle proporzioni..Fermiamoci a considerare il più illustre, e che per un certo verso riassume tutto:Il Libro di sabbia..L'intero racconto è fantastico, o meglio simbolico, perché si basa sul possesso d'un oggetto magico, un vecchio libro gualcito male stampato in India. Righe, fogli, illustrazioni, i numeri in alto di pagina, d' altronde disposti a caso, si fondono continuamente gli uni nelle altre. - Osservate bene questa pagina: non la rivedrete più -, dice grave il venditore. In effetti, l'acquirente non vedrà mai più la pagina 42 514 che segue immediatamente la pagina 999. E nemmeno rivedrà più la pagina decorata da una maschera che in alto a destra riporta un numero elevato alla nona potenza. Orripilato, se ne libera, gettandolo nella cantina d'una biblioteca, ma noi sappiamo che, come noi tutti, non smetterà mai di sfogliarlo, pagina per pagina, nello stesso disordine, perché vivere è esattamente questo. Il caotico Libro di sabbia le cui righe e le pagine fluiscono l'una nell'altra è l'allegoria della vita intera.

I racconti di ambientazione e personaggi argentini sono d'un realismo crudo, anche se casualmente la fantascienza e l'anticipazione ne occupano alcune pagine. Uno solo, L'Incontro, trae tutta la sua forza dal miracoloso e dal sovrumano. Due lame appartenute a due mortali nemici riposano nella vetrina d'un collezionista. i due assassini sono morti da tempo, uno in una rissa qualsiasi, l'altro di morte naturale. Ma i due coltelli, sistemati l'uno accanto all'altro nella vetrina, fremono se toccati da mani umane. Essi obbligano due signori, buoni amici, pacifici vicini di casa, che non hanno mai tirato di coltello, e nemmeno mai imparato a reggere una spada, a gettarsi uno contro l'altro in un orribile combattimento mortale..in effetti, sono state le armi a combattere, non essendo gli uomini che lo strumento di esse. 'Nel loro sonno vegliava un rancore umano.'" [Borges, il Veggente]; "Rembrandt ha forse avuto, più di ogni altro pittore, la sua visione, se si vuole, il suo sogno del mondo che portava dentro di sé e del mondo nel quale è vissuto..Il vecchio Saul che nasconde dietro una tenda tutto il dolore umano; Tito, il giovane cavaliere polacco, che fiuta il pericolo nell'aria;..la donna, nemmeno bella, che sontuosamente solleva la gonna per rinfrescarsi le gambe nel fiume; lo struggente disegno di Saskia, smagrita e febbricitante, la Saskia un tempo adorna di piume e di gioielli che il giovane pittore dev'esser stato orgoglioso di prendere in moglie; lo schizzo d'una donna che piscia, relegato - chi sa perché - dalla maggior parte degli editori tra i rari disegni erotici del maestro; e le due massaie sedute accanto a una culla, una delle quali proietta sul muro la sua ombra di Parca; e il Figliol Prodigo, come annullato nel perdono. Fermiamoci: certi chiaroscuri, certi giochi di luce, si riproducono da tela a tela, come l'effetto voluto da un grande regista si riproduce in teatro. Artifici, dicono alcuni, simboli d'una misteriosa penetrazione all'interno delle cose, diranno altri. In ogni modo, questi bagliori, questi contrasti d'ombra, non sono onnipresenti: altre tele ci mettono a confronto con la freddezza d'una stanza grigia e vuota; una figura anonima si staglia davanti a una finestra, al crepuscolo; un anfiteatro, illuminato a giorno, raccoglie medici in abiti borghesi, ma mentre i loro corpi sono pervasi dal calore della vita, il cadavere che stanno dissezionando è freddo. L'artificio è in equilibrio perfetto con l'assenza d'artificio. I visi, dissimili l'uno dall'altro, non mostrano d'aver in comune neppure l'aria di famiglia di quei personaggi visti in sogno, dei quali pensiamo 'è lui' e insieme 'è qualcun altro'. Essi non nascondono né svelano un segreto, come certe figure ossessionanti di Leonardo e del Caravaggio.." [Due neri di Rembrandt]; "..ERMES - dio dei mercanteggianti. Presiede agli esami di coscienza..SAFFO - Dopo tutto, le Muse sono donne. Ecco ciò che affascina Saffo." [Catalogo degli idoli].