Gianni Celati, VITE DI PASCOLANTI

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Gianni Celati, VITE DI PASCOLANTI - tre racconti, pp.1-135, Roma, nottetempo edizioni, 2006

Una lezione di 3’di Ermanno Cavazzoni su Youtube e una (“Angelica che fugge, una lettura dell’Orlando Furioso”) di Gianni Celati, Short-Term-Fellow Lectures, Princeton University, New Jersey, ottobre 2000, concessa in esclusiva a Griseldaonline.it, numero 3, 2003-2004 come sfondo culturale dei racconti.

Ermanno Cavazzoni, (Reggio Emilia,1947) è uno scrittore e scenografo.
Ha collaborato con Federico Fellini al soggetto del suo ultimo film La voce della luna, ispirato dal romanzo Il poema dei lunatici, di Cavazzoni stesso. Insegna poetica e retorica all'Università di Bologna, dove è ricercatore confermato. Nel 2007, insieme con alcuni amici (Gianni Celati, Ugo Cornia, Jean Talon) ha dato vita per la casa editrice Quodlibet di Macerata alla collana “Compagnia extra”, una “banda di pensiero” più che una mera collana di narrativa, che finora ha pubblicato libri e autori dall'ispirazione ariostesca come Federico Fellini, Ugo Cornia, Gianni Celati, Puskin e Paolo Nori.

Bibliografia

  • Esplorazioni sulla via Emilia: scritture nel paesaggio, 1986
  • Il poema dei lunatici - Bollati Boringhieri, 1987
  • Le tentazioni di Girolamo - Bollati Boringhieri', 1991
  • racconti in Narratori delle riserve, a cura di Gianni Celati - Feltrinelli 1992
  • I sette cuori. Scherzi da Edmondo de Amicis - Bollati Boringhieri, 1992
  • La leggenda dei santi di Jacopo da Varagine (traduzione infedele) - Bollati Boringhieri, 1993
  • Rivelazioni sui purgatori, 1996
  • Vite brevi di idioti - Feltrinelli, 1997
  • Cirenaica - Einaudi, 1999
  • Gli scrittori inutili - Feltrinelli, 2002
  • Storia naturale dei giganti - Guanda, 2007
  • Il limbo delle fantasticazioni - Quodlibet, 2009
  • Civiltà dei fiumi in collaborazione con Pepi Merisio - Ecra - Edizioni del Credito Cooperativo, 2009

“In generale l’operazione è rendere boiardesco o ariostesco un territorio ed è uno dei modi per apprezzare un testo, quando un testo lo si legge e si riconosce qualcosa che già si sapeva, ma non si sapeva di sapere. Questi poemi sono un tessuto di territori che vengono offerti al riconoscimento e per questo si gode. Non è tanto l’avventura, l’intreccio, la storia (chi si ricorda la storia dell’Orlando Innamorato? Poi ci si perde e poi non è non è neppure così importante e poi è interrotto, tra l’altro). L’Orlando Furioso da più un senso di compiutezza, ma anche l’Ariosto nell’ultima edizione del ’35 infila dentro altri episodi: i cavalieri non sono più cavalieri della fede come nella letteratura nordeuropea, ma cavalieri da manicomio, nel senso che si comportano come tutti gli esseri umani: seguono delle loro manie: correranno dietro alla loro spada, alla loro dama, maniaci come gli insetti: ogni individuo persegue un suo istinto, un suo precisissimo programma d’azione.”

 

Gianni Celati (Sondrio, 1937) è uno scrittore, traduttore e critico letterario. Docente alla Cornell University di Ithaca (Stato di New York) a metà anni ’70, quindi al DAMS di Bologna (cattedra di Letteratura anglo-americana). Ha insegnato anche all’Université de Caen, alla Brown University di Princeton e come professore ospite al Politecnico di Zurigo. Risiede a Brighton, Inghilterra e in Africa.
Nel 2003 Gianni Celati è protagonista del film documentario Mondonuovo del regista Davide Ferrario, girato attraverso i luoghi d'infanzia dello scrittore, in un percorso che costeggia il fiume Po, dalla provincia di Reggio Emilia alla foce.
È egli stesso regista dei documentari Strada Provinciale delle Anime (1991, 58 minuti), Il mondo di Luigi Ghirri (1999, 52 minuti), Case sparse. Visioni di case che crollano (2003, 61 minuti) e di un documentario africano in fase di montaggio.

Bibliografia

  • Comiche (Einaudi, 1971)
  • Le avventure del Guizzardi (Einaudi 1972, Feltrinelli 1989 e 1994)
  • La banda dei sospiri (Einaudi 1976, Feltrinelli 1989 e 1998)
  • Finzioni occidentali. Fabulazione, comicità e scrittura (Einaudi 1975, 1986 e 2001)
  • Lunario del paradiso (Einaudi 1978, Feltrinelli 1989 e 1996)
  • Alice disambientata (L'erba voglio 1978, Le lettere 2007)
  • Narratori delle pianure (Feltrinelli 1985 e 1988)
  • Quattro novelle sulle apparenze (Feltrinelli 1987 e 1996)
  • La farsa dei tre clandestini. Un adattamento dai Marx Brothers (Baskerville, 1987)
  • Verso la foce (Feltrinelli 1988 e 1992)
  • Parlamenti buffi (Feltrinelli 1989)
  • L'Orlando innamorato raccontato in prosa (Einaudi 1994)
  • Recita dell'attore Attilio Vecchiatto al teatro di Rio Saliceto (Feltrinelli 1996)
  • Avventure in Africa (Feltrinelli 1998 e 2000)
  • Cinema naturale (Feltrinelli 2001 e 2003)
  • Fata Morgana (Feltrinelli 2005)
  • Vite di pascolanti (Nottetempo 2006), poi confluito in:
  • Costumi degli italiani Vol. 1: Vite di pascolanti, Un eroe moderno, Il bancario incanalato, Sogno della classe scolastica (Quodlibet 2008)
  • Costumi degli italiani Vol. 2: Un episodio nella vita dello scrittore Tritone, Il benessere arriva in casa Pucci, Le avventure di Cornelia (Quodlibet 2008)
  • Sonetti del Badalucco nell'Italia odierna (Feltrinelli 2010)

“All’inizio del poema ariostesco, Angelica che fugge nella selva ci trascina subito in un mondo dove tutti agiscono in stati d’incantamento o di fissazione prodotti dal gioco della sorte.
In loro non c’è parvenza d’una libera volontà di agire, nessuna traccia di quella disgrazia che chiamiamo psicologia - solo teatrali sussulti, con risposte fisse in conseguenza di eccitazioni esterne che li colpiscono.
Ciò che fa germinare le trame non è il significato o lo scopo delle azioni in corso, bensì le distrazioni che le rilanciano verso altre imprese e altri tragitti. Questa è una specie di regola nei poemi cavallereschi.
Nei romanzi moderni funziona il sottinteso che ogni libro che leggiamo sia (o debba essere) una finestra che si apre sul mondo, che serve a rappresentare una certa realtà, storica, geografica, sociale. Nei poemi cavallereschi tutto questo non ha senso. I poeti cavallereschi, tenendosi tra il serio e il faceto, rendono chiaro che il loro punto di riferimento è solo uno spazio di parole, lo spazio del parlare; e dunque che le loro sono soltanto fabulazioni, panzane, favole. Infatti tutti dicono di ricavare le loro storie dal leggendario libro del vescovo Turpino sui paladini di Francia, assicurandoci che è tutta farina del suo sacco; in questo modo possono inventare le panzane più inverosimili, in una specie di gara a chi le spara più grosse, e poi scaricare ogni responsabilità sulle spalle del buon Turpino: ‘Turpin che tutta questa istoria dice.’ (XXXIII, 38)”.

 

Come una fissazione è avvertita la camminata di Pucci, Bordignoni e Celati adolescenti “dalla piazza centrale alla stazione e dalla stazione ai giardinetti dietro il municipio, dai giardinetti dietro il municipio al campo sportivo, dal campo sportivo al quartiere Doro e poi indietro alla stazione e alla piazza centrale. Cinque o sei ore di quel pascolo con i riflessi del sole sul selciato e il tepore dell’aria che faceva venire sonno, alla fine non avevano neanche la spinta per dirsi ciao.”; o “l’idea amorosa” in Bordignoni “ che lo faceva bollire dal freddo alla schiena e tremare dal caldo alle guance” [Vite di pascolanti]; o “l’usuale procedura” di Zoffi d’intrattenere con le  riflessioni “sui problemi che gli vangavano la mente” i clienti pensionati della sua tabaccheria [Un eroe moderno]; come una “variazione d’intreccio” l’andata a prostitute: “Erano una compagnia piacevole, le dame del marciapiede sui viali della circonvallazione, sempre cordiali, sorridenti, pronte allo scherzo...Si sa come vanno queste cose. Timoroso è il desiderio che s’affaccia assieme ad ansia e disagio. Estranei si va pascolando per luoghi in cerca di pastura, ma se i piaceri potessero parlare direbbero com’è deserto il mondo. Tornando a casa Bordignoni pensava a certe donne con grosse mammelle che aveva adocchiato per strada, ma gli svaporava tutto il richiamo del loro fascino, dopo aver svolto le funzioni della natura dietro la fontana di certi giardinetti, là dove ci si inoltrava in una specie di grotta piena di sterpaglie e merde e pattume di molte stagioni.” [Vite di pascolanti]; e come un istinto animalesco la voglia dello scrittore Virgilio Tritone, autore di romanzi storici di successo, molto lodati dalla locale comunità, tra cui anche il preside del Liceo, di scoprire perché un ragazzo abbia fatto delle critiche ai suoi libri.[Un episodio nella vita dello scrittore Tritone].