Paolo Monelli, BARBARO DOMINIO

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Paolo Monelli, BARBARO DOMINIO, Milano, Ulrico Hoepli Editore, 1933, pp.1-358



A ognuno puzza questo barbaro
dominio.
(MACHIAVELLI)
[epigrafe apposta da P.M.]





Tra l'erudito e il divertente, sostiene che "se l'uso della parola straniera può essere tollerato, ammesso, difeso, invocato, trattandosi di strumenti nuovi, di nuove regole sociali e mondane, di invenzioni o di attività recenti, non ha alcuna scusa nei casi in cui s'abbandona semplicemente un tradizionale termine della lingua per adottare il corrispondente in lingua straniera."



Bibliografia (intercalata n.t.)

Giacinto Carena, Vocabolario metodico della lingua italiana, Torino, Fontana, 1846
Alberto Guglielmotti, Vocabolario Marino e Militare, ed. anastatica, Roma, 1898
Alfredo Panzini, Dizionario Moderno, Milano, Hoepli, 1931
Henry Stappers, Dictionnaire synoptique d'étymologie française, édition Larousse, 1900
Nouveau Petit Larousse illustré
A. Pucci, Dizionario generale di floricultura, Milano, Hoepli, 1915
L. Fenaroli, Flora alpina, Milano, Hoepli, 1931
Niccolò Tommaseo, Nuovo dizionario dei sinonimi, Milano, Crespi, 1833
Guido Bustico, Dizionario del mare, Torino, Chiantore, 1932
Attilio Levi, Dizionario etimologico del dialetto piemontese, Torino, Paravia, 1927
Pietro Fanfani, Lessico della corrotta italianità, Milano, Carrara, 1881
Oscar Bloch, Dictionnaire étymologique de la langue française, P.U.F., 1932
Borri Lorenzo, Trattato di medicina legale, Milano, Vallardi, 1924
Rivista tecnica delle ferrovie italiane (III, 1932, p.165)
E.V. Quattrova, Quattrova illustrato, Milano, Editoriale Domus, 1931
Pellegrino Artusi, La Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene, Firenze, Pei Tipi di Salvadore Landi, 1881
Ernesto Montù, Radio, Milano, Hoepli, 1932
Prospero Viani, Dizionario dei pretesi francesismi, Firenze, Le Monnier, 1858
Otello Carena, Pagine felici, Milano, Ceschina, 1928
The Concise Oxford English Dictionary
A.G. Bragaglia, in Giornale di política e di letteratura (II, 1932, p.142)
Antonio Scaino di Salò, Trattato del gioco della palla, in Vinegia appresso Gabr. Giolito De' Ferrari E Fratelli, 1555
Giovanni Sassi, Dizionarietto dei termini sportivi, Bologna, 1926


<Abat - jour>
"Una sdolcinata canzonetta di caffè concerto venuta di moda anni fa ha insegnato a tutti gli italiani che ancora non lo sapessero a chiamare così il paralume; e già parecchi giudicano abat-jour intraducibile. 'Abat-jour, tu che spandi una luce blu', diceva la canzonetta, modello di traduzione, come al solito, dal francese. Un'altra diceva: 'Aveva gusti spensierati da viveur - amava il lusso e cercava i piacer'; pronunciare piaceur per la rima. Poche cose sono così umilianti e irritanti come le parole delle nostre canzoni di caffè concerto, siano originali o tradotte; ed è peccato che non si scomodino anche in Italia, come in Francia e in Germania, i poeti veri a fare canzoni e canzonette per fornirne i nostri musicisti, costretti a dare leggiadrissime arie a parole idiote o melense.": p.1.

<Clown>
"Parola inglese, che si pronuncia claun..Nel senso in cui viene usato oggi clown è lo stesso che pagliaccio: cioè il buffone, il zanni dei circhi..
L'etimologia di pagliaccio, da paglia, è chiara; uomo di paglia, uomo senza carattere, senza animo, senza ardire, mancator di parola, quindi a poco a poco spregevole agli occhi della gente.": p.73 e sg.

<Cravache>
"Parola francese, d'origine turca, curbac' (scudiscio di cuoio), venuta attraverso il polacco karbacz e il tedesco Karbatsche in Francia, e di qui accolta da noi con tutto l'entusiasmo con cui abbiamo preso cento altre parole straniere che si riferiscono a cavalli e a cavalieri. Noi abbiamo per rendere perfettamente l'idea, scudiscio, frustino, sferza; ma la parola cravache ha un suono spavaldo e cavalleresco per cui è preferita alle più modeste parole nostre. Ci pare tuttavia che anche scudiscio abbia un certo valore fonico, con un suono sibilante che ne rende quasi il fischio nell'aria, che non è inferiore a quello della parola francese. Scudiscio è antica parola latina, scutica; Dante ha (Inferno, XVIII, 65) scuriada, ancor vivo come scuriata.": p.90 e sg.

<Defaillance>
Parola francese che da noi non esce generalmente dalla pratica e dalla cronaca sportiva;..I dialetti hanno vivacissime espressioni che vorremmo vedere più spesso nelle cronache dei giornalisti sportivi: vedere le streghe (come dicono i veneti), avere la slagna (bolognese), la gnàgnera (milanese), batter la fiacca (romano), ecc.": p.99 e sg.

<Pamphlet>
"Questa parola, che da noi si pronuncia alla francese panflé, è vocabolo inglese e si pronuncia pèmflet. Vero è che l'uso della pronuncia francese può essere giustificato dal fatto che solo nella lingua francese la parola ha preso quel significato di libello, di scrittura satirica o polemica, in cui è usata in Italia.
Pamphlet in inglese significa soltanto opuscolo, trattatello, scrittura breve, generalmente sopra soggetti d'interesse attuale; se ne è fatto il sostantivo pamphleteer, scrittore di pamphlet. La parola deriverebbe da pamphilet, nome con cui si designava correntemente in Inghilterra nell'evo medio un poema d'amore latino, caro alle dame e ai gentiluomini, intitolato Pamphilus seu de amore. Che da pamphilus, parola che significa 'colui ama tutti' derivi il nome una scrittura oggi intesa come piena d'odio e di livore, è un bell'esempio della sorte delle parole..Crediamo che libello e libellista possano sostituire per ogni aspetto pamphlet e pamphlétaire nel senso in cui sono comunemente usati da noi.": p.225 e sg.

<Trait d'union>
"Indica un segno ortografico francese che serve a legare insieme le diverse parti d'una parola composta. Da noi si chiama lineetta..
Alcuni credono di cavarsela con tratto d'unione; ma questa è traduzione che ricorda quella di s'il vous plait tradotto in Silvio Pellico.": p.322.