Carlo Linati, NUVOLE E PAESI

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Carlo Linati, NUVOLE E PAESI, @ 1919, Presentazione, pp.7-15, di Sergio Solmi, Con un disegno di Ugo Bernasconi. Milano, Edizioni della Meridiana, 1951, pp.1-143

 


p.23  Bella, Italia mia (discorso liminare)

p.31  Fogli di guerra

p.65  Cartelle breganzine

p.83  Esplosioni

p.131  I mesi


"..Natura semplice, di idilliaco contemplativo, Linati sfuggì al labirinto dell'arte riflessiva e autocritica, ma seppe esprimere, nei modi d'una prosa attenta e numerosa, quell'amor sensuale della natura e degli aspetti locali del vivere quotidiano, che animava la sua indole più schietta.": Presentazione, p.13.


"Sull'architrave della porticella d'un'antica casa nel paese di guerra ei scorse, sdraiato, un bel Cupido. Era lavoro di qualche scultore del settecento di quelle parti..

Che buona sorte l'aveva condotto in presenza della figura sdraiata! Poiché egli, uomo cui garbavano gli amari contrasti, provava un ironico piacere al considerare il dio piccino là in mezzo a que' gran tumulti d'uomini e cavalli che la guerra suscitava intorno incessantemente. Ma ciò che più lo faceva sorridere era vedere il corpo di Cupido attraversato da neri cordoncini telefonici che lo rigavano tutto per lungo, villanamente. E rise davvero, rise pensando che su quella beltà bambina cui s'appuntò la gioia e la delizia del mondo antico, passassero in rotta furiosa le voci dei Comandi che scagliavano lassù le Brigate all'assalto della fossa nemica." [Fogli di guerra]