Massimo Bontempelli, L’AMANTE FEDELE

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Massimo Bontempelli, L’AMANTE FEDELE, @ Arnoldo Mondadori Editore, 1953, Premio Strega 1953, Prefazione di Luigi Baldacci, pp.V-XXIII, Milano, Club degli Editori, 1968, pp. 1-371



Nitta - Il ladro Luca - La violetta - I pellegrini - Pietro e Domenico - Convegno - Luci - La Bella Addormentata - Imperatrice - Ottuagenaria - L’amante fedele - Il segreto - Lunarie - Gallo - L’Acqua (I. La tavolozza; II. La vasca; III. Il monumento; IV. Il sipario; V. Il baccarà; VI. La cascata; VII. La capanna; VIII. Il ruscello)



I primi sette racconti sono tratti da: NOTTI, Roma, Atlantica, 1945;  l’ottavo da: MIA VITA MORTE E MIRACOLI, Roma, Alberto Stock Editrice, 1930; il romanzo breve: L’Acqua da: @ Roma, Casa editrice Gianni Darsena, 1945.


<Il ladro Luca>
Un ladro, appena uscito da un abbaino, è sorpreso da un poliziotto, che, tirato su a forza da lui, dopo essere inavvertitamente rotolato per la china del tetto ed esser rimasto appeso all’orlo del cornicione, non s’oppone a che s’eclissi col bottino.


<Imperatrice>

Una zitella che vive con la madre, iniziato a dar segni di squilibrio, è ricoverata in manicomio. Al direttore, che, a causa della costante fissazione d’essere l’imperatrice bizantina Teodora, dice alla madre in visita d’aver “fatto alla malata alcune iniezioni d’assaggio” d’un prodotto nuovo, questa, dopo aver ascoltato i vaneggiamenti della figlia, gli proibisce di curarla.



<Ottuagenaria>
Un’ottuagenaria, che in gioventù non faceva “che fantasticare avventure gloriose e tremende,  ordinato per trent’anni di non farsi mai vedere da lei ai tre figli, “prima di sprofondare nell’ultimo flutto” li convoca, “per ritrovare la catena degli stati d’animo della sua vita, che solo di stati d’animo s’era tessuta.”.
Accusata la figlia, su cui aveva riversato il suo sogno grandioso (“Fare di te, Celeste, la donna straordinaria che strappa i legami, esce da qualunque pozzo, diventa un esempio, dà il nome a una strada.”) di averla delusa, sposando “l’uomo più terraterra che si possa immaginare..quello che anche in guerra, grande e grosso com’era, non ha saputo far altro che farsi prendere prigioniero il primo giorno”, uccide il genero e si suicida.



<L’amante fedele>
In ambasce per la forzata lontananza di Teresa, la fidanzata, Vittorio, rinomato in tutta la città  per essere“un uomo unico, un eroe da romanzo, un numero della serie di Tristano, di Romeo. L’amante sublime.”, al risveglio riceve, dopo che, la sera prima, invitato a cena dai Consalvo (“- Che tipo è? - Pericolosa” l’aveva preavvertito un amico) gli si era indirizzata con civetteria, la visita della signora Consalvo, Cosima.
Risposto alle sue avances, spinte al punto di spogliarsi davanti a lui: “Né te, né nessun’altra come te. Piuttosto al bordello.”, Vittorio la mattina dopo riceve una strana telefonata: “Questa sera a mezzanotte da madama Fleury e chiedi di Teodora.”.
Lì (“Ubriaco davvero, così com’era lubrica”) la possiede: “- Ora hai vinto, Cosima, dimmi che cosa vuoi da me, farò tutto quello che vuoi, ora e poi sempre”.La sera, di nuovo a cena -“bellissima, signora, tranquilla e gentile con tutti”- gli fa capire che non la vedrà mai più.



<L’Acqua>
A Madina, nata durante un’inondazione sotto una roccia solcata da uno zampillo, adottata e allevata fino ai quindici anni da due boscaioli, la presenza dell’acqua procura “dolci brividi di felicità”.
Condotta in città a fare i servizi in una casa di ricchi e subito lasciatala, conosce, in piena candidezza (“- Io non capisco mai niente - rispose semplice Madina.”: p.217; “Tutte le volte che Madina ha detto a quel modo - Non so - nessuno ha più insistito.”: p.264) il pittore Grisante, il figlio dei padroni Alberico, la mezzana Ursa, il mondano Conte.
(Nell’amicizia tra Grisante e Alberico, onde dedicarsi alla ricerca di Madina, c’è un motivo ariostesco:”- ‘la realtà come se fosse un sogno’ - che è perfettamente in tono con la poetica  di Avventura novecentista” [Baldacci, Prefazione, p.22]: si pensi a a Rinaldo e Ferraù sulle tracce d’Angelica).
Nel capitolo intitolato ‘Il baccarà’, Madina si scaglia contro gli ospiti del Conte, rinfacciando loro le verità più meschine e squallide.“Esce dal suo personaggio; perde la sua coerenza e il suo mistero.” [Baldacci, Prefazione, p.XXIII].
Nel capitolo ‘Il ruscello’, Madina è - in senso lucreziano - riassunta dal proprio elemento: l’acqua. “Come Adelina, in Donna nel sole, era assunta in cielo tra le stelle.” [Baldacci, Prefazione, p.XXIII].