Massimo Bontempelli, S.BERNARDINO DA SIENA

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Massimo Bontempelli, S.BERNARDINO DA SIENA, Genova, Formiggini, 1914, pp.1-72

 

 

 

Nell'estate del 1427 Bernardino predicò a Siena (era la terza volta) per quarantacinque giorni di seguito. Predicava all'alba, in piazza del Campo, e, come al solito, sopra uno schema prestabilito, parlava improvvisando. Un cimatore di panni, Benedetto di maestro Bartolomeo, era singolarmente devoto al santo. S'era inventato una specie di stenografia con la quale su tavolette di cera raccoglieva dalla viva voce, parola per parola, tutta la predica: poi andava a casa e se la trascriveva. Così possediamo le "Quarantacinque prediche senesi".

 

 

"..Ma pur non pensando all'efficacia oratoria, che meravigliosa opera d'arte! Spontaneità, felicissima attitudine a ritrarre il vero con la maggior immediatezza persuasiva ottenuta con i mezzi più diretti e più semplici. C'è una vena ininterrotta e non mai stanca, c'è l'armonia perfetta tra intenzione ed espressione, tra la cosa e la parola.Tutto un mondo, tutto il mondo piccolo e grande del suo tempo, è ivi rappresentato nella maniera più viva. Le donne, i preti, gli artigiani, gli usurai, i soldati, i magistrati, i mercanti, i fanciulli; romiti, sodomiti, massaie, meretrici, mezzane, papi, balie, vedove, maldicenti, fazioni, fanciulle, poppanti, stregoni, capitani di ventura, principesse, tiranni, pazzi, e persino bestie d'ogni sorta: un mondo vario e sempre mosso, sempre operante: è quasi una continua scena drammatica.": p.46.
"..Tutte le arti della civetteria donnesca ci son fatte vedere: 'quando va alla chiesa, ella vi va ornata, lillata, inghirlandata che pare che sia la madonna Smiraldina, e in casa sta come una zambracca…E come tu vedi le pazzie ne' vestimenti di fuore, così pensa che sta dentro nel cuore tutto pieno di chicchirichì.'": p.48.
"..Come la predica può riuscire utile agli uditori? Ascoltandola con attenzione, anzitutto. Egli si dimostra infastidito all'estremo quando qualcuno non gli porge attenzione. S'interrompe, e redarguisce senza complimenti: ' - O dalla fonte, che state a fare il mercato? andatelo a fare altrove! Non udite, o voi dalla fonte?'. Qualche volta il rimprovero ai disattenti è mescolato comicamente con quel che stava dicendo; sta per definire la giustizia: ' - giustizia è…guardare me, hai inteso? Guarda me!'. La campana del Comune suona le ore; egli aspetta: ' - Lassa sonare la campana, prima.' - 'Date a quel cane, mandatelo di qua: dateli con una pianella.' - ' - A la palla gonfiata sento che si giuoca, e qui si predica, eccetera, eccetarone…Eccetarone è uno scherzo, di cui usa spesso per significare che le cose omesse sono molte.": p. 52 e sg.
"..S'aggiungano tutti gli artifici minori..
Le vocali strascicate, come di chi voglia farsi sentire da un sordo: ' - Sii…Non faare…'. Di certe arti mercantili che sono un rubare: ' - io non dico robbare, io dico roobbare.'. Le onomatopee: ' - aveva il suo bariletto vuoto, e uno moscone v'entrò dentro e andava volando per uscirne fuore: us, us, us, us…'; d'un bambino che voglion divezzare, e trova l'assenzio sulla mammella: ' - come il sente, subito torcie il viso dalla poccia, e fa tpu, tpu, tpu, e sputa fuore…': p.56 e sg..