Paolo Monelli, ALTA SPOLETO

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Paolo Monelli, ALTA SPOLETO, pp. I-VII, tavv. 1-76, Roma, Carlo Bestetti Edizioni d'Arte, 1960



Nel cappello introduttivo - di scarso rilievo - del progetto editoriale di "metter in risalto le bellezze e il patrimonio artistico della città di Spoleto" [Carlo Bestetti, Ringraziamenti all'Azienda Autonoma di Cura Soggiorno e Turismo, retro del frontespizio, ndc], l'occasione, tuttavia, del concomitante Festival dei Due Mondi ne avvalora la "sensazione" che gli spoletani "siano fatti uguali ai loro morti di trenta secoli, accomunati dall'appartenenza allo stesso luogo: la montagna-piramide di case coronate dalla dura rocca, labirinto di viuzze, scalette, cordonate che s'aprono il varco fra torri e mura; da uguali ricorrenti angosce sventure timori e umili gioie e trepide speranze; dalla pena antica di trarre sostentamento da una natura splendente e avara.".
""La sua [di Giancarlo Menotti, ndc] opera di sceneggiatore, pur con i balletti americani e le forme d'arte rivoluzionarie, è nostalgica e conservatrice. Nello stesso tempo che escogita novità di macchine per gli spettacoli e commette sipari e scene e decorazioni ad artisti delle ultime scuole, e si fa una corte dei più bizzarri dei più acuti dei più geniali personaggi dei due mondi, si dà cura, e dispoticamente comanda, che la città conservi intatto il suo aspetto e ritrovi l'antico silenzio. E sono certo che gli spoletani contemporanei vedono arrivare ogni anno questa emigrazione stagionale da giugno ad agosto, la variopinta folla degli artisti e degli organizzatori e degli spettatori, con la stessa benevola curiosità con cui i loro antichi assistevano agli splendidi arrivi dei governatori, alle cavalcate dei principi che traversavano la penisola con magnifico corteggio per matrimoni o incoronazioni, alle feste di corte, all'invasione di truppe straniere, quelle che si ritiravano, quelle che venivano a prenderne il posto, ai cortei dei priori cittadini, alle visite dei Papi, con la speranza che da queste cerimonie uscisse qualcosa per il popolo, elargizioni o condoni di pene o esenzioni da balzelli; e se la speranza, come sapevano da antiche esperienze, sarebbe andata delusa, pazienza, gli restava sempre il piacere del divertimento gratuito.".