Eugenio Barisoni - UOMINI SEMPLICI

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Eugenio Barisoni - UOMINI SEMPLICI, pp. 1-307, Milano, Bompiani, 1934, Lire Otto


<Due passioni>
Un cacciatore di mestiere si ritira dopo la scomparsa d’una parente sposata di cui s’era invaghito.

<Ritorno alla vita>
Un camminante malridotto, salvato da morte sicura in autostrada un cane, trova lavoro presso il suo padrone.

<Dero>
Un cane, Dero, a differenza dei suoi simili, ha una passione per i miserabili.

<Madonna d’Agosto>
Il giorno d’apertura della caccia, piove “a orci”.

<Odor di volpe>
Un ciabattino-cacciatore è in grado d’attribuire a una volpe l’odore, che i compagni di battuta scambiano per quello “fermentante di fiori disfatti”.

<Serenità>
Due pescatori all’opera fanno a gara nel mostrarsi vanitosi: “.. ma il pensiero andò al piccolo aeroplano in alto in alto. ‘Chissà come doveva apparire piccino il mondo di lassù. Noi due, piccoli uomini, puntolini, formiche, forse niente, confusi con le migliaia di pietre del greto…noi con le nostre passioni, la nostra superbia. ’”: p. 98.

<Il cane ritrovato>
Un setter “premiato a tutte le esposizioni”, sparito da due giorni, ricompare nel mezzo dei preliminari amorosi tra il padrone e la sua ragazza: “Perché Mario mentre baciava e abbracciava la ragazza ebbe il presentimento che, se avesse resistito alla tentazione della carne, se non avesse commesso il peccato, avrebbe ritrovato il suo Artù? ”: pp. 106-107.

<Fortuna al tiro>
Un cacciatore professionista s’iscrive a un concorso a premi di tiro al piccione e, dopo due tornate negative, vince “una mezza fortuna. ”: pp. 111-119.

<Puro sangue>
Amicizia, praticantato e gelosia tra uno spinone e una pointer.

<Passato>
Lo scrittore e un amico all’ostessa, dopo una battuta alle quaglie: “Oggi risotto alle quaglie e quaglie arrosto. ”.

<Presente>
Giorno di “spareria generale e fitta”, di “azzurro intarlato dal piombo. ”: p. 152.

<Naufraghi>
Due pescatori di frodo sottraggono al Rosso le prede di due filaccioni e una barca, rovesciatasi la quale, uno dei due annega.

<Gemma>
Una ragazza, assunta come segretaria da un avvocato e ascoltata a un’udienza una sua arringa, s’innamora della sua voce.

<Pertica>
Rientrando da una battuta al crepuscolo, Cencio s’imbatte nel compaesano Pertica, “cornuto e impiccato”.

<Dan>
Allontanatosi per raccogliere una beccaccia abbattuta, l’autore vede il suo pointer Dan “che divorava a quattro palmenti il mezzo pollo della sua merenda. ”.

<Pescatori di mestiere>
Di due amici pescatori coetanei, “usi a non avere un padrone”, uno va a servizio del Conte del luogo: “.. Il colletto lo stringeva alla gola, gli impediva d’ingoiare la saliva. ”: p. 230.

<Il Guercino>
Declino e fine d’un esimio cacciatore: “Morì all’ospedale da lì a pochi mesi, come un cane. ”: p. 244.

<I fratelli Midoni>
Per i due, cacciatori di lepri, il matrimonio è fonte di disavventure.

<L’accompagnatore>
Nelle zone di caccia, è la “guida” a noleggio che “ha una profonda e minuziosa conoscenza delle consuetudini della selvaggina, della sua plaga di caccia, delle pasture e delle rimesse degli animali. ”: pp. 269-275.

<Aurora>
Un liceale pluriripetente, figlio di piccoli possidenti campagnoli ma di nobile origine, a cui è “venuta improvvisamente in uggia la città”, conosce, nella fattoria di famiglia, la figlia del campiere, pura “come era pura la terra. ”: pp. 289-290.