Michel de Montaigne, GIORNALE DEL VIAGGIO IN ITALIA, Vol.I°

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Michel de Montaigne, GIORNALE DEL VIAGGIO IN ITALIA, Vol.I°, @ postumo, \774, traduzione, cura del testo italiano e note di Alberto Cento, Prefazione, pp.XXI-XL, di Guido Piovene, Introduzione critica, pp.XLII-LXVII, di Glauco Natoli, Firenze, Sansoni, 1959, pp.1-215

 


Il 28 giugno 1580 Montaigne lascia il suo castello, dove nel ritiro di nove anni ha composto i due primi libri dei Saggi, fa una puntata a Parigi, poi da Meaux inizia il suo viaggio, per provare i bagni più celebrati contro il suo male della pietra e per vedere terre e uomini diversi. Sono note private, ad uso dei familiari, prima dettate a un servo; poi Montaigne si prende la penna, e alla fine si prova a servirsi anche dell’italiano: - Assaggiamo di parlare un poco quest’altra lingua. -. Soprattutto è vinto dalla Toscana, dai contadini che suonano il liuto, dalle pastorelle che hanno l’Ariosto in bocca, dalle improvvisatrici, dai commedianti. E’ l’italia alla fine del Cinquecento, ove una delicata arte della vita, antica virtù degli Italiani, meglio si mostra nella pigra pace del secolo morente. Roma è il mondo, anche se l’antichità male vi si ritrovi; la Toscana è la grazia, è la natura leggiadra e lieta come l’arte.