Claude Marthaler - LO ZEN E L’ARTE DI ANDARE IN BICICLETTA

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Claude Marthaler - LO ZEN E L’ARTE DI ANDARE IN BICICLETTA - la vita e altre forature di un nomade a pedali [Dans la roue du monde @ 2004 Edition Glénat, Grenoble Cedex, France], traduzione di Lorenza Stroppa, pp.1-142, Portogruaro, Ediciclo editore, 2010


Nato a Ginevra nel 1960, compie i suoi primi giri da adolescente. Dopo una rovinosa caduta col deltaplano, nel 1994 parte per un giro del mondo in bicicletta (inverno 1994: Kirghizistan; primavera 1997: Alaska; inverno 1999: Patagonia; primavera 2001: Congo) che lo vedrà rientrare a Ginevra sette anni più tardi e dal quale nasce il libro Il canto delle ruote, Ediciclo, 2008. Nel 2005 rimonta in sella assieme alla sua compagna per un altro periplo di tre anni che lo porta a percorrere soprattutto l’Asia, l’India, il Nepal, il Tibet e, ancora una volta, l’Himalaya.

Bibliografia dei ciclosofi

Thomas Allen, William Sachtleben, Across Asia on a Bicycle, 1894
Eric Attwell, The Road to London, Over 11.000 km through Africa and Europe by bicycle [traversata conclusasi alla Victoria station il 17 dicembre 1937], R.B.Howell, Florida, South Africa, 1970.
Linle Brans, Seul à bicyclette de Paris à Saigon, editions Amyot-Dumont, 1950.
Hermann Hartel, Maria Rennhofer, Mit dem Fahrrad um die Welt, die sensationelle Reise des Gustav Sztavjanik 1924-1931, Haymon Verlag, 2000.
Heinrich Horstmann, Meine Reise um die Erde, Verlag Maxi Kutschera, 2000.
Goran Kropp, David Lagercrantz, Ultimate High, My Everest Odissey, Discovery Books, 1997 [Goran Kropp (1966-2002), svedese, precipitato nella scalata a Air Guitar, Vintage, Washington. Il suo film-documentario: I Made It: Goran Kropp’s Incredible Journey to the Top of the World nel 1998 ha vinto il Banff Mountain Film Festival: in bici, nel 1995, da Stoccolma fino all’Everest (campo-base), scalata e ritorno].
Dervla Murphy, John Murray, Full Tilt, Ireland to India with a Bicycle, John Murray, 1965.
Neil Peart, The Masked Rider, Cycling in West Africa, Pottersfield Press, Canada, 1966.
Gleb Travine, Le Centaure de L’Arctique, Actes Sud, 2001 [operaio russo, tour in URSS dal 1928  per quattro anni: il racconto che ne fa, edito sotto lo stalinismo, ne fu messo all’indice, in quanto il regime non tollerava le manifestazioni d’individualismo].
Thomas Stevens, Around the world on a bicycle - From Teheran to Yokohama, Seven Palm Press, 1984.[@ London, 1889].

La ciclosofia è un genere che si propone di riscattare a tavolino (si veda il titolo, deliziosamente overtone) il “sangue e merda” (parafrasando la politica) del cicloturista. E se, come in questo caso, le doti letterarie non fanno difetto all’autore, il compito può dirsi assolto:

“..In nessuno e in cento modi, la strada mi s-valigia, perché, anche se infinita, non assomiglia in niente a un palindromo: non la puoi “leggere” al contrario e ti aggiunge e ti toglie sempre qualcosa.”: p.32
“..Un viaggio senza data di ritorno non è che un’immensa deriva geopoetica, una sorta di ciclosofia, in cui la sola certezza che posso avere come ciclonauta è che, con un unico colpo di pedale, la mia bici mi porterà sempre un po’ più lontano.”: p.33
“..Inaffondabile bicicletta che sempre prende l’aria e mai l’acqua! [il telaio, in effetti, è impermeabile, ndc]”: p.34
“..Il suo telaio triangolare è una montagna al contrario, verso l’interno. Quando le ruote e la strada si congiungono al cielo, la mia spina dorsale danza sulle cime.”: p.38
“..Quegli spazi [il Tibet, l’Himalaya, ndc] avrebbero potuto demolirmi, disintegrarmi, invece mi proiettavano intero, tale e quale ero: infimo, beffardo e mortale.”: p.64
“..Pedalare è l’arte dell’anti-motore, è vivere un rapporto reale, sensuale e non strumentalizzato con lo spazio.”: p.81
“..Il mondo è un grande suk. Io mi libro corpo e anima per comprendere il suo mistero, bruciare qualsiasi scopo utilitaristico, devastare le certezze, spogliarmi dell’atrofia umana in cui ci si agita senza mai trovare il proprio posto, e per provare la vulnerabilità alle intemperie che spinge a creare dei legami con lo sconosciuto.”: p.103.