Paolo Monelli, VIAGGIO ALLE ISOLE FREDDAZZURRE

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Paolo Monelli, VIAGGIO ALLE ISOLE FREDDAZZURRE - Da Oslo a Hammerfest, Capo Nord e Spitzbergen, con 19 tavole f. t., pp. 1-249, Milano, Edizioni "Alpes", 1926



Da Berlino, in treno, a Oslo, a Bergen; in piroscafo alle isole Lofoten, in prossimità del Circolo polare artico - ".. Ricordate che cosa c'è nelle Alpi sopra i duemila metri? Pascoli verdissimi, odorosi di mentastri, che confinan con le nuvole, chiusi subito da un orlo di bosco o da una morena sterile. Questo è il paesaggio delle coste norvegesi. E quelle che da noi son valli e vallate, qui son colme d'un'acqua ferma, verdazzurra di giorno, ma nelle notti luminose fusa in una delicatezza lattiginosa che sotto il più piccolo rèfolo si colora con pudore di tutti i toni, dal violetto all'arancio; e i navigli vi scivolan sopra senza romperne il tessuto..
Tanto, gli uomini contano così poco qui, e sono così semplici e uguali! La loro storia è quella del loro ambiente. Dominati dagli elementi primordiali della natura da cui traggon la vita, mare e roccia e terriccio povero, non hanno altra legge di lavoro che quella delle stagioni, del passaggio dei pesci infoiati, dei pochi frutti spremuti dal suolo.": pp. 107-109; incontro al Sole di mezzanotte - ".. Come sapete tutti da scuola, per molte settimane d'estate il sole non tramonta mai su questi paesi oltre il circolo polare..
Una bramosa attesa dell'inverno, una nostalgia dell'oscurità sembra affermarsi prepotente in questa eterna giornata. Solo una notte di tre mesi [notti polari, ndc] può compensare di questo terribile giorno di tre mesi.": pp. 113-115; al mare congelatum di Tolomeo, l'isola occidentale - "la sola che importi, le altre dell'Arcipelago sono tavolati sterili di ghiaccio" - delle Spitzbergen, in norvegese Svalbard: ormai "solitudine senza colore", in cui l'attività umana si riduce all'estrazione del carbone nel "ghiaccio e neve" delle "gallerie bianche" scavate a metà montagna.