Marco Ramperti - CONDANNA DEI PESCI

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Marco Ramperti - CONDANNA DEI PESCI, estratto da: “La lettura” - Rivista mensile del Corriere della Sera [1901-1952], pp. 3, 1935


Ai limiti d’una riserva forestale, l’autore s’ incontra con Eugenio Barisoni, che ha con sé una lenza e un fucile, e gli augura buona pesca.

“.. RAMPERTI - Effettivamente, lo sterminio delle carpe e dei branzini non ci offende quanto quello degli uccelli e delle lepri.
BARISONI - Vorrebbe dirmi il perché?..
RAMPERTI - Creda a me, Barisoni: i silenziosi ànno sempre torto. Anche in extremis..
BARISONI - Dunque il dolore senza parole non la commuove?
RAMPERTI - No, non è possibile..
I pesci non ànno voce, pel semplice fatto che non la meritano..
Gli uomini possono nascondere la loro ferinità nei meandri dell’educazione, lupi e sciacalli in quelli della foresta. Ma l’onda è troppo chiara per consentire ai suoi abitanti tregue possibili, dissimulazioni cortesi. Lì non vale, unica e immediata, che una legge: il pesce grosso mangerà il pesce piccolo. Abolita la gentilezza, e abolita l’impostura, la parola è superflua. Ed ecco, in primo luogo, perché i pesci sono afoni. Ecco finalmente, perché neppure noi zoofili abbiamo pietà della sorte loro. ”: pp. 1 e 2.