Massimo Bontempelli, PASSIONE INCOMPIUTA

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Massimo Bontempelli, PASSIONE INCOMPIUTA - Scritti sulla musica 1910 - 1950, Avvertenza dell'Editore: p.7 e sg., Appendice: Musica edita e musica eseguita di Bontempelli: pp.448-453, Indice dei Nomi: pp.457-466, @ Milano, Mondadori, 1958, pp.1-470.

 

 

Interessante raccolta d'articoli (da "Il Corriere della Sera", "La Scena Illustrata", "La Lettura", "L'Illustrazione Toscana", "900", "La Gazzetta del Popolo", "La Rassegna Musicale", "Il Popolo di Roma", "Tempo", "Il Marzocco", "Il Fanfulla", "Novissima", "Primato", "Il Mondo", "Domus", "Vie Nuove" e "L'Illustrazione Italiana").

Alla musica s'era interessato fin dalla giovinezza, studiandola per proprio conto di nascosto dalla famiglia.
Come compositore, è autore di musiche da camera, sinfoniche e di scena.
Gran parte della sua musica, spesso eseguita in concerti, è rimasta inedita; fra quelle eseguite, vanno ricordate un'Aria per violino e pianoforte, Tre preludi in re minore e Sei preludi e finale per quartetto d'archi.

 

 

E pensiamo che di tutti i misteri che circondano ogni vita d'uomini e di cose
nulla è più misterioso che le leggi e le condizioni dell'arte: la quale ci appare
come qualche cosa di fatale e soprannaturale, di contraddittorio a tutte le
nostre consuetudini mentali sui rapporti tra causa e effetto, di irriducibile a
legge o a regola: nasce essa dalla tranquillità come dall'angoscia, dal riso
come dal pianto, dal bisogno come dal benessere, dalla volontà come dalla
incoscienza, dalla saggezza come dal peccato, dalla salute come da ogni male
fisico e spirituale dell'uomo, e di quel riso, di quel pianto, di quel male può
risentire, avendone vita, come può essere in piena contraddizione con essi.
E' la prova più meravigliosa dell'assoluta indipendenza dello spirito umano.

 

 

Christoph Gluck, "estensore (nella prefazione di Alcesti) dei diritti dell'uomo musicale" [riforma del melodramma italiano in nome della semplicità, ndc]; il "mondo sognato di musica come religione rara" di Ferruccio Busoni, "la purezza fanatica del sentimento che lo anima della supremazia dell'arte su tutte le facoltà umane", sì da "condurre fatalmente dalla vita profana a quella più interiore."; "l'infinita tristezza" dei Quaderni di conversazione tra Beethoven già sordo del tutto e il nipote Carlo, in cui non sentiamo che una voce, quella del nipote interlocutore: le domande e le osservazioni di Beethoven, che ci sarebbero tanto preziose, dobbiamo indovinarle dalle repliche dell'altro:
" - Credo che ciò (l'essere sordo) contribuisca molto all'originalità delle tue opere. -.
Beethoven non dovette mostrarsene convinto. Carlo replica:
- Credo che il sentire musica d'altri possa qualche volta ispirare incoscientemente pensieri altrui, anche a un genio: a te non ciò non può avvenire; tu trovi tutto in te medesimo. -.
Altra volta disputavano di filosofia. Anche qui dobbiamo immaginare le idee espresse da Beethoven dalle repliche di Carlo.
Carlo: - Vorrei sapere il tuo pensiero sulla nostra condizione dopo la morte. -.
…..
Carlo: - Ma il buono, come sarà risarcito? - .
Quanto vorremmo conoscere la risposta! Ma dal rimanente essa non appar chiara.; "la santa battaglia" per porre rimedio alla coincidenza d'orario (le 16) tra concerto dell'Augusteo e partita del Campionato Nazionale di calcio: "7 dicembre, ci sarà Roma-Lazio e all'Augusteo nientemeno che Hindemith col suo concerto per viola e la prima esecuzione dell'Israel di Bloch. Ancora più raccapricciante il caso del pomeriggio 8 di febbraio. In quel pomeriggio allo stadio si batteranno Italia-Austria e all'Augusteo dirigerà Otto Klemperer."; jazz: "..Un giorno, dopo lunghi esperimenti di vertigine vinta e di resistenza alla tensione, tra l'orgia dei quadrupedi che scalciano dalla batteria, stretta ai controcanti viperei che l'amareggiavano, la melodia del jazz un giorno precipiterà tutta, o scoppierà. Scoppierà così alto da sovrastare il mondo e farsi rapire nel giro delle stelle e dei pianeti; o risucchiata colerà in fondo all'abisso e vi scoprirà i passaggi segreti e placidi verso l'oceano. Allora dalle barbare miscele del jazz sarà nata la musica mediterranea del secolo nuovo.";  e un'apertura verso la musica dodecafonica.