Antonio Delfini, LA ROSINA PERDUTA

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Antonio Delfini, LA ROSINA PERDUTA, @ Firenze, Vallecchi, 1957, pp.1-233

 

 

 

La Rosina perduta: pp.5-12

Il figlio del conte Lusino è abbandonato dalla ragazza, Rosina.

 

Simulazione: pp.13-19

Un dipendente è accusato falsamente di stupro dalla moglie del suo principale e licenziato.

 

Racconto non finito (1940-1942) [già: Racconto triste]: pp.21-58

L'impiegato in una capitaneria di porto non può dimenticare - "Desideravo la tedesca e riconoscendo disperato il mio desiderio io non amavo più nulla; poiché avevo abbandonato un sogno (amore) e non avevo conquistato (soltanto desiderato ed invocato) una realtà." - una donna, sposatasi "il 12 giugno del 1906 a Bologna" con un giovane e ricco possidente di Finale E.
Ovvero: "la canzonetta che non si cantò.": cfr.: 'Di una ballerina spagnola', ivi, p.163.
Originale, quantomeno, una similitudine: "..Arrivato sul mare, quasi a inzupparmi le scarpe, la mia agitazione si era spenta d'un tratto: come un faro fuori uso che, dimentico delle sue antiche segnalazioni convenzionali, si riaccendesse un bel giorno al modo di un lampione qualsiasi per essere smorzato di nuovo e per sempre dall'ex guardiano accorso al fenomeno.": p.47.

 

La Madonna di Castelfranco: pp.59-83

 

Tre quadri scenici.

Datati.

 

Fine di una festa (pp.85-91) [pubblicato nel settimanale Domani di Roma il 12 luglio 1941]

 

La difesa del Re (pp.93-97)

 

Emergenza (pp.99-102)

 

Manifesto clandestino (pp.103-105) affisso in un punto remoto della città di Firenze, pochi giorni dopo l'occupazione alleata, agosto 1944

 

Lapalissini politici (pp.107-112): stelloncini stesi dall'autore nei primi mesi dell'occupazione alleata a Firenze, dati per la pubblicazione al giornale dell'esercito La Patria, ma trovati inopportuni dal direttore.

 

Conversazioni a Radio Firenze (ottobre 1944-febbraio 1945): pp.113-146

 

"Lo scrittore": pp.115-122

Nello scrittore, che una notte compare in una bisca di Firenze, che cambia di sede tutte le sere - il croupier narrante, in un punto conosciuto della città, scrive sul muro, col gesso, via, numero e piano nuovi - è riconoscibilissimo Marco Ramperti.
"Lo scrittore continuò a giocare fino alle sei del mattino. Aveva spogliato tutti quanti fino all'ultimo centesimo. Era sempre stato al mio fianco.
Mi regalò una copia del suo libro. Racconti misteriosi,fantastici e intelligenti. Note dominanti di quelle narrazioni sono: La donna, com'è fatta, cosa fa, che cosa pensa. La società, la storia, la folla. Frequenti le allusioni ai fascisti, adombrati in una fantastica invasione di scarafaggi idrofobi che seppelliscono una nave, nella quale una bellissima donna è stata legata da una compagnia di perfidi briganti.
Il giorno dopo fu arrestato.": p.122.

 

 

"I moti del '31": pp.123-129

 

"Lamento": pp.131-139

 

"L'arte e la libertà": pp.141-146: "..La rivolta romantica coincide presso a poco col sorgere del liberalismo in politica. Ma quasi per far capire che la politica non ha niente a che fare con l'arte, vediamo che gli artisti più grandi - quelli che lasciano all'immaginazione la sua infinita libertà - non sono nella maggior parte dei casi gli esponenti ufficiali della rivolta; bensì quelli che stanno al margine del movimento, quelli insomma che fanno socialmente e politicamente meno rumore. Basterebbe fare i nomi di Shelley, di Keats, di Nerval, di Baudelaire, di Leopardi, di Puskin.": p.144.

 

Automatics (dicembre 1944-gennaio 1945): pp.147-169

"Automatic N.2": pp.149-153

 

 

"Dialogo di questi giorni": p.155 e sg.

" - Buongiorno signorina.

- Buongiorno signore.

- Perché mi guardate, signorina, voltando così in fretta all'angolo della strada?

- Mi scappa la piscia.

- Ed è una ragione per guardarmi d'amore?

- Non vi ho guardato d'amore. Ho tanta paura che un uomo si accorga delle mie necessità immediate..

- Signorina, un momento, mi aspetti.

- Che cosa?

- Mi ero dimenticato: anch'io devo pisciare.

- Se vi accetto…

- Ma sì…mi accettate. La vita è pur sempre deliziosa.

- Non vi capisco. Non mi capisco. Ecco per voi.

 

(Fa l'atto di ucciderlo. Il signore non muore, e, pallido come un cencio lavato, volge verso altre strade col cadavere di una donna tra le braccia)".

"25 dicembre 1944": p.157 e sg.

 

"28 dicembre 1944": p.159 e sg.

 

"Di una ballerina spagnola": pp.161-163

 

 

"Storia di un duca": pp.165-169

Nel 1909 il duca di Fallalba, quando aveva sette anni, ricevette una signora, la contessa Palindini della Rosa, che era molto bella e prosperosa benché avesse quarant'anni. che gli disse: 'Come sei carino! Ora ti regalo una caramella e quando sarai grande ti farò nominare cardinale'. Ma Enrico, succhiando il dolce che gli avevano messo in bocca, detto: 'Contessa guardi quel bottone. Lo raccatti.', le si mise dietro; poi si trasformò in pulce, la punse e volle gustare del sapore dell'alabastro [le gambe, ndc] e dell'ebano [il pube, ndc].
Con la nuova storia siamo nel millenovecentoventiquattro.
Il duca, "nel guasto palazzo dove ha sede la scuola di ballo del maestro Barontani", stavolta diventa un moscerino e fugge dalla finestra. "Cade nel cortile, si rialza, e vaga per la città col suo bastoncello. Entra nell'osteria più vicina al ballo del maestro Barontani, e si annega in un bicchiere di vino. Il tempo passa, le trasformazioni sono fatali e i moscerini si annegano nello spirito. Ma nessuno però ci ha raccontato che cosa può diventare un bicchiere di vino. Per questo la storia è interrotta.".

 

 

Il fanalino della Battimonda (gennaio 1933-novembre 1944), @ Firenze, Edizioni di Rivoluzione,1940, pp.171-230

Giuseppe Marchetti, in: ANTONIO DELFINI, Il Castoro n.102, Firenze, La Nuova Italia, 1975, pp.1-56 associa i 'pezzi' di Automatics al Fanalino, nel quale solo, invece, a livello di lingua - a seguito del soggiorno di Delfini con Malaparte nella Parigi di Breton - la "metempsicotica [metempsicosi: metamorfosi, trasformazione prodigiosa, magica, ndc] vita della scrittura" fa "della Grammatica e della Sintassi privilegiati luoghi di Trasferimento.": Roberto Barbolini: "Antonio Delfini tra crudeltà e grazia": pp.157-171, in: IL RISO DI MELMOTH - Metamorfosi dell'immaginario dal Sublime a Pinocchio, Milano, Jaca Book, 1989, pp.1-208.
Rimanendo terraterra, con Wikipedia, "Il Surrealismo, d'ispirazione freudiana, lascia fluire immagini o parole senza che esse passino per il filtro dell'organizzazione razionale di senso.".
"..Mai e poi mai la lenta nota dei perduti vuol ritrovare il suo volto che non ha sembianze. Sulle ultime barriere la divisa cerchiata d'oro attendeva il licenziamento che non doveva tardare. Non si era ancora mossa una foglia che Dio non voglia. Anche in Russia quest'inverno si avrà un freddo eccezionale. Quel che conta è non perdere tempo..Andiamo avanti, nulla sa nulla. Nessuno saprà mai cos'è che ci corrode. O gli altri sapranno e noi non sapremo. Abbiate pietà figli di Maria, certe cose dovranno finire Santa Lucia. Non abbiamo più un centimetro di spazio per la pubblicazione dell'importante notizia, poiché la società appaltatrice della pubblicità detiene ogni diritto..Il più bel giornale d'Italia è la 'Domenica del Corriere' coi suoi quarantadue milioni di lettori. Il mondo è buffo, giriamogli intorno con un palloncino, tutto si sperde. Non ci si può dunque mai fermare? 'Le rotaie', grande film d'avventure s'attorcigliano in se stesse e avvelenano le persone che hanno compiuto il cinquantesimo anno d'età.": p.188 e sg.