Joris-Karl Huysmans, LE FOLLE DI LOURDES

Stampa PDF

Joris-Karl Huysmans, LE FOLLE DI LOURDES, @ Paris, Plon-Nourrit et Cie, 1906; traduzione di Edi Pasini e Mario Porro, con un saggio: La fede che guarisce di Jean-Martin Charcot: pp.217-235, Prefazione di Mario Porro: pp.5-22, in copertina: Georges Roualt, Pastori, 1936, Milano, Edizioni Medusa, 2008, pp.1-239


Le pagine del neoconvertito, allo spartiacque tra miracolo e superstizione, riescono, al contempo, fotografiche e attuali.


Già l'approccio al luogo santo è basso, colloquiale: "Qui niente va come ci si aspetta."; "La messa è iniziata. Vado a mettermi sotto gli alberi nell'angolo d'una panca; davanti a me stanno tutte le carrozzelle dei malati."; "Comincio a essere un po' stanco."; "Da qualche giorno la città è divenuta inabitabile. Il numero dei partecipanti al pellegrinaggio nazionale è stato superato."; "Com'è triste questo piccolo convento delle Clarisse disteso sulle rive del torrente di cui si sente giorno e notte il frastuono regolare.".


Le guarigioni per intercessione della Madonna, dal quattordicesimo (Parigi, chiesa di Saint Séverin) al diciannovesimo secolo (Parigi, chiesa di Notre-Dame-des-Victoires) e, sedici anni dopo, santuario di La Salette, nel Delfinato, dodici anni prima delle apparizioni di Lourdes, sono messe, senza acredine, a confronto con le "piaghe nervose" dell'ateo Zola, con "l'autosuggestione, la fede che guarisce, tutte le vecchie frottole della scuola della Salpetrière" alla Charcot.


Nota, senza enfasi, la temporanea aporia di guarigioni: "Oggi ci saranno più di ottocento malati da benedire al momento della processione..

Si aspetta il segnale della partenza;..signori d'un'incredibile importanza spintonano i preti e frastornano i pellegrini. Gente stupefacente! pensate che un giorno ho sentito uno di loro, quando si celebrava la messa alla grotta, dire alla folla: 'Adesso noi daremo la santa comunione': quel Noi è tutto un programma!..

Passa il Santissimo.

E niente si muove, gli allettati restano distesi..

Siamo arrivati a metà del nostro cammino, ai gradini del Rosario, e nessun infermo è stato rimesso in piedi, sollevato da un soffio divino..

Con una voce roca che assume un tono esasperato, l'implorante proclama:

- Tutti in ginocchio, con le braccia in croce!

E l'immensa moltitudine obbedisce; le preghiere scendono, si precipitano e nessun malato si alza!..

E tuttavia, mi dico sottovoce che quello che qui chiediamo alla Vergine è folle! Lourdes è andata, in un certo senso, in direzione contraria rispetto alla Mistica perché alla fin fine davanti alla grotta bisognerebbe reclamare non la guarigione dei propri mali, ma un loro incremento; bisognerebbe offrirsi in espiazione dei peccati del mondo, in olocausto!".


Il commercio religioso è agli antipodi della carità, "esaltata a Lourdes [barellieri, volontari, sacerdoti, ndc] più che in qualsiasi altro posto della terra.": "Se domani la Vergine lasciasse la grotta, tutta questa gente che ha costruito sontuosi alberghi soccomberebbe sotto il fardello dei debiti e allora sarebbe l'esproprio del commercio religioso, il fallimento generale di Lourdes.".


Avversa l'iconografia posteriore di Bernadette: "Dio non la rese diversa dalle sue compagne, la lasciò campagnola nella piena accezione del termine; significativo il dettaglio concreto, constatato da padre Cros: appena usciva dall'estasi, dopo che la Vergine se n'era andata, ricominciava come al solito a grattarsi i pidocchi, sotto il fazzoletto che portava in testa.

Ma così non è più umana, più vera di quanto non sia in tutte le immagini dove si fa di lei una pastorella da fiaba?".


Vittima delle "folle" è la stessa Vergine: "Sì, certo, la Vergine di Lourdes è sensibile alle preghiere e amabile e a implorarla si provano sollievo e gioia, ma penso d'essere comunque, in questo luogo, una sorta di straniero e d'intruso per Lei; mi sembra d'arrivare a casa di qualcuno che è occupato e che disturbo; mi ricordo l'ombra deliziosa della cripta della cattedrale di Chartres all'alba, quella cantina silenziosa dove stavo così bene vicino a Lei.

A Lourdes sono a un ricevimento pubblico, a una cerimonia ufficiale dove gli invitati sfilano, un'infornata dietro l'altra, davanti alla Regina e s'inchinano; a Chartres si sta da soli con Lei in una stanza chiusa e queste sono invece banali udienze ai quattro venti.".


Fino all'attribuire a "scherzi vendicativi" del demonio la "turpitudine ecclesiastica" dell'arte (edifici e arti applicate) a Lourdes: "Tralascio la basilica che trema di freddo, magra come una pertica, sotto il suo cappello da Pierrot, nel suo sottile vestitino di pietra, sul piano umido della sua roccia, ma che dire del Rosario, questa conca idropica il cui ventre panciuto s'inarca sotto i suoi piedi?..

Per le nicchie degli altari hanno pensato bene di dover ordinare immense pitture, trasposte, perché fosse più sontuoso e costasse più caro, in mosaici realizzati da fabbricanti di ceramiche colorate, in Italia.

Ed è una cosa che va oltre tutto ciò che si potrebbe immaginare; queste pareti cementate di tessere ammucchiate su un  fondo screpolato d'oro, che riproducono vaghi affreschi firmati da poveri incoscienti, possono suscitare solo l'idea d'un'imperizia senza pari e d'una nullità. Davanti a questa Natività, a questa Annunciazione, a questo Giardino degli Ulivi, a questa Flagellazione, vi cadono le braccia; non è nemmeno buffo, non è nemmeno folle, è puerile e idiota; è una cosa chiassosa e farneticante.".

 


Vedi foto