Ugo Ojetti, IL CAVALLO DI TROIA

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Ojetti, IL CAVALLO DI TROIA - Novelle, Casa Editrice Baldini & Castoldi, 1912, pp.1-277



Il cavallo di Troia

 



a Leonetto Cappiello



Dopo sei anni d’adulterio, trascorsi nella più totale fedeltà nei suoi confronti da parte dell’amante Neri Sorani, Maria Carmina, sposa al conte Angelo Torresi, percepita la delusione dell’amante per non avergli dato un figlio, combina il suo matrimonio con la venticinquenne pittrice Lizzy, che “aveva civettato, sì, da quattro anni, con questo e con quello, liberacom’era, un po’ americana, insomma...E poi, l’arte, gli studii di pittore, le lezioni, un po’ anche le esposizioni dove bisognava ’saper fare’ per essere accettate, premiate, comprate…”.







L’Organista





a Domenico Trentacoste



Un vescovo dello spoletino incarica il suo segretario, per far loro un’elemosina, di rilevare da due vecchi l’harmonium comprato dal figlio curato, morto di polmonite per esser uscito, una notte di tormenta, a portare il Sacramento a un’agonizzante.

“Gli altri tornarono. L’harmonium fu trasportato giù per le scale lentamente, poi sul carro.

Quando la donna  tornò su nella stanza vuota, trovò al posto dello strumento scomparso il vecchio genuflesso, con le mani giunte appoggiate alte su la parete, e la testa disperatamente reclina, singhiozzando.”.







La Signorina dalle camelie





a Giannino Antona-Traversi



Pierina Giuli, ventenne “seconda donna”, ottiene dal capocomico, incallito donnaiolo, di sostituirne, nella parte di Margherita, la moglie indisposta.

“Così avvenne che Pierina Giuli, quando recitò la parte della Traviata, fosse ancora ragazza. E si traviasse subito dopo.

L’arte foggia la vita.”.







Il padrone del cervello





ad Angiolo Orvieto



Uscito da una seduta spiritica a quattro, in cui “uno spirito burlone, il solito” gli si era materializzato con la frase: “Io ti farò del male. Le idee che tu penserai, non saranno tue.”, avendo pensato - “Favole, tutte favole.” - di non occuparsi più dei morti, “tutto il mio corpo ebbe un sussulto d’orrore. Tutta la mia vita passata, tutta la mia antica fede erano contro me, in quel punto, contro me che le rinnegavo. Io pensavo le idee che non erano mie..

E svenni.”.







L’agguato





a Francesco Pastonchi



Innamorato d’una signora, spiatine i movimenti in entrata e in uscita, scopre che - “ E allora io - proprio io, sissignore, chè gli uomini in queste cose mancano di fantasia - pensai che se due amanti  son felici anche perchè, quando son soli, son nascosti e nessuno li secca, Giorgio e io potevamo esser liberi e felici come due amanti, nascondendoci ed evitando le seccature. Giorgio accettò. La tresca dura da otto mesi.” - l’”amante del pied-à-terre” sospetto è il marito.







Una Figlia





a Salvatore di Giacomo



“Una su di montagna”, per affetto filiale, induce ad amoreggiare con lei, nelle visite alla madre malata, il medico condotto.

“Io sentivo che ella mi odiava abbandonandomisi, ma che potevo fare ormai?..

Adesso si sposa. Purchè non le si ammali anche il marito e per salvarlo non chiami me!

E bevve d’un sorso tutto il bicchiere.”.







Cinquanta lire





a Leonida Bissolati



Un pittore, che al caffè ha sottratto al vicino una delle banconote da cinquanta lire del Banco Reale stampate su suo disegno, si difende davanti al giudice: “Signor delegato, le pare proprio che a un uomo cui si deve in effigie tutta la ricchezza nazionale, debba rimproverarsi così un piccolo gesto inconsulto, forse contrario ai pregiudizii, ma comunque giusto. Ogni editore regala all’autore qualche copia della sua stampa o del suo libro. A me niente, niente..

Almeno una percentuale, perdio!”.







La rosa rossa





a Diego Garoglio



Stesso schema di L’agguato.

Gelosia, nei confronti della fidanzata Lidia per una rosa rossa richiestale dall’amico di famiglia Giovanni, di Paolo, che, teso un agguato, scopre che la visita notturna di Giovanni alla loro casa ha per oggetto la madre di lei.





 

 

Circe delusa





a Pietro Serego-Alighieri



“Suicidio morale” d’un “tenente di vascello e nullatenente all’infuori della barba” imponente, che, tagliatasela, per piegarsi all’abitudine della contessa Darina Dario “di affermare sul volto d’ogni adoratore accettato la sua padronanza con un segno visibile.” e per questo deriso dagli amici del circolo, “partì per Roma senza che nessuno più lo vedesse, e là dal ministro ottenne d’essere mandato in Cina.”.







Umile orgoglio





a M.



Lasciata dal fidanzato, Chiara ha successo nell’arte del ricamo.







Un bell’uomo





a Lino Selvatico



Suicidio d’un uomo piacente, vittima delle apparenze e delle dicerie che lo dipingono come un seduttore, come uno che si burla delle donne.

“Per esser felici - me ne accorgo tardi - bisogna essere quel che si appare, mai apparire quel che si è, - sopra tutto davanti a una donna.”.







La felicità





a Vincenzo Morello



Intravista dal finestrino d’un accelerato, nel giardino d’una casetta, con un vecchio e una giovane, la felicità, un anno dopo, di ritorno da un viaggio a Venezia, si ferma, con un amico, a quella stazione.

“Da un viottolo traverso che giungeva fra due siepi di caprifogli fino alla via ferrata ci orizzontammo, ritrovammo il profilo dei cipressi bassi; e, tornati sulla strada, arrivammo alla porta..

Era il vecchio..

- Purtroppo questa è casa mia e non posso cederla..

Ed egli ci trattenne così, poi, con uno sforzo, ci sussurrò indicando lei, laggiù dritta nel sole:

- Mia figlia… E’ cieca…”.