GIANNI BRERA - Pepi Merisio, PO

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GIANNI BRERA - Pepi Merisio, PO, Dalmine, 1973, pp.1-43 testo, pp.44-149 fotografie

<"La regione d'Italia col più elevato numero di coste navigabili è la Lombardia": consigliere regionale Pier Gianni Prosperini, seduta della Regione del 30.9.2002 sul completamento del canale Milano-Cremona-Po: opposizione dei soliti Verdi e del WWF, Ndc>.

News dalla Padania by Brera.

Un po' caliginose per il lontano Millennium 1 a.C.n.: primi occupanti Osci e Umbri, sospinti a meridione da successive invasioni/occupazioni: Veneto - dinarici e Etruschi da est, Liguri - chiamati Lybui Arii, Berberi, Iberi, infine Liguri - da ovest. Su questi si sono sovrapposti i Celti - Allobrogi, Insubri, Cenomàni, Sènoni e Boi: Bo- emia, Bo- logna, rifatta dai Boi e prima chiamata Felsina -; e i Romani. Virgilio (Mantova), Catullo (Verona), Tito Livio (Padova), Plinio il Vecchio (Como). [Pure Tibullo (Gabii, nel Lazio), Orazio (Venosa, tra Puglia e Lucania), Cicerone (Arpino, Lazio), Ovidio (Sulmona), romanocentrici o "magnagreci", Ndc].
Detti occupanti storici, in genere, si fusero pacificamente, a differenza di quanto avverrà per il Millennium 1 e il 2 p.C.n.. Nel 568, invasione da est dei Longobardi di Alboino (ha sposato Rosamund, principessa del Norico, per aver via libera). Longobardi e Bizantini entrano in conflitto permanente. Rotari toglie all'Imperatore d'Oriente Genova e la Liguria (640); Liutprando, dopo una battaglia sul Po, entra in Ravenna e traina a Pavia i resti della flotta bizantina, non meno di 25 navi, bruciate dagli spagnoli durante l'assedio del 1525 ("faceva molto freddo e certo non sapevano di Liutprando": p.32).

"L'etimo di 'Po' è cinese e significa palude: i soli estremo orientali che si siano affacciati alla Padania sono gli Unni": p.14: distruggono Milano, Padova e altre città fra cui Aquileia, i cui abitanti sul Po si rifugiano nelle isole, paludi e lagune sull'Adriatico dando origine a Venezia.
Milano distrutta viene ricostruita da Pavesi e Comaschi (editto del vescovo-conte Ariberto d'Intimiano col quale "chiunque, sapendo lavorare, fosse riparato a Milano, sarebbe stato uomo libero").
"Era fatale non meno che deplorevole che Milano giungesse a urtarsi con Venezia": p.33, che abbandona le forniture via Po, che usava risalire fin dagli inizi della sua costituzione a repubblica, con fondaco a Pavia (i Pavesi hanno forgiato l'acciaio e imparato ad applicare gli stemmi di smalto. Per antonomasia, pavese era lo stemma e gran pavese l'insieme degli stemmi).
Anche durante la predetta guerra franco-spagnola esigue flotte fluviali si contendevano il controllo del fiume a pro di Francesi e Spagnoli (scontro navale di Governolo e morte di Giovanni dalle Bande Nere, al soldo dei Francesi). Una parentesi nella guerra il matrimonio fra Ludovico il Moro e Beatrice d'Este. "La sposa lo raggiunse a Piacenza con una flotta mai vista sul fiume dopo i trionfi di Liutprando. Due bucintori costituivano le ammiraglie di Beatrice. I bucintori erano gondole ovviamente più lunghe e larghe e procedevano a remi. Per la forma potevano dirsi parenti ai dragoni vichinghi. Recavano polene riccamente scolpite e colorate. L'ultimo bucintoro venne comandato a un 'arzanà' veneziano dal re Carlo Emanuele III di Savoia. Era lezioso non meno d'una carrozza barocca ma misurava quindici metri per due. Lo si conserva sotto un portico di palazzo Madama": p.34.
'700. Carlo Goldoni, che faceva parte d'una compagnia di guitti teatranti, appreso d'aver vinto una borsa di studio al Collegio Ghislieri di Pavia, da cui sarà espulso per indisciplina, affittò con loro una barca per risalirvi da Chioggia.
'800.

"L'amministrazione austriaca del Regno Lombardo-Veneto mise fine alle antiche beghe fra Milano e Venezia istituendo un servizio di vaporetti sul Po. L'esempio era venuto da due nobili milanesi in cerca d'investimenti proficui, il Confalonieri e il Porro. Furono i primi ad acquistare un natante a vapore in Inghilterra. Lo chiamano 'Eridano' e tentano servizi regolari sul fiume che regolare non era abbastanza per consentirli. Di viaggi si ha notizia, ma tutti avventurosi e travagliati: finchè gli imprenditori si furono rassegnati a modificare il loro piroscafo e a impiegarlo nel Lago Maggiore, dove i fondali erano meno precari...Nelle mie rozze cronache familiari il ricordo d'un passaggio augusto, quello di Giuseppe Mazzini. Veniva dalla Svizzera e decise di sconfinare a San Zenone. Aspettando il momento buono nell'osteria di mia nonna paterna, venne nascosto ai birri in una delle grandi botti ('grandi come case') di cui aveva parlato il geografo romano Strabone. Passò fiume in barca, durante una mattinata di nebbia. Ai remi mio bisnonno Brusoni e un altro di cui non si conserva il nome...Ben più pratico di Mazzini era Camillo Benso di Cavour, e lo dimostrò da ministro piemontese dell'Agricoltura facendo approvare (1852) lo scavo d'un canale che portasse l'acqua di Po da Chivasso a Galliate, in Ticino. Di quel canale esisteva un progetto dovuto al geometra Francesco Rossi di Crescentino. Il Rossi prevedeva la presa d'acqua a sud di Chivasso, dove la Dora Baltea è già confluita nel Po. Il tracciato del suo canale toccava parte del Vercellese e della Lomellina. Al suo progetto fu preferito quello d'un ingegnere a nome Carlo Noé, che prevedeva il passaggio del canale attraverso mille ettari, che Cavour possedeva a Leri, in provincia di Vercelli. Il progetto del Noé risultò subito difettoso: durante i periodi di magra, la presa d'acqua era insufficiente ad alimentare il canale. Fu deciso quindi d'ovviare all'inconveniente applicando la parte iniziale del progetto Rossi: ormai il tracciato del Noé era compiuto": pp.35-36.

"La materna Padania ha fiumi troppo balzani? Si scavino canali la cui profondità rimanga costante e il gioco è fatto! Il solo canale finora escavato è di 7-8 chilometri, tra Milano e Cremona ["Uscendo da Pizzighettone, il canale si può incontrare, dopo aver percorso 5 km. circa d'una bella stradina d'argine sull'Adda, a Crotta d'Adda: s'imbocca la stradina che porta ad Acquanegra, si supera il canale e s'imbocca la bella ciclabile. Da qui si segue il canale fino a Cremona": da Wikipedia, Ndc]. Non stravedete però i containers cavalcare a miriadi i nostri bassi arenili, preferire le nostre rive indistinte ai più difficoltosi passi appenninici. Il destino di Genova è anche nostro. Non complichiamo le cose dimenticando che la Padania è Paese (e quale!) in un Paese che la comprende": p.41.