Gaetano Scavuzzo - GIANNI BRERA - L’ARTE DI RACCONTARE LO SPORT

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Gaetano Scavuzzo - GIANNI BRERA - L’ARTE DI RACCONTARE LO SPORT - Viaggio nel mondo dell’icona del giornalismo sportivo italiano, Tesi di Laurea, Dipartimento di Scienza della Comunicazione (prof. Arena), Università di Palermo, 2005, pp. 1-69



<Puntualizzazioni>

Il 10 settembre ’43 Brera partecipò, con il fratello Franco, alla sparatoria della stazione centrale di Milano, uno dei primi atti di resistenza contro i tedeschi.

Dalla Francia, secondo Brera, l’Italia aveva tutto da imparare. [v., ad es. : AA. VV., TESTIMONIANZE, Milano, Sperling & Kupfer, 1973, p.20. Ma soprattutto dall’Inghilterra, per le sue fondamentali scoperte a cavallo tra Ottocento e Novecento, ndc].

Nereo Rocco, a Brera che lo ha portato a vedere la partita di pallacanestro Simmenthal - Real Madrid di coppa campioni, dice: “No xè mal, ma i fa sempre falo de man.”. Venutone a conoscenza, Brera “si premurò di far arrivare al Paron i suoi complimenti: usare le mani per giocare è come annullare l’evoluzione del bipede umano che tanto ha penato per poter alfine usare i piedi, che una volta tanto erano mani, come strumenti di gioco, anzi d’arte. ”.

Alcune sinestesie verbali:

Arraffare calcio: giocare in modo confuso, da oratorio (“alla viva il parroco”).
Balbettare calcio: indica gioco scadente.
Ruminare calcio: giocare con accettabile applicazione, ma senza fantasia.
Cantare e portare la croce: detto di giocatore che pretende di svolgere mansioni esorbitanti rispetto alle proprie possibilità.