Ugo Ojetti, BELLO E BRUTTO

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Ugo Ojetti, BELLO E BRUTTO, Prefazione di U.O., pp.V-XI, Indice dei nomi di luoghi e di persone, pp.295-303, Milano, Fratelli Treves Editori, 1930, pp.1-294




Noi abbiamo da troppi anni l’abitudine

di scrivere sui giornali, e questa abitudine

dà, anche ai critici di letteratura e d’arte,

una certa oggettività di cronisti, cioè di

spettatori. [Prefazione, p.IX]


<PUNTI FERMI>

Jacopo della Quercia

Masaccio

Michelangiolo, com’era

Il Perugino

Signorelli

Alberto Durero

Goya

I quadri che parlano

La pittura e la fotografia

Più è brutto più è bello

San Francesco, frate Elia, la basilica e il centenario

L’Italia, la Francia e la ruota dell’arte

Il giardino italiano


<PROTESTE E PROPOSTE>

Il Campidoglio scoperto

La decorazione delle navi da passeggeri

Ingressi ai Musei

Premi e medaglie

Quando diventa antico un moderno?

Perché abbiamo due gallerie nazionali d’arte?

Per salvare i cimeli della scienza italiana

Donatello uguale Dossena?


<ESPOSIZIONI>

L’Esposizione fiorentina della Pittura italiana del ‘600 e del ‘700

L’Esposizione del Settecento italiano a Venezia

Ritratti veneziani dell’Ottocento

La pittura a Napoli nell’Ottocento

La Mostra d’arte italiana a Londra



<Leggere un’opera con Ojetti>


“..Nato nel 1367, naturalmente Jacopo risentì dello stile oltramontano [gotico, ndc] che aveva contaminato quel secolo ansioso e curioso, ma se ne districa e spoglia senza sforzo..

[Nella Fonte Gaia di Perugia] “Le tante pieghe delle vesti abbondanti non sono più, per dirla con Leonardo, disabitate.” [vedi foto]

“..Tutto voleva essere romano in quei tre [Donatello, Brunelleschi, Masaccio]: romano prima che greco..

[Nel Masaccio del Tributo della moneta, affresco della Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine a Firenze, vedi foto] Gesù e Pietro ripetono tutti e due col braccio destro e con la mano destra il gesto dell’imperatore nelle allocuzioni ai soldati, il gesto del flamine pontificale presso l’ara del sacrificio..Dentro quel gruppo sacro, splendono due profili di giovani biondi e sbarbati (il quarto apostolo da sinistra, il sesto da destra) che sembrano davvero tolti da una moneta greca. Pel contrasto, sugli altri volti barbuti egli impone una gravità e dignità di magistrati romani, altezzosi e quasi in corruccio..

Così, negli altri affreschi [della Cappella], san Pietro scende tra i piccoli uomini, tra gl’infermi e i rattratti, ma incede da re. Li conforta, li soccorre, li sana, ma nemmeno li guarda, l’apostolo fondatore di regni sul modello imperiale.” [vedi foto]

“..[Il Perugino] non aveva preferenze; da tutti coglieva il suo miele e tutto trasformava in grazia, in quella sua grazia sospirosa ed estatica che rapì i fiorentini fino allora abituati al tagliente realismo del Castagno, del Pollaiolo, del Verrocchio, alle mondane eleganze del Botticelli, alla grandiosa cronaca del Ghirlandaio capace di farti nascere anche la Vergine alla presenza delle lisce dame che passeggiavano lì in piazza [vedi foto]. Pietro no. Pietro era tutto molle, vago, e ideale. Certo, un ritratto lo sapeva dipingere quanto Ghirlandaio; e basta guardare in Roma quei sette od otto amici che ha piantati con tanto vigore dietro gli apostoli nell’affresco della Sistina [vedi foto], a Firenze il ritratto di Francesco dell’Opere [vedi foto] o quelli dei frati di Vallombrosa [vedi foto].



<Le demolizioni "mussoliniane" nel centro di Roma>


“..Confesso che questa febbre di voler vedere tutta Roma da un punto solo, di ridurre la vecchia Roma a un deserto punteggiato da alcuni monumenti come le vedute delle città nei mosaici romanici o sulle mani dei santi patroni nelle pitture dei primitivi, mi sembra un contagio di follia. Erigeremo in piazza Venezia un podio girevole per i forestieri frettolosi, i quali, arrivati in aeroplano o in automobile, saliranno là sopra e, mano al congegno, potranno in un minuto scorgere a sinistra il Foro Traiano, i Fòri imperiali, il Colosseo, di fronte il Campidoglio, a destra il Teatro Marcello, chi sa, il Pantheon, e a giro compiuto il Corso e la Porta del Popolo, e poi ripartire soddisfatti? - I have done Rome in five minutes, mydear. - Roma è fatta di alcuni monumenti mirabili e memorabili e di migliaia di case, chiese, cappelle, vie, vicoli e fontane che, a demolirle, Roma non è più Roma.”



<Per salvare i cimeli della scienza italiana>


“..Lo so: i musei di storia naturale, le grandi collezioni di mammiferi e d’uccelli impagliati, di farfalle con lo spillo, di serpi in barattolo, di erbari in libro, sono giù di moda. Il posto della zoologia e della botanica sistemate in scaffali, degli animali e delle piante morte, oggi l’ha preso la scienza della vita, altrimenti detta biologia. L’infinitamente piccolo è il padrone cui oggi tutti obbediscono; l’occhio senza microscopio è poco meno che cieco; la chimica è la madre dello scibile..Pure, perché non riordinare e coordinare e catalogare il buono di queste raccolte d’istromenti, di libri, d’animali?