Massimo Bontempelli, NOTTI

Stampa PDF

Massimo Bontempelli, NOTTI - Racconti, Roma, Atlantica editrice, 1945, pp. 1-147



Nitta - La violetta - I pellegrini - Pietro e Domenico - Convegno - Luci

<Nitta>
Essendo in ritardo il treno, una sera, alla stazione cui ha portato in auto dei conoscenti, l'autore, attesa, per tornare a casa, "la notte piena, quando il creato si rifà semplice ed eterno", rimessosi alla guida, scopre che una fanciulla macilenta, vestita d'un grembiulino lacero, s'è intrufolata sul sedile posteriore. Impietosisosi, darebbe fondo alla dispensa della sua villa, se non scoprisse che, nel tempo occorrente per riempirne un paniere, la bambina s'è eclissata.

<La violetta>
Al calar della notte, Rosa esce, per cogliere nel parco una violetta, da inserire nella lettera appena scritta all'innamorato, che s'affretta ad imbucare prima della levata mattutina. Risalita in camera, è colta dall'angoscia, per avergli mentito: "la prima violetta della primavera", infatti, era stata quella colta al mattino, e "poi scioccamente perduta."

<I pellegrini>
"In uno di quegli anni incerti fra giovane e uomo", al vespro, l'autore, attrattone, s'accoda a una colonna di pellegrini. ".. Forse, come io, nessuno dei miei compagni sa dove andiamo e perché? O forse è già cessata in tutti loro, come in me, ogni curiosità?": p. 77.

<Pietro e Domenico>
Un nottambulo settantasettenne muore sotto un bombardamento col suo domestico, con cui, pur avendolo appena licenziato, scambia pensieri "filantropici" sul rapporto padrone-servo.

<Convegno>
Una notte, si manifestano all'autore le parvenze misteriose di due innamorati, di duemila anni addietro e protagonisti d'un omicidio-suicidio.

<Luci>
A fine giornata, uno stradino, buttatosi a terra e addormentatosi, è svegliato da una voce: 'Su, in cammino. A un certo punto all'orizzonte vedrai tante luci: scegli il sentiero che va giusto alla tua.'. "In mezzo a tanto mistero": p. 135, "In questo estraneo mondo": p. 136, arriva al "bivio ultimo..
Una di queste due luci, una di queste due vie..
L'una accendeva ogni tanto i suoi rosei riflessi, spingeva con una mossa più viva quel flusso di luce dal centro al circolo. L'altra sempre meglio si profilava esatta e di placida luce.
E' questa la mia. Andiamo..
Ma un chiarore d'alba si diffuse per il cielo e in esso la luce, senza un raggio senza un palpito, miseramente scomparve..
Il mio dolore per la disfatta non fu disperato, era un'abbattuta stanchezza. Scrollandomi, mi mossi a raggiungere il paese, a procacciarmi il lavoro per ricominciare la nuova faticosa giornata.": pp. 117-146.