Eugenio Barisoni - FANTASTICO MONDO ANIMALE DI SER BRUNETTO

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Eugenio Barisoni - FANTASTICO MONDO ANIMALE DI SER BRUNETTO, Estratto da: Lo Smeraldo - Rivista letteraria e di cultura, Milano, Sigurtà Farmaceutici editrice, 1948, N. 1, pp. 25-27



Il maestro di Dante, in due capitoli “i quali stanno tra il trattato di geografia e l’etica di Aristotele” di quella specie d’enciclopedia, scritta in francese, che è “Il Tesoro”, discorre, con una fantasia meravigliosa, di animali della terra, del cielo e delle acque.

Dice ad esempio dell’anguilla che “nasce di linaccio di terra, cioè di mota”. “Siccome l’anguilla vive nella mota, come i cacchioni [qui sta per: batteri, muffe, ndc] vivono da nababbi nel gorgonzola stravecchio, erano creduti figli legittimi, l’una della mota, gli altri del gorgonzola. ”.

Dell’aspide dice che chiude in sé una grande virtù: “Porta nel capo una pietra preziosa che ha nome carboncalo [carbonchio, rubino, ndc]”.

Leggendo il capitolo del castoro (cacciato per le ghiandole che secernono una sostanza odorosa detta "castoreo" anticamente molto usata in medicina), si apprende che - al motto: meglio perdere la virilità che la vita - “quando si vedeva precluso ogni altro scampo, si faceva da se stesso quella tale operazione servendosi dei verducati [quadrangolari, ndc] denti e gettando spartanamente la loro offerta davanti ai cacciatori. ‘E d’allora innanzi se l’uomo lo caccia, il castoro apre le cosce’ come per dire al cacciatore: rivolgiti altrove. ”.

Dell’ibis dice che, siccome “può accadere anche a un uccello di compiere un peccato di gola, di sentirsi gli intestini ingombri, va al mare, succhia l’acqua salata, se ne colma la gola, e con il lungo becco che sembra fatto apposta per la bisogna, si pratica un’abbondante lavatura.
‘E però dicono che Ippocrate, lo grande medico, trovasse il cristeo [clistere, ndc] a questo esempio’”.

Così il capriolo, il quale conosce i semplici “solo per lo vedere” e, ferito, si medica con erbe quali il “dittamo” e guarisce. “Ciò farà pensare a un fatto quasi prodigioso noto e divulgato tra i cacciatori. Di certe beccacce ferite di piombo, trovate con intasature fatte di erbe medicamentose, e con impiastri e steccature agli arti infranti che non sono altro che un’empirica ingessatura. ”.

Poi vi sono animali che possiedono la virtù faustiana di ringiovanire. L’aquila dalle ali potenti, la quale vola così presso al sole che le penne e le “scorze” degli occhi ardono “tanto si appressa al calore del fuoco”. Allora si lascia cadere in una fontana da cui rinasce giovane e rifatta “come dal suo cominciamento”.

“Quanto al cane - conferma il Latini - per amore del suo padrone è pronto a sacrificare la vita. Come il cane del re Letamante che quando questo re scostumato fu messo al rogo si gettò dentro con lui, e con lui si lasciò ardere. ”.