Massimo Bontempelli, NOI, GLI ARIA

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Massimo Bontempelli, NOI, GLI ARIA. Interpretazioni sudamericane, a cura e con un' introduzione di Sebastiano Martelli, Palermo, Sellerio editore, 1994, pp.1-107

 

Sei articoli (Il nume frenetico - Malinconia del Carioca - La Pampa e la Quadra - Conquista del tempo - Ufficio delle Ande - Cornice dei problemi) usciti, su "La Gazzetta del Popolo", dal 23 novembre al 13 dicembre 1933, col titolo "Interpretazioni sudamericane"; raccolti, col nuovo titolo "Noi, gli Aria. Interpretazioni sudamericane", nel 1934, presso le Edizioni d'Italia, in volume. Del quale si hanno altre due edizioni: in Pezzi di mondo, Milano, Panorama, 1936, pp.135-187 [sigla adottata dal Martelli: P]; in Stato di grazia, 3.a edizione, Firenze, Sansoni, 1942, pp.251-278 [sigla adottata: S], con minime varianti lessicali rispetto al testo del '34, del tipo: 'non erano [gli immigrati italiani, ndc] uomini, erano strumenti di lavoro, bestiame' > 'non erano ricevuti come uomini, ma come strumenti di lavoro, bestiame' P e S.

Noi, gli Aria, cioè: 'Noi, gli Arii', in quanto l'Italia, può, con l'emigrazione, "costruire l'identità argentina", al modo di quel che fu, "per la vuota piana europea" e per l'Italia l'immigrazione degli Arii nel Medioevo, "il tempo più intelligente e vigoroso della storia d'Europa.": p.19 e p.64.

Secondo il curatore, "Il lavoro variantistico, non clamoroso e tuttavia incisivo [a partire dall'edizione del '36, ndc], mediante la sostituzione di lessemi concettuali tipici della Zeitgeist fascista quali 'punto gerarchico' > 'punto d'attrazione' S; 'conquista di potenza' > conquista di vita' S, cui si aggiunge una costante eliminazione delle maiuscole (Forma, Spazio, Quarta Dimensione, Occidente, ecc.) dimostra che "proprio nell'anno del viaggio sudamericano cominciano a farsi evidenti i segni del distacco dal fascismo.".

Fascismo o non fascismo, le pagine sulla Pampa, quasi cent'anni dopo, hanno un che di definitivo e di assoluto.

"La Pampa è una grande pianura, preparata per il giudizio universale..
La Pampa più la percorri più è grande. Ne sei sempre al centro, come uno è sempre al centro dello Spazio..
La Pampa, essendo più ancora che infinita, immagine e manifestazione prediletta della infinità, non solamente non ha in se stessa alcuna ineguaglianza, ma non ne riceve da altri oggetti, non accetta mutazioni o episodi di sorta. Il mare nella sua continua mutevolezza è un aspetto di vita, e perciò non ti dà mai il senso dell'infinito. Il deserto partecipa della natura del mare, e davvero quando vedi il deserto pensi che possa da un momento all'altro mettersi in tempesta. Con la Pampa questo dubbio non ti viene di certo. E in essa mancano al tutto incidenti, difformità o segni di riferimento. In qualunque altra forma della natura, un animale ne fa parte; poniamo una vacca su di un prato, fa senz'altro parte del prato..Ma i bovi vivi e le carcasse che tu vedi sopra la Pampa, non ne fanno parte, non la scalfiscono, non caratterizzano menomamente il punto in cui si trovano: il pezzo di pampa su cui vedi la carcassa, non riceve da questa la menoma difformità in confronto con la porzione di pampa ove non è carcassa.": pp.65-67.