Paolo Monelli, NESSUNA NUVOLA IN CIELO

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Paolo Monelli, NESSUNA NUVOLA IN CIELO, pp. 1-433, Milano, Mondadori, 1957


Questo volume contiene, oltre ai racconti usciti sotto il titolo "Sessanta donne" (Garzanti, 1947) e "Morte del diplomatico" (Mondadori, 1952), altri inediti ('L'arciduchessa', 'Bufera', 'Quarantaquattro più sei', 'Il soldato troppo piccolo'), e due, 'Nessuna nuvola in cielo' e 'Guerra sui nostri campi', che comparvero insieme ad altri scritti in un fascicolo del 1946 della Rivista 'Prosa' sotto il titolo 'Di guerra in guerra'. I racconti sono stati riordinati secondo un criterio cronologico. Non riguardo al tempo in cui gli ho composti o pubblicati, ma all'ordine degli avvenimenti che di ognuno di essi sono sfondo o argomento; sì che chi li legga, dal primo all'ultimo, così come gli ho disposti, può rivivere tutta la nostra epoca, dai giorni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale fino ad oggi, traverso due guerre, due dopoguerra, ed i rivolgimenti civili e tecnici di cui abbiamo tutti ricordo e conoscenza. [Avvertenza di P. M.]


<L'arciduchessa>

In un ateneo petroniano dalle sale affrescate "con pitture potenti e ventose", in cui "grave, le guance mollicce, il passo d'un contadino stanco" insegna il Pascoli, un gruppo di studenti di Legge scopre che la matricola, per cui provavano un'adorazione "attiva e mistica", fa, a Conegliano, la "sguatterina" nell'osteria di famiglia.


<Noto cocuzzolo>

Tenente nella Prima guerra mondiale, un insignificante cocuzzolo, preso e abbandonato dal suo plotone, gli fa provare "la solitudine dell'isolato allo sbaraglio, senz'altri ordini che quelli dedotti da un incarico generico, senz'altre regole che quelle dettate dai sensi e dall'intuizione.": p. 50.


<I bodojedi>

Alla conferenza di pace di Parigi del 1919, con l'intento - raggiunto - d'acquistare e subito rivendere azioni dell'omonima Società dei petroli, una delegazione del fantomatico popolo dei Bodojedi rimette ai Big Four: Clemenceau, Wilson, Lloyd George e V. E.Orlando la questione della sua indipendenza dalla Polonia, prima d'essere smascherata.


<Kolja>

Negli anni Venti, a Berlino, quasi per scommessa, Monelli corteggia una ballerina della scuola dell'Opera di Stato, che gli risponde "con la solita frase: Ne dites pas de bétises, pauvre ami.".


<Il prete e la principessa indiana>

Recapitato nel luglio 1933 dal "Corriere della Sera" a Cartwright, nell'"infernale" Labrador, per assistere allo scalo dei 24 idrovolanti, al comando di Italo Balbo, della Crociera Atlantica del Decennale, su uno dei quali s'imbarcherà ("Il Labrador, con i suoi stagni, i boschi scuri, l'antichissima carie delle sue rocce otturate dal ghiaccio, la tundra putrefatta, quella nostra prigione di venti giorni, l'ebbi d'un tratto ima e frantumata sotto di me, l'ombra degli aerei vi fluiva sopra frettolosa e pura come occhio assente di donna sulle miserie d'un mendicante."), viene a conoscenza, la notte d'un'aurora boreale (".. i nastri ondeggiano, invadono il cielo, diventano vasti tendoni agitati da un misterioso vento delle altezze. Allo zenit confluiscono in un vortice, formano un sontuoso fiore; che si allarga, si spampana, torna nastro, si dilegua;.. i nastri adesso giocano a colorarsi, corrono onde rosse violette verdi su di essi.. La fantasia non ha tregua; e l'occhio non si stanca di correre dietro alle rapide metamorfosi, saettare di roste di fuoco dall'orizzonte, accendersi d'un colpo di criniere e di comete dalla lunghissima coda.") del piano - frustrato dalle autorità locali -, d'un prete in missione nella parrocchia e della giovane sposa d'un cacciatore, di espatriare insieme: ".. La risoluzione era maturata fuori di loro, per una pressione irresistibile che veniva dalla solitudine assoluta che era intorno, da quella vastità vuota di cielo di terra d'acqua che ormai li scacciava da sé, come i tessuti espellono con tormento e sangue l'oggetto estraneo che è penetrato nel corpo..
Tutto era stato detto, tutto era pronto. Bastava arrivare a Cartwright all'alba. Così attendevano presso la finestra, riconoscendo nelle fantasmagorie del cielo i colori promessi delle nuove terre. ": pp. 167-197.


<Pulci>

Una "predestinazione divina" lo condanna alle punzecchiature delle pulci: casa del mezzadro dove da piccolo lo lasciava il padre; dormitori di collegi; camerate, furerie e cortili della ferma; cinematografi di Roma; anticamera d'un convento di suore di clausura; spiagge lacustri di Berlino; Vecchio Porto di Marsiglia; casa di Kalusz in Polonia, legata al ricordo d'un viaggio, subito dopo la prima grande guerra, nelle parti orientali della neonata repubblica polacca; ghebì di ras Cassa al tempo della campagna etiopica.


<Morte del diplomatico>

1947. Il barone Rolando Santolio di San Calogero, ministro plenipotenziario a disposizione, viene richiamato in servizio e nominato ministro plenipotenziario presso il governo d'una repubblica americana. Sebbene altri suoi colleghi, inviati, appena terminata la guerra, in alcune capitali straniere, abbiano stretto conoscenze e annodato amicizie coi rappresentanti dei paesi vincitori, il barone è interiormente combattuto fra la sua trentennale amicizia col ministro rappresentante la Gran Bretagna e teoria e prassi, consistenti nel non aver pratica alcuna, ufficiale o no, col rappresentante d'un paese col quale l'Italia non abbia ancora concluso la pace.
Gl'invia, con la mediazione d'un diplomatico neutrale, il suo memore saluto; lascia alla porta della legazione britannica un biglietto da visita senza l'indicazione della sua carica; gli fa una visita pomeridiana (".. Il signor ministro sapeva bene che una visita pomeridiana richiede un decoroso vestito blu a due petti - e cravatta color tortora -, d'altro canto il decoroso vestito blu a due petti poteva rendere la visita meno informal di quanto avrebbe dovuto essere. Acutissimamente il barone di San Calogero risolse il problema calzando sotto il vestito blu un paio di scarpe di camoscio marrone, invece delle prescritte scarpe di vitello nero, il che toglieva ogni solennità anche sottintesa alla visita.") ; e, dopo altre settimane di ponderazione e di raccoglimento, durante le quali a momenti d'entusiasmo s'alternavano sconforti ed esitazioni (".. Pensava qualche volta all'ammirazione con cui i suoi colleghi ne avrebbero ascoltato il racconto; il 'precedente San Calogero' avrebbe certamente trovato posto in qualche manuale destinato ai giovani della carriera.") lo invita a colazione a casa sua.
All'a tu per tu tanto atteso è colto da paralisi cardiaca "da shock emotivo". : pp. 357-365.