Alberto Savinio, LEO LONGANESI

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Alberto Savinio, LEO LONGANESI, XXXIV tavole f.t., Nota biografica, p.13, Nota bibliografica, pp.14-16, Milano, Ulrico Hoepli editore, 1941, pp.1-12

 

 

"..Romagnolo e dunque mente politica, anche i disegni di Longanesi [Bagnacavallo, 1905-Milano, 1957] e le sue pitture nascono e vivono nell'aria d'una 'politica' poesia. Ogni suo disegno è un giudizio, l'esempio di qualcosa che 'non dovrebbe essere', qualcosa che 'non si dovrebbe fare': un codice degli insegnamenti negativi…

Rimarrà il repertorio figurato di questo piccolo inferno sulla terra: inferno di piccole stupidità, di piccole vanità, di piccoli pregiudizi, di piccole ambizioni; rappresentazione del ridicolo universale; diorama dell'umana sciocchezza; panorama di

quella bruttezza speciale che nasce dai vizi del corpo e dalle ombre del cervello..

Se Longanesi però si lasciasse affascinare dal''amaro' della vita, non sarebbe più lui. Egli sa che le cose vanno toccate con mano leggera, e perciò le sue figurazioni non illustrano la tragedia dell'umana stupidità, dell'umana malvagità, ma ne

rappresentano l'idillio. Le sue pitture più avvelenate, i suoi più attossicati disegni non sono mai tali da nascondere la grazia, l'innocenza, la dolcezza.".


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