Ernst Fischer, KARL KRAUS

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Ernst Fischer, KARL KRAUS [Robert Musil Franz Kafka]Presentazione: 'Ernst Fischer nel marxismo europeo' di Lucio Lombardo Radice, Firenze, La Nuova Italia editrice, 1974, pp.1-149

 


Ernst Fischer (1899-1972) è stato un critico letterario d'orientamento marxista.


Al giorno d'oggi, un bastiancontrario come Kraus

avrebbe molto probabilmente un blog, cinguetterebbe

su Twitter a velocità supersonica e avrebbe la sua dose

di magagne con certi social network assai popolari.

[Simone Buttazzi, Introduzione a: K.K.,

"Non c'è niente da ridere", Prato,

Piano B edizioni, 2012, p.20]


"Che nessuno dica: era nostro! Poiché non lo era. Nessun partito può rivendicarlo a sé, nessuna comunità politica o nazionale. Conservatore e rivoluzionario, lui che guardava al futuro rivolto al passato, in realtà restò sempre solo.

La sua opera è uno sterminato regno di tenebra: l'occhio fallisce, e, tanto più potentemente, l'orecchio vien spinto in questi sotterranei corridoi e cunicoli, grotte e sale di pietra. Tutto è voce vicino e lontano, gergo della stampa, melodia della frase, onnipotente banalità. [v.: il ricorso "mortale" ai virgolettati: "Karl Kraus aveva il dono di condannare gli uomini usando le loro stesse parole" (Elias Canetti), ndc.], E tuttavia quale eco inaudita! La banalità diventa apocalisse, il gergo della stampa rombo di cannoni, le chiacchiere d'un dandy o d'uno scrittore d'appendice tuono del giudizio universale. Tutt'intorno risuona e s'eleva la contraddizione. Nell'eco inaudita viene accusata e liquidata un'epoca. E lontano alita il sogno delle origini, la perduta unità di uomo e mondo, parola e realtà,": p.3.