La cugina Bette

Stampa PDF



Bette¹, la parente invidiosa che "puzza di selvatico"², tocca il punto di più acuta individuazione in calce al romanzo: "Lisbeth, già assai infelice per la felicità che risplendeva sulla famiglia, non potè sopportare il lieto avvenimento...- Finirà per essere felice! - disse fra sè Lisbeth il giorno prima della sua morte.³

Aggallano piuttosto, criticamente, dialoghi tra vari personaggi (fra Adeline Hulot e Crevel; fra questi e Valérie Marneffe; fra Josepha Mirah e comare Bijou; fra i commensali del banchetto organizzato da du Tillet; fra Montès, Carabine, Cydalise e sora Nourisson; di Adeline con la moglie del fumista e con Atala Judici): dialoghi, la cui dovizia sentimentale altro personaggio stravolge, assumendoli.
È Adeline Hulot, ascoltato, all'insaputa della seconda, il colloquio fra la Mirah e comare Bijou, che, sostanzialmente, le ha svelato l'identità di due nuove amanti del marito: Olympe Bijou ed Élodie Chardin, a trovare, narrando ai familiari la visita alla cantante, "che quelle povere ragazze [le lorettes come Josepha] siano infelici nella loro felicità"⁴; e Valérie, informata da Crevel dei colloqui intercorsi tra questi e Adeline Hulot, conclude: "Voglio diventare cattiva, alla fine! Parola d'onore, credo che il male sia la falce con la quale si taglia il bene".⁵

Uno specifico tema, presente nel dialogo, può, per converso, dar luogo a pagine ricche di effetti contrappuntistici: è quanto avviene per quello dei "duecentomila franchi", richiesti da Adeline a Crevel per il sacrificio della propria virtù, ripreso, sia da Valérie: "- Beh! Perchè non gli hai chiuso il becco, a quel pappagallo giudiziario, con i duecentomila franchi della mammina? -"⁶, sia da Bette: "- Sembra che [Valérie] abbia delle armi contro di voi!...- rispose. - Non so ancora di cosa si tratti, ma lo saprò...Ha parlato vagamente di una storia di duecentomila franchi che riguarda Adeline -. La baronessa Hulot si rovesciò pian piano sul divano sul quale si trovava, e delle orribili convulsioni la colsero."⁷; - Ha rimproverato aspramente Crevel per non avervi chiuso la bocca con quel segreto che sembra tanto spaventare Adeline. -"⁸. O per l'altro (il barone Montès, in procinto di trasmettere a Valérie la mortale malattia tropicale e di sposare Cydalise, pronube sora Nourisson e Carabine, fa lavorare da soli negri le proprie terre) della "negrofilia", di assaporata affabulazione: "- Il nipote di un negriero!...- disse Carabine facendo una smorfia, - è una cosa da considerare. Cydalise, bambina mia, sei per caso negrofila? -⁹; - Hai la mia stima, la mia ammirazione, il mio consenso, soprattutto per il tuo procedimento che mi farà diventare negrofila. -"¹⁰.

Ecco la geniale descrizione dei costumi contemporanei: "L'amore non aveva il tempo di analizzarsi così [come esige la nuova arte di amare, posteriore al 1830] fra due campagne, e, nel 1809, andava veloce come l'Impero, quanto a successi"¹¹; "Dopo, il 1830 ha compiuto l'opera del 1793. In Francia, ormai, si avranno dei grandi nomi, ma non più grandi case...È stata distrutta la famiglia [aristocratica]";¹² "La bellezza venale senza amatori, senza celebrità, senza la croce di disonore che le fanno meritare i patrimoni dissipati, è un Correggio in un solaio, è il genio che langue nella sua mansarda.".¹³
E la sognante ribalta del cuore: "Hortense...era invasa da un amore che tutte le fanciulle hanno subito, l'amore per l'ignoto, l'amore allo stato vago e i pensieri del quale si concretano attorno a un'immagine che è loro stata gettata per caso, così come i fiori di brina si rapprendono intorno a qualche filo di paglia sospeso dal vento al davanzale di una finestra."¹⁴; "Le vere passioni hanno un loro istinto...La natura è infallibile. L'opera della natura, in questo genere, si chiama: amore a prima vista. In amore la prima vista è in realtà la seconda vista."¹⁵; "La felicità crea solamente dei ricordi. Quando penso a voi, io resto con le braccia penzoloni per delle ore intere.".¹⁶

Da registrare, infine, l'uso creativo di ossimori: "passionale a vuoto"¹⁷, "monaca sanguinaria"¹⁸; anadiplosi: "- Torno in Francia a prendere Valérie, e la notte in cui l'ho riveduta...-. - Riveduta è decente, - disse Carabine, - terrò a mente questa parola."¹⁹; "- Non ti hanno dunque mai parlato di Dio?...- esclamò la baronessa. La bimba sgranò gli occhi. - Ah! La mamma e il babbo dicevano spesso: P...Dio!...Dio cane! - disse con deliziosa ingenuità."²⁰; e metonimie: "- Sono le dieci, caro Wences...las! - disse Valérie ridendo."²¹; "- Mi piace questo passaggio... non si può dire della sua [di Montesquieu] vita ma della sua morte. Ah! Il passaggio! Ancora un gioco di parole! Le passage Montesquieu -"²², affilata, questa, come "brina rappresa intorno a qualche filo di paglla sospeso dal vento al davanzale", appunto.

1 - Honoré de Balzac, LA CUGINA BETTE, Milano, Garzanti, 1973 e 1979, pp. 419.

2 - Ivi p. 104.

3 - Ivi p. 416.

4 - Ivi p. 356.

5 - Ivi, p. 366.

6 - Ivi, p. 365.

7 - Ivi, p. 366.

8 - Ivi, p. 367.

9 - Ivi, p. 382.

10 - Ivi, p. 384.

11 - Ivi, p. 93.

12 - Ivi, p. 105.

13 - Ivi, p. 142.

14 - Ivi, p. 43.

15 - Ivi, p. 89.

16 - Ivi, p. 122.

17 - Ivi, p. 105.

18 - Ivi, p. 152.

19 - Ivi, p. 383.

20 - Ivi, p. 408.

21 - Ivi, p. 388. In francese ...las! di Wenceslas ha la stessa pronuncia di lace! (Allaccia!)

22 - Ivi, p. 402.