Ugo Ojetti, RICORDI D’UN RAGAZZO ROMANO # NOTE D’UN VIAGGIO TRA LA MORTE E LA VITA

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Ugo Ojetti, RICORDI D’UN RAGAZZO ROMANO  #  NOTE D’UN VIAGGIO TRA LA MORTE E LA VITA, prefazione di Paola Ojetti, pp.5-7, Milano, Rizzoli, 1958, pp.8-155

 

<Ricordi d’un ragazzo romano>

“I Ricordi possono considerarsi come pagine estravaganti delle Cose viste, nella linea del più vero Ojetti.” [dal risvolto di copertina]. Di più: il capitolo: “Una medaglia di Leone XIII” figura, in data 24 gennaio 1922, in: Cose viste, Tomo Primo, Firenze, Sansoni, 1951, pp.55-61.

 

<Note d’un viaggio tra la morte e la vita>

“Cronaca fedele e minuta, rimasta inedita per più di trent’anni” [Paola Ojetti, prefazione, p.5] della convalescenza, in cui, a seguito, a cinquantacinque anni, d’una caduta, che aveva causato un’emorragia gastrica durata parecchi giorni, era restato a lungo in pericolo di morte.

“..Ognuno pone il suo orgoglio dove può. Io romano lo pongo nel fatto, che per anni e anni dalla finestra della mia stanza non ho veduto che una cupola, una bella e pingue e romanissima cupola coperta di lamina di piombo, divisa a spicchi dai suoi costoloni, sormontata dalla sua lanterna..La cupola di San Claudio s’incurvava a solo dieci metri dalla mia finestra, di là da un breve tetto con le tegole coperte di licheni gialli: nelle sere di luglio l’afa sembrava emanare proprio da tutto quel piombo che stentava a raffreddarsi..E poi qualche critico si duole che io, covato da quella cupola, imbevuto di quell’incenso e cullato da quell’organo, sia nelle mie scritture troppo architettato, rotondo e impassibile.”.

“..Più dell’azione infatti m’importa l’osservazione.”.

“..Eppoi lavorando io do lavoro agli altri. Per questo mi piace dirigere una rivista, un giornale, un’impresa d’arte.”.

“..Fame e amore, malattia e morte: ecco tutte le vicende dell’uomo. E il resto, la storia e la bellezza di tutte le civiltà, mi sembra un gioco degli occhi, l’iride sulla spuma dell’onda.”.