Eugenio Barisoni, POI TORNO' IL SOLE

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Eugenio Barisoni, POI TORNO' IL SOLE, Milano, S.T.E.L.I., 1943, pp.1-282

 

 

 

<L'eroe>

 

Aggalla la guerra, nel casuale incontro tra l'autore al rientro dalla pesca (" - E' una povera pieve. Vi trionfa la salute. Nessuno muore. Oggidì pochi sposano, pochi nascono. Gli uomini sono in guerra. - "); un prete che, in bicicletta con la sporta, si reca alla questua di generi alimentari (" - Gesù - dice il curato guardando ancora in cielo - dimmi tu quale cibo, di questi tempi, può non piacere a noi poveri cristiani. - "); e due ragazzi che, la bacchetta in spalla, vanno a rane ( " - E' vero che quei bastardi di inglesi volevano venire a incendiare i campi di frumento? Ma il frumento ce l'ha fatta anche lui. In un giorno è maturato. Al riso non ce lo danno il fuoco. Viene su nell'acqua. - ").

 

 

<Il borghese>

 

Per un notaio di mezz'età "il denaro è sacro".
Osserva scrupolosamente il bilancio giornaliero, "pondera e programma" i frutti milionari della sua professione e - "..L'amante…l'amante, ebbene l'amante può essere anche un'economia." - si prefigge di limarle l'appannaggio.

 

 

<La terra non tradisce mai>

 

Una famiglia di poderanti.
"..Senza l'agente del fisco il quale più di ogni altro ignorava di quanto sudore era impastato il pane del contadino sarebbero stati gente felice.
Il sogno di quella, come di tutte le piccole famiglie dei poderanti, era di possedere sempre maggior quantità di terra da coltivare.".

 

 

<Il Mecenate>

 

Evaristo Sillani, "individuo per la verità mediocre e stitico", entrato, grazie al caso e ai mezzi di fortuna, in familiarità con gli artisti ("che spaziando nel regno della fantasia a caccia di stelle non si curano dell'umanità meschina e bottegaia") e resone "un poco sognatore e aggloriato", acquista case e poderi e dona al museo della sua città tre sale intere di quadri e in basso una lastra d'ottone col suo nome.

 

 

<Acqua miracolosa>

 

Avendo l'autore, nelle quotidiane gite pescherecce, versato in una polla il resto d'una polvere digestiva, si diffonde la voce d'un'acqua miracolosa. Egli però confida la cosa a un vecchio, chiamato 'il custode del fiume', che, versata due volte la settimana la polverina, è scoperto dai renaioli. Decadenza della sorgente.

 

 

<L'esploratore>

 

Un ragazzo, che i coetanei, tra cui l'autore, chiamavano 'l'esploratore' e li aveva guidati nel "viaggio nelle chiaviche" - "L'esploratore aveva pensato con sapienza meticolosa agli apparecchiamenti che una simile impresa richiedeva: lanterne, stivali, corde, sali contro i deliqui, fionde e tirasassi contro i topi, gesso per segnare la probabile via del ritorno." - compie, da  grande, spedizioni - anche con l'aiuto del governo - nel continente africano.

 

 

<Antica stirpe di rurali>

 

Ai primi del Novecento, durante la rivolta rossa dei contadini, in una famiglia di proprietari terrieri, economicamente in declino, gli ultimi discendenti, due studenti, con pochi altri, difendono il podere cui il feudo s'è ormai ridotto.

 

 

<Suonatori ambulanti>

 

"..Conosceva le sue vie, le predilette della tetra solitudine cittadina. Qui faceva sosta..e nessun essere umano si affacciava agli usci e alle finestre ad ascoltare, neppure una serva, neppure il capo biondo di un fanciullo.".

 

 

<L'ultimo romantico>

 

Un amico, di quella "generazione infelice vissuta in tempi d'ignavia" che ha preceduto la Grande guerra, in cui, "se un figlio dimostrasse inclinazione alle arti, alle lettere, o aspirazioni più alte e geniali, era qualificato semplicemente un pazzo", il quale viveva in aperto contrasto a questi principi e, partito volontario, muore sul Carso.

 

 

<Terra che redime>

 

Il proprietario d'un podere, vendutolo e andato a vivere in città, assottigliatosi alquanto il patrimonio, si redime al ritorno dall'America del fratello con la famiglia, con cui torna a vivere in campagna, "vicino al podere paterno", che riusciranno a ricomprare.

 

 

<Lo scrittore>

 

Uno scrittore, uscito di casa con tre libri scritti di suo pugno, da vendere, per provvedere alle necessità della giornata, in cambio di "tre miseri biglietti da dieci", a qualche facoltoso conoscente, scorge un malmesso sonatore ambulante con chitarra, che scavalcava con un salto, uno dopo l'altro, i mucchi di neve. Incontra infatti un agricoltore, che gliene ordina cinquanta, non per leggerli, ma per fare la biblioteca ai figli che studiano, ma non si fa trovare, all'ora pattuita, sul luogo del pagamento.
"..Cominciò a nevicare più fitto. Un uomo con tre libri sottobraccio fu visto nella strada del sobborgo, saltare a piè pari i mucchi di neve.".

 

 

<L'oratorio>

 

Un povero pievano di campagna, "trotati" e mangiati i due vaironi pescati dall'autore la mattina, gli mostra l'oratorio affrescato, bisognoso di restauri.

 

 

<Lo scrupoloso>

 

Scivolata, il giorno innanzi, la moglie del socio, "su un china pericolosa" nei suoi riguardi, e posto di fronte a due opzioni: "seguire l'ordine naturale delle cose" o "smorzare sul nascere quello che domani sarebbe stato irreparabile", Cesare Alberti opta per la seconda: perdendo donna, amicizia e lavoro.

 

 

<Verso la quarta sponda>

 

Il racconto si basa sulla similitudine tra i fili di ragnateli - "ogni filo reca il suo insetto. Il piccolo ragno, giunto il momento che può bastare a se stesso, si affida al caso, parte sulle ali del vento." - e la legge costante che da generazioni governa la stirpe dei Vallana: il podere al primogenito, i fratelli emigranti.
Il quintogenito parte per un possedimento coloniale.
"Il vecchio non capiva. Quando il figlio giunse, vestito di tela marrone, con in capo l'elmetto di sughero, il vecchio disse con parole di dolce rimprovero: 'Perché non me l'hai detto? quella è terra vostra, l'avete guadagnata, vi darà quello che avete dato.'"-.

 

 

<Piccoli commercianti>

 

Ermes Giacconi, che fin da piccino barattava piccoli oggetti quali francobolli, figurine Liebig, immagini sacre, bottoni, calcomanie, da grande si occupa del commercio di pane, pasta e vino e di piccoli animali d'allevamento.
Un altro piccolo commerciante, il "cagnatt", mette su dozzina per i cani.

 

 

<La tesa>

 

Raggiungono il casotto nella tesa, attirati da una coppia di germani, un camparo, l'autore e l'amico agricoltore, il quale - "Nella vita, mi ha detto parecchie volte quasi in tono di rimbrotto, ci sono cose molto più importanti della caccia." - quasi subito torna indietro a dirigere i lavori della giornata.

 

 

<Il varo>

 

Da un amico pittore, cui è andato a far visita dopo parecchio tempo e ha trovato, nel sotterraneo, intento a fabbricare un barcone, si presentano tre uscieri che pignorano- " - Di sopra la donna ci ha detto che è già tutto pignorato. - " il barcone.
Il giorno del varo sul Naviglio, il pittore provvede a che il natante vada subito a fondo. " - Ah ah ah, venga ora l'usciere a tirarla fuori, se è capace, ah ah ah è la prima volta che riesco a gabbare un creditore. - ".

 

 

<La rivincita>

 

Un cacciatore, nato ricco e poi impoveritosi, chiamato da tutti maestro, suscita la gelosia d'un amico medico, contrariato della sua superiorità.

 

 

<Segretario galante>

 

Alle Medie, essendo bravissimo in italiano, Barisoni è incaricato, per conto di qualche compagno, di scrivere lettere d'amore a due studentesse.

 

 

<Mondine>

 

Vengono ogni anno col fine di portare a casa un gruzzolo che servirà ad aiutare la famiglia.

 

 

<Tramonto>

 

A una sua personale, Ottavio Severi rivede Ada, amata a quindici anni.
"..Erano dunque tanto vecchi? - sì vecchi, vecchi - la donna in modo particolare, la madre?".

 

 

<La fonte>

 

Origine, "pellegrinaggio" e utilità della fontana.

 

 

<Il dubbio>

 

Un piccolo commerciante, distrutta in un incendio la bottega di merceria, assicurata già da qualche anno per trentamila lire, accetta le tremila che l'ispettore gli offre "a transazione d'ogni controversia e ad estinzione di qualunque rifacimento di danni causatigli dall'infortunio.".

 

 

<Artisti randagi>

 

"..un indimenticabile Otello. Il paese, Montecalvo, in Emilia, la sala, per modo di dire, il fondaco d'un pizzicagnolo. Dal soffitto colavano le pezzate fresche di lardo che gocciolavano lagrime di grasso sul capo degli attori.".

 

 

<Anita>

 

Durante una caccia, con base il casotto d'un amico, nel delta del Po, "tra la pineta di San Vitale e l'Adriatico", arrivano al 'capanno di Garibaldi', dove si sta girando un film storico, in cartellone a Venezia. Poiché gli attori che rappresentano i due paesani che avevano ricoverato Garibaldi nel loro capanno, mentre Anita moriva, non lo soddisfano, il regista - "Il costume gli stivali la cacciatora il cappello con le penne, tutto va a meraviglia. Ci fate un segnalato favore, poi apparirete sullo schermo." - li sostituisce nella parte con i due nuovi arrivati, che, dopo i primi ciak, per la 'punta' in un macchione del cane dell'amico, disertano irrefragabilmente il set.

 

 

<Il solco>

 

"..Tutto era apparecchiato per l'aratro..I due uomini non guardavano in terra: procedevano fissando un punto astrale davanti a sè. Dietro di loro la terra era tagliata per la prima volta dal vomero semplice e potente. Un solco luminoso, diritto come il filo della spada, andava aprendosi nel corpo della terra scura. Un solco infinito ed eterno come il destino della stirpe italica.".

 

 

<La suonata di Golinelli>

 

Un  amico - tra il quale e Ada, la propria futura moglie, tempo addietro, "era intercorsa un'inclinazione più forte dell'amicizia" - che è invitato a casa sua, per una battuta, da un giovane ingegnere, dopo due giorni di caccia ininterrotta appare "sfibrato immemore. Anche screanzato." agli occhi di Ada, che si intuisce "posposta nell'intimo di lui" a quella poltrona in cui era stato "colto alle frutta da un invincibile e improvviso desiderio di sdraiarsi.". E il marito ne esce trionfatore.

 

 

<Lotta di animali>

 

Un'orda di cani selvatici, invasa un'isola fluviale, l'indomani è annientata dai cani che l'abitavano, aiutati nella difesa dalla maggiore conoscenza del luogo e spalleggiati dall'uomo.

 

 

<Via dei Mulini>

 

Il proprietario del fondo su cui insiste "il più breve sentiero per giungere dalla città al fiume" cerca, in vari modi, d'esercitare il divieto di passaggio.

 

 

<Gli spiriti>

 

In "uno stanzone, specie di magazzino nascosto e dimenticato", l'autore e altri ragazzi "inqueti e avventurosi", nel disporre la catena medianica, si fanno sedere accanto alcuni fantocci di pezza, modelli per il padre d'uno di loro, intagliatore in legno di madonne, santi e angeli per le chiese.

 

 

<La famiglia>

 

In una numerosa famiglia di contadini, tutto si svolge con ordine e tranquilla letizia, con sudore e privazioni, ma senza moleste e eccessive preoccupazioni.

 

 

<L'avaro>

 

"A quarant'anni Driano era un uomo morto alla bellezza della vita e alla speranza..I suoi occhi non vedevano che il denaro, ed ignoravano lo splendore dei fiori, il sorriso delle labbra femminili.".

 

 

<L'acqua sarà la tua tomba>

 

Guadagnata "a balzelloni" la riva, dopo esser stato sorpreso, pescando "nella blanda corrente a mezza gamba", da un nubifragio, pensa "alla chiromante la quale aveva letto nelle linee della mia mano che io sarei un giorno perito nell'acqua. La prova era stata fatta. Ancora una volta io ne ero uscito vincitore.".

 

 

<Scritture di agricoltori>

 

Sono cartolari, memorie (note messe insieme per loro norma e guida, o scritte per i figli) in cui scopre "un procedere tranquillo e riposato, con soste frequenti, lunghi respiri, contemplazioni estatiche di gente che non ha fretta se non quando, guardando in alto, teme che venga una dannosa rivoltura del tempo.".

 

 

<Solitudine>

 

"..Dalla città vi si giunge in un quarto d'ora di bicicletta. Ne feci la scoperta per caso..
Anche nei luoghi più noti e frequentati nelle mie passeggiate e nelle mie soste con la doppietta e la canna da pesca mi trovo spesso in un angolo ignorato, in una contrada estranea, che mi fa esclamare: 'Oh bella, questo sito mi è nuovo.'".

 

 

<Poi tornò il sole>

 

"..La natura risorta dal lugubre sogno si offerse al cielo, dove le due verginità si sublimarono in un amplesso eterno e divino.".

 

 

 

<II° glossario del purista, a c. del curatore>

Catana Dial. carniere

Baccalare Tosc.  stalliere, garzone del vetturino

Pamèla cappello di paglia a larghe tese

Aggloriato Neol. ambizioso

Baratteria frode

Paùri Tosc.  briganti del Bosco delle Salaiole, vicino a Firenze

Chiòdina Tosc. chiusino

Guardanatiche Arc.  calzoni

Ruzzo screzio

Secolari privi d'istruzione, illetterati

In tocchi in cattive condizioni economiche

Pètaso cappello a tesa larga

Di secondo dosso di seconda mano

Strippe rigonfie

Sparvierate Letter.  argute

Viete rancide

Bariglione grosso barile

Trotati Disus.  cucinati

A sciacquabudella Tosc.  a stomaco vuoto

Utello Disus.  vaso contenitore per olio o aceto

Scanicato liberato dall'intonaco

Lòchio Tosc.  alito, soffio

Tempaiuoli Tosc.  maialini svezzati

Solforoso che ha il colore giallo dello zolfo in polvere

Terricciato concime composto di stallatico e terra

Sterzare ridurre alberate d'un terzo

Di trapelo detto di cavallo aggiogato al carro al di fuori delle stanghe

Polume Tosc. scorze di castagne

Ammutarsi Rar.  diventare muto

Scorbellate beffarde

Incotte Letter.  abbronzate

Polpo Tosc.  soffice

Dar àsolo dar aria

Mete Tosc.   cumuli di forma tondeggiante

Suggesti baldacchini

Schizzatoio pompa di bicicletta

Accollare Agric.  piegare

Pìspino Region.  zampillo

Pùlica bollicina d'aria

Stradare avviarsi

A mano cupa a mano concava

Scrìmolo ciglio

Sàrgia tenda

Sgrollone Region.  scroscio

Bracciata retata

Padulano che vive in zona paludosa

Cinegetiche che si riferiscono alla caccia coi cani

Smiracolate Tosc.   da far sbalordire

Punterelle piccole punte

Camiciate Disus.  Dial.  grandi sudate

Soprassello Ant.  Dottr.  onere aggiuntivo

Ficcatoio melmoso

Arrembati spossati

Stracanate Tosc.  strapazzi

A bruzzolo Dial.  prima dell'alba

Radostellata Neol.  con poche stelle

Calestro argilloso, molto magro

Soggrottatura ampliamento d'una fossa, per agevolare l'impianto di viti

Non dire il vero non essere valido, efficiente

Abboccare congiungersi a un'estremità

Vanume Disus. grano che si secca senza giungere a maturazione

Aberintandosi Tosc.  smarrendosi come in un labirinto

Pennato sorta di roncola

Parvificando Ant.  Letter.  sminuendo

Si incavernò Letter. diventò buio

Impegolati impiastricciati di fango

Intinti bagnati fradici

Gualma sporcizia

Stroscie Tosc.  scrosci d'acqua

Poltricchio poltiglia sudicia

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