Luigi Gianoli-Giorgio Mascherpa, LA PITTURA E LA MUSICA

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Luigi Gianoli-Giorgio Mascherpa, LA PITTURA E LA MUSICA, pp. 5-29, tavv. I-LX, Milano, Arti grafiche Ricordi, 1967



Un racconto figurato della musica, che, iniziando dalla pittura egiziana ed etrusca, arriva alla greca - ne resta un pallido riflesso nelle immagini stilizzate dei crateri e dei vasi - e alla romana - nelle nature morte si allineano frutta e uccelli, non strumenti, neppure le trombe, che, invece, abbondano nei rilievi lungo le spirali delle colonne celebrative e sugli archi di trionfo -.
Con Luca della Robbia (1399-1482) e Donatello (1386-1466) si passa dall'orbita del misticismo figurativo medievale a un'arte permeata di umanesimo.
Luca della Robbia, nella Cantoria di S. Maria del Fiore, oggi conservata nel Museo delle Opere del Duomo, davanti a quella di Donatello, segue un tema suggerito dal Salmo 150: "Laudate Eum in sono tubae; in psalterio; et cythara; in tympano; et choro; in cordis et organo; in cimbalis bene sonantibus; in cimbalis jubilationis. "Ma sono soprattutto i due scomparti ai fianchi del basamento a raccontarci l'ordine e la disposizione dei cantori in scene d'una vivezza impressionante, nelle quali non solo è reso al naturale l'atto del cantare, ma la varietà delle voci, dalla bassa alla soprana, evidenti nell'espressivo atteggiamento della bocca.": p. 11.
Nella Cantoria di Donatello, la gioiosità della musica traspare nel vibrare armonioso e palpitante dei piccoli corpi nudi. Un segno musicale figurato si scorge appena in alcuni pochi strumenti a fiato, trombe e doppio flauto.
Dal '500 al '700, da Giorgione a Pietro Longhi, tra i soggetti preferiti di pittori è "Il Concerto".
Nell'affermarsi intorno al Seicento della "natura morta" in tutta Europa, gli strumenti musicali cominciano a formare un genere particolare, nel rigoglio delle forme, delle luci e dei colori.
In età romantica, al posto del clavicembalo, irrompe - anche in pittura - il pianoforte, presto capace di fronteggiare un'intera orchestra.
L'apparentamento musica-pittura prosegue nel Novecento: "Ormai non si tratta più, se non raramente, di riprodurre strumenti musicali, ma di assimilare dalla musica certi suoi valori, la sua costruttività matematica e astratta, riferirsi al nitido e chiaro lavoro della fantasia musicale, alla sua naturale emancipazione dalla natura per dare alla pittura una nuova coerenza figurativa. Da Kandinsky il passo a Mondrian è breve.". Là, elettronica e dodecafonia.
Per arrivare, da metà secolo, al dialogo che s'è stabilito tra musica e cinema.

 

 

 

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