Antonio Delfini, DIARI 1927-1961

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Antonio Delfini, DIARI 1927-1961, a cura di Giovanna Delfini e Natalia Ginzburg, Prefazione di Cesare Garboli, pp.V-XLVI, Nota dell'editore, pp.413-417, Torino, Einaudi, pp.1-411, 1982



"Questo volume raccoglie le carte autografe e inedite, di carattere autobiografico, lasciate da Antonio Delfini; in altro volume [che non sarà pubblicato, ndc], compariranno gli scritti di carattere esplicitamente civile e politico; qui abbiamo raccolto gli inediti di carattere diaristico o intimo, insieme a un fascio di altri autografi a metà tra la riflessione politica e lo sfogo personale.
Abbiamo avuto queste carte dalla figlia, Giovanna Delfini, che ha collaborato alla definizione e alla cura del volume..
Il materiale inedito che qui pubblichiamo si divide in:
a) diario: va dal 1927, quando aveva vent'anni, alla fine della seconda guerra mondiale, costituito da numerosi quaderni di scuola con copertina nera, fogli protocollo o simili, riuniti in buste, e, in progressione cronologica, da grandi quadernoni rilegati, o da semplici taccuini. Parecchi dei quaderni sono scritti nelle prime pagine, e poi lasciati in bianco.
b) carte politiche e civili: risalgono ai tempi della Liberazione e si spingono fino agli anni Cinquanta.
c) fogli sparsi, quadernini, un paio di agende, e un paio di altri quaderni grandi. E' un gruppo di carte eterogeneo e confuso che copre, occasionalmente, gli anni fra il 1953 e il 1961.." [Nota dell'editore, p.415].




Non valeva la pena editare il diaristico Thomas Bernhard…de noantri.




27 aprile 1927
"..Ho letto il XVI canto della Divina Commedia. Temo, (dico temo) che Dante Alighieri e che tutto l'estro poetico di tutti i poeti non sia che artificio. Bello. E anch'io sono spesso travolto dalla passione di questo Dante. Ma quando lo vedo così preciso, così matematico, così pentito e così vistosamente universale lo vedo anch'esso gettato nel 7° cerchio.".



28 agosto 1927
"..Secondo me le prose leopardiane valgono molto di più dei canti. Esse hanno delle verità, che al giorno d'oggi sono ancor più comprovate.".



31 ottobre 1929

"..Scriver sul diario è una cosa che mi dà noia e che trovo stupida. Vuol dire non aver il coraggio di lasciar sfumare le cose più stupide della vita, perché si è convinti che anche quelle abbiano un certo valore e che siano come necessarie perché il mondo si esalti, si commuova al mondo intimo dell'artista. E' in fondo la credenza di tutti quelli che fanno il diario, di essere artisti, geni..".



16 novembre 1929
"..Ho letto negli ultimi giorni della campagna, La dolce calamita di Baldini..Son cose, quegli scritti, che si dimenticano e non resta nulla nei sensi e nel cuore. Mille volte meglio Campanile, il quale fa ridere e ridere e senza sostanza. Mentre invece Baldini vuol divertire con un minimo di sostanza reale. Roba che può esser sostenuta soltanto con uno stile finissimo, ma che alfine diventa stucchevolissima.".



28 dicembre 1929
"..Di Papini ho cominciato la lettura dei 24 cervelli..Per la mia ignoranza ho faticato molto a leggere G.B.Vico con tutte quelle citazioni. Ma ci ho capito tutto, senonché non mi sento di ripensarci e più che altro non mi sento di fare uno sforzo, che mi farebbe tanto bene, di riportare qui le idee contenute in quel saggio. Divertente e leggero il Saggio su Leon Battista Alberti.".



14 luglio 1930
"..Aprii le finestre.
- Ragazzi - mi venne da gridare - oggi voglio partire. - Mi accinsi al lavoro, il mio solito lavoro di bighellone contemplativo..

Quando si ascolta il violoncello che va accordandosi. Quali misteriose parole inespresse ti dicono quella ricerca di suoni espressivi!"



luglio 1930
"..Ci si lamenta che il linguaggio è difettoso, incompleto per le espressioni. Ed è così. Ma per avvicinarsi alla perfezione dell'espressione non sarà dunque necessario trovare ad ogni tentativo d'espressione quell'equivalente segno che significhi ciò che si vuol dire. Ciò facendo ci si allontanerebbe sempre più dallo scopo, essendo ogni segno (le parole) diverso da ciò che si vuol dire.
Ci si avvicinerà perciò all'espressione coll'ignoranza dei segni e usando soltanto quelli che si conoscono, i quali, data la loro primitività e il poco sussiego, lascerebbero campo alla fantasia che con la intuitività potrebbe avvicinarsi a capire.".



1930
"..'Movimento Padano' (per l'indipendenza intellettuale e artistica della Valle Padana)".



1930
"..Pourquoi faut-il aller trouver le grand-homme?…Mais s'il est tant sot!
Perché andare a trovare il grand'uomo, quando si sa ch'egli è tanto imbecille?".



1930
"..Non tutte le cose avranno la sapienza di ieri." [L'"eco proustiana di memorie legate ai ricordi", resa "dal tempo imperfetto dell'anima" (Luigi Martellini), ndc]



1930
"..Perché l'amore non ci còlse sul fiore del ricordo degli avi?" [i nonni di Delfini nacquero intorno al 1840 a Marsiglia da esiliati modenesi implicati nei moti del '31 e compagni di Ciro Menotti, ndc].



1930
"..Per rendere la libertà allo scrittore: non assediarlo con polemiche inutili, Strapaese e Stracittà, avanguardismo, passatismo, archi - colonne [i classici elementi della colonna e dell'arco, specificamente esaltati, allora, vs/ l'architettura "della macchina", o funzionale, da Ojetti, ndc] razionalismo funzionalismo ecc.".



9 novembre 36 Parma
"Segnale giallo al semaforo.
Che cosa può succedere tra il rosso e il verde.Tutti dovrebbero star fermi, ma può succedere che tutti si muovano, e allora avviene la bella catastrofe.".



14 dicembre '36 Firenze
"..Meglio soli che bene accompagnati.
Meglio una gallina oggi che un ovo domani (questa è proprio stupida)".



Lettera a una signora - da carte a lapis del 6 dicembre 1937
"Cara signora, l'ho incontrata l'altra sera alla pasticceria dei cardinali. Lei usciva, mentre io entravo..
Che bello sguardo, signora, e come c'era tutta là dentro!..
Nella vita futura non dimenticherò che devo a Lei uno di quegli attimi di felicità così rari nella vita terrena.
Intanto stia allegra e pensi che i nostri nipoti potranno forse (beati loro!) abbracciarsi alla maniera dei cani quando si incontreranno per le vie cittadine come ci siamo incontrati noi.".



1948
"..Sul giornale, dunque, leggo che la ragazza Sy, di Firenze del tempo tedesco; la crudele imbecille che andava nelle sale anatomiche a veder sezionare i cadaveri; la figlia del colonnello repubblichino; la spia degli inglesi, la quale collezionava bottoni dei prigionieri alleati, doni graziosi degli ufficiali tedeschi da lei frequentati all'albergo Excelsior; ha uno zio che si è impiccato perché scoperto di aver rubato interi carichi di piroscafi americani destinati agi italiani poveri..
Il padre della Sy venne salvato perché considerato spia degli Alleati. La madre, al tempo della linea gotica, andava a passeggio con un signore alto, nobile, dai baffi provocatori di duelli, amante di una cucitrice milanese in bianco, amica del conte By., comunista, la cui moglie mi odia perché non … ma che a sua volta è chiacchierato di essere l'amante della mantenitrice di un celebre poeta, falso perseguitato dal fascismo, autore di lettere anonime per fare uccidere dei vecchi letterati suoi rivali. La mantenitrice del poeta è zia dell'avvenente mantenitrice di uno dei pezzi grossi della rivoluzione antifascista, soprannominato il D'Azeglio dell'antifascismo. Costui ha, a sua volta, un luogotenente che è riuscito a mettere alla fame il fior fiore della giovane letteratura italiana. Inoltre D'Azeglio ha avuto ai suoi servizi un pallido isterico maremmano, squadrista, marcia su Roma, partigiano, direttore di un giornale comunista. Il marito dell'amante del D'Azeglio, finalmente, è un uomo onesto, ma credendo di avere una missione universale da compiere, può ispirare, o ha già ispirato, l'attuazione di gravi malefatte. Sembra ancora che il D'Azeglio, comunisteggiante e amico di americani, sia proprietario di giornali democristiani, ma è certo che è anticattolico e luciferino …".



1953
"..L'editore Bompiani mi dava tremila lire di anticipo per un libro che si sarebbe intitolato Diario di un liberale. Il Bompiani andò a Milano, e intanto a Firenze arrivarono gli inglesi..
Per il Diario di un liberale la prima umiliazione la ricevetti dallo stesso Partito Liberale Italiano.
- Che vuole - mi disse un giorno uno dei dirigenti della Sezione fiorentina - è assurdo che uno come lei possa scrivere il Diario di un liberale.
Io, allora, dovrei scrivere il Diario di un fascista.
- Oh sì -, gli rispondevo dentro di me..
Voi avete fatto il regime fascista, non io che ai tempi del fascio mi buttavo nelle strade alla ricerca della libertà. Voi non avete fatto il fascio, siamo d'accordo, ma senza di voi noi fascisti non avremmo sofferto la dittatura del regime fascista, che è vostra e soltanto vostra, voi Machiavellini stupidi e torpidi, voi che avreste fatto arrestare dai carabinieri vostra nonna, voi infami imbecilli, la cui arte di governo è stata adoprata cinicamente per famigliarizzare i Savoia col fascismo, e per togliere le ghette a Mussolini. Se lui avesse tenuto le ghette … be' … forse il fascismo moriva insieme a Matteotti..".



30 gennaio 1956
"Scritto a Ces. Garboli confermando di fermare l'appartamento a Roma.
Partito da Modena col dd. delle 16,19 per Roma.
31 gennaio
Mi ha telefonato Ces. Garboli alle 10. Mi è venuto a prendere alle 11. Mi ha accompagnato all'agenzia dei Parioli in via Archimede. Poi, nell'appartamento fissato, in V. Scarpellini 15. E' stata un po' una delusione. - Ho poi invitato a pranzo Ces. che mi ha portato dal 'Bottaio' sul Lungo Tevere vicino a P.zza del Popolo. Ho speso L.2000. Ho poi dato a Ces. L.30000, e lui mi ha consegnato la ricevuta di caparra che aveva anticipato all'Agenzia.
Al pomeriggio sono venuto all'albergo per una conferma, con l'amministratore della baronessa M. e quello dell'agenzia. L'amministratore mi ha chiesto se conoscevo il pittore Magelli di Modena. Certo che lo conosco! - Morale della favola l'appartamento costa L.40000 al mese - più L.1500 mensili per il condominio (portiere, ascensore, luce scale); più L.3000 mensili per l'acqua calda; più L.40000 (annue - canone massimo) per il riscaldamento centrale. - Non c'è male! - Lo prendo ugualmente e domani si stipula il contratto. - Domani intendo acquistare
letto, materasso, cuscino, 4 lenzuola, 2 asciugamani, due paralumi, una lampada a muro classica - ecc.ecc.."



9 febbraio 1956
"Nevicava su Roma. Io, che non sono mai stato a Cortina, stando ai Parioli, credevo di esserci."