Joris-Karl Huysmans, PER STRADA

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Joris-Karl Huysmans, PER STRADA, @ En route, 1895, Traduzione e Nota, pp.5-8, di Nadia Colombo, @ Milano, Rizzoli B.U.R., 1961, pp.1.346

 


..comprese che la cultura dello spirito

è niente e la cultura dell'anima tutto: p.199


Stupendo romanzo della propria conversione e degli otto giorni di prova trascorsi nella Trappa di Nostra Signora d'Atre.


L'inadeguatezza del clero secolare: "Quanto alle cerimonie d'un funerale non sono più, oggigiorno, che un tran tran fruttuoso, un'abitudine ufficiale, un argano d'orazioni che si gira macchinalmente senza pensarci.

L'organista pensa alla famiglia e, mentre suona, rumina le sue preoccupazioni; l'uomo che pompa l'aria e la ricaccia nelle canne pensa al quartino, che asciugherà i suoi sudori; i tenori e i bassi mirano a far colpo e si contemplano nell'acqua più o meno increspata delle loro voci; i ragazzi della cantoria sognano d'andar a scorrazzare dopo la messa; d'altronde né gli uni né gli altri capiscono una parola del latino che cantano, e che storpiano, come nel Dies irae di cui sopprimono alcune strofe. Gli scaccini, da parte loro, computano i denari che il morto procura, e il prete stesso, annoiato dalle preghiere che ha tante volte lette e sollecitato dall'ora della colazione, sbriga l'ufficio, prega meccanicamente a fior di labbra, mentre quelli che assistono hanno anch'essi fretta che la messa, che non hanno in fondo ascoltata, termini, per dar la mano ai parenti e lasciare il morto."; il credito millenario che - pur con qualche eccezione: "..In altre chiese, a San Tommaso d'Aquino per esempio, dove venivano ugualmente snocciolate da donne, le litanie erano incipriate di bianco e profumate al bergamotto e all'ambra. Erano infatti adattate su un'aria di minuetto e non sciupavano così l'architettura da melodramma di quella chiesa, presentando una Vergine che avanzava a passettini stringendo con due dita la gonna, s'inchinava in belle riverenze, s'allontanava con grandi inchini. Ciò non aveva evidentemente nulla a che vedere con la musica religiosa, ma almeno non era spiacevole a udirsi: ci sarebbe stato solamente bisogno. perché l'accordo fosse completo, di sostituire l'organo con un clavicembalo." - alla Fede accorda l'Arte: "..In quegli istanti Durtal si sentiva inebriato ed esclamava: 'Ma è impossibile che gli impeti di Fede che hanno creato questa certezza musicale siano falsi!"; "..Fu al momento della Comunione. Il monaco, levando l'Ostia, pronunciava il: 'Domine non sum dignus'. Pallido e coi tratti tesi, gli occhi dolenti, la bocca grave, sembrava uscito da un monastero del Medio Evo, rilevato da uno di quei quadri fiamminghi in cui i religiosi stanno ritti nel fondo, mentre dinanzi a loro monache inginocchiate, con le mani giunte, accanto ai donatori, pregano il bambino Gesù, al quale la Vergine sorride abbassando le lunghe ciglia sotto la fronte convessa."; la vestizione, nel convento benedettino di rue Monsieur, d'una novizia: ".E poi, quale lucidità rivela l'entrata in un ordine! Perché insomma, se non fossero state accolte da Cristo, che sarebbero diventate quelle infelici? Spose di ubriaconi, martellate di colpi oppure serve di alberghi, violentate dai padroni, brutalizzate dalle altre domestiche, condannate ai parti clandestini, votate al disprezzo dei trivi, ai pericoli dei maltrattamenti! Senza saper nulla, esse hanno evitato tutto: restano innocenti, lontane dai pericoli e dal fango, sottoposte ad un'obbedienza che non è più ignobile, disposte a provare, se ne sono degne, le gioie più profonde che l'anima umana possa gustare!"; "..quel pubblico venuto nella cappella per curiosità tremò quando il vescovo afferrò a piene mani, alzò sulla fronte e tirò a sé la capigliatura.

Fu come un lampo d'acciaio in una pioggia nera. Don Stefano aprì la mano e quella strana pioggia cadde sulle sue ginocchia in fili neri."; la lettura di testi sacri utili "a seguire, a spiegare le operazioni di Dio che lavora nel centro profondo dell'anima, là dove è l'ovario dei pensieri, la sorgente stessa dei concetti.": "..San Dionigi l'Areopagita o l'apocrifo designato sotto questo nome? E' il primo dei mistici, colui che, nelle delineazioni teologiche, è andato forse più lontano..

Surriscalda la parola umana sino a farla scoppiare, ma quando, al culmine dello sforzo, vuol definire l'Indefinibile, precisare le distinte persone della Trinità che si pluralizza e non esce dalla sua unità, gli mancan le parole sulle labbra e la lingua si paralizza sotto la penna; allora, senza sbigottire, ridiventa fanciullo, scende fra noi dalle altezze e, per cercar di renderci chiaro quel che ha compreso, ricorre ai paragoni della vita intima; arriva, per spiegare la Triade unica, a portar l'esempio di parecchi candelieri accesi in una stessa sala, le cui luci, benché distinte, si fondono in una sola, diventano un'unica chiarità"; "..Durtal rifletteva sul ciclo della liturgia che s'inizia col primo giorno dell'anno religioso, all'Avvento, poi gira con un movimento insensibile su se stesso fin che ritorna al punto di partenza, all'epoca in cui la Chiesa si prepara, con la penitenza e la preghiera, a celebrare il Natale.

Sfogliando il suo eucologio, vedendo il cerchio meraviglioso degli uffizi, pensava al prodigioso gioiello, alla corona di re Reccesvinto che il museo di Cluny custodisce.

L'anno liturgico non era forse, come quella, cosparso di cristalli e di pietre preziose dai suoi cantici mirabili, dai fervidi inni incastonati nell'oro delle Benedizioni e dei Vespri?"; "..Ma per parlare propriamente bisognerebbe dimenticare l'uso secolare delle espressioni trite. Ci siamo ridotti, per qualificare codesto misterioso amore, a cercar paragoni negli atti umani, a infliggere al Signore l'onta delle nostre parole. Dobbiamo ricorrere a termini come 'unione', 'matrimonio', 'nozze', a vocaboli che puzzan d'unto! E pur tuttavia, come esprimere l'inesprimibile, come indicare nella indegnità della nostra lingua l'ineffabile immersione di un'anima in Dio?"; fino al giorno della partenza: "..Guardando la gente che percorreva le sale, che s'impazientiva dinanzi agli sportelli o seguiva rassegnata i suoi bagagli, poco mancò che si ammirasse. - Se quei viaggiatori che s'interessano solo dei loro piaceri o dei loro affari potessero supporre dove vado io" - pensò.

Poi si rimproverò la stupidità di simili riflessioni.".


A Nostra Signora dell'Atre, la sofferenza della confessione: "..Un po' rassicurato il penitente cominciò a parlare. S'accusava di tutte le colpe comuni agli uomini: mancanza di carità verso il prossimo, maldicenza, odio, giudizi temerari, ingiurie, menzogne, vanità, collera ecc.", lasciando per ultima la lussuria; "..- Ditemi, possedete un rosario?

- No, padre.

- Sento trapelare dal tono con cui avete pronunciato questo no - rispose il monaco - una certa avversione al rosario.

- Vi confesserò che cotesto mezzo meccanico per recitar preghiere m'infastidisce un poco; non so, ma mi sembra che, dopo qualche istante, non riuscirei più a pensare a ciò che vado ripetendo; barbuglierei, finirei certamente col farfugliar sciocchezze.

- Avete certo conosciuto, - disse tranquillamente il priore - dei padri di famiglia. I figli barbugliavan loro affettuosità, dicevan non si sa che, eppure essi eran felici di ascoltarli! Perché volete che Nostro Signore, che è un padre buono, non si compiaccia d'ascoltare i suoi figli anche quando parlano stentatamente, anche quando gli dicon sciocchezzuole?"; l'azione demoniaca; "..Non aveva tratto alcun bene da quella comunione: ma era davvero troppo sciocco! Dunque, credeva proprio che per il fatto che un prete aveva proferito cinque parole latine su un pane azimo, quel pane si fosse transustanziato nella carne di Cristo? Che è cotesto pane che prima è grano e dopo non diventa che un'apparenza? che è cotesta carne che non si vede né si sente? che è cotesto corpo la cui ubiquità è tale che appare nel medesimo istante sugli altari di paesi diversi?..

- Ho assistito a esperienze di spiritismo -, disse Durtal riflettendo - in cui nessun trucco era possibile. Era evidentissimo che non erano né il fluido degli spettatori né la suggestione delle persone che circondavano la tavola a dettar le risposte, poiché, dando alcuni colpi, la tavola s'espresse all'improvviso in inglese, mentre non v'era alcuno che parlasse quella lingua, e alcuni minuti più tardi, rivolgendosi a me che ero lontano da essa e per conseguenza non la toccavo, mi narrò in francese avvenimenti che avevo dimenticati e che potevo sapere io solo. Sono per forza obbligato a supporre un elemento soprannaturale che si serviva come d'un interprete d'un tavolino rotondo con una sola gamba.

Che il Cristo allora si sostituisca alla pasta del pane non è più sorprendente, più impossibile del fatto che una larva ficchi il naso e ciarli in una gamba di tavolino. Questi fenomeni sconcertano in egual modo i sensi, ma se uno di essi non si può negare - come, certamente, la manifestazione spiritica - quali motivi evocare per negare la verosimiglianza dell'altro che è stata attestata, d'altra parte, da migliaia di santi?; "..- Ah! quella Fiorenza - e pensava ad una donna alle cui aberrazioni era rimasto incatenato, - continua ad agitarsi nel mio cervello, si spoglia dietro la cortina abbassata dei miei occhi; mi sento spaventosamente sozzo quando penso a lei -.

Tentò una volta di più di allontanarla, ma ella rideva distesa, aperta dinanzi a lui, e la sua volontà si prostrava al solo vederla!..

All'improvviso si ribellò, ritornò alla realtà. - Ah! è disgustoso venire a insozzar la chiesa con mostruose visioni! No, è meglio andarsene."; "..Fluidi gli passavano dinanzi al viso, popolavan lo spazio di priapee..

Cercò di fissar la statua di san Giuseppe davanti alla quale si trovava e volle sforzarsi a veder quella sola, ma sembrò che gli occhi gli si stravolgessero, non guardassero che al di dentro e corpi aperti li riempirono. Fu una mischia di apparizioni dai contorni indecisi, dai colori confusi che si precisavano solo nei punti bramati dalla secolare infamia dell'uomo. Poi ci fu ancora un mutamento. Le forme umane si fusero. Non restarono, in invisibili paesaggi di carne, che paludi arrossate dal fuoco d'un misterioso tramonto, paludi che fremevano sotto la varia copertura delle erbe. Poi il paesaggio sensuale si restrinse ancora, ma stavolta rimase e non mutò più; era la fioritura d'una flora immonda, l'aprirsi della pratolina delle tenebre, lo sbocciare del loto delle caverne, nascosto in fondo alla valle.

Guardava, suo malgrado, non potendo sottrarsi agli insulti imposti da quelle violenze, ma il corpo era inerte, restava calmo e l'anima si ribellava gemendo..

E ricadde sfinita; allora, per quanto incredibile potesse sembrare, i ruoli della vita s'invertirono: il corpo si drizzò, tenne duro, comandò all'anima impaurita, represse il panico, in una tensione furiosa.

In maniera precisa, chiarissima, Durtal avvertì per la prima volta la distinzione, la separazione, tra anima e corpo, e per la prima volta ebbe coscienza del fenomeno d'un corpo che aveva tanto torturato la sua compagna coi suoi bisogni e le sue esigenze e che ora, nel pericolo comune, dimenticava tutti i rancori e impediva a quella, che abitualmente gli resisteva, d'essere annientata.

Vide ciò in un lampo, poi all'improvviso tutto disparve. Sembrava che il demonio si fosse allontanato; il muro di tenebre che circondava Durtal s'aperse e luci s'effusero da ogni parte: in un immenso slancio, ilSalve Regina, sgorgato dal cuore, spazzava via i fantasmi, cacciava le larve."; l'"ebbrezza divina" dei conversi: "..Chiacchierando avevano lasciato la clausura, e passando attraverso i campi raggiunsero una grande fattoria. Alcuni trappisti li salutarono rispettosamente quando entrarono nel cortile. Il signor Bruno, rivolgendosi a uno di loro, lo pregò di far loro visitare la proprietà.

Il converso li condusse nelle stalle, poi nelle scuderie e infine nei pollai; Durtal, non interessato allo spettacolo, si limitava ad osservare la cortesia delle persone. Nessuno parlava ma rispondevano alle domande coi gesti e con lo sguardo.

- Come fanno a comunicare tra loro? - chiese Durtal quando furono fuori dalla fattoria.

- L'avete appena visto, comunicano coi segni; impiegano un alfabeto più semplice di quello dei sordomuti perché ognuna delle idee che possono aver bisogno d'esprimere per i loro lavori in comune è prevista.

- Così la parola 'bucato' è tradotta da una mano che ne batte un'altra; il termine 'ortaggio' dall'indice sinistro che finge di sarchiare; il sonno è rappresentato dalla testa piegata sul pugno; il bere da una mano chiusa portata alle labbra. Per i termini che hanno un significato più spirituale usano mezzi analoghi. La confessione è resa con un dito che si posa, dopo averlo baciato, sul cuore; l'acqua benedetta è rappresentata dalle cinque dita serrate della mano sinistra su cui si traccia una croce col pollice della destra; il digiuno dalle dita che stringon la bocca; il termine 'ieri' dal braccio rivolto all'indietro verso la spalla; la vergogna da una mano che copre gli occhi.

- Bene, ma supponiamo che volessero indicare me che non sono uno di loro, come farebbero?

- Si servirebbero del termine 'ospite' che rappresentano allontanando il pugno e riavvicinandolo al corpo."; l'epilogo: "..- Se quelli - si disse pensando agli scrittori che gli sarebbe stato senza dubbio difficile non rivedere, - se quelli sapessero come sono inferiori all'ultimo dei conversi! se potessero immaginare quanto l'ebbrezza divina d'un porcaio della trappa m'interessa più di tutte le loro conversazioni e di tutti i loro libri! Ah! vivere, vivere all'ombra delle preghiere dell'umile Simeone, Signore!".


"Lo stile solitamente denso e composito, colorato sino allo stordimento": Nota, p.7 , è ancora un manifesto naturalista, che, osservandole, "segue le operazioni spirituali così chiaramente come la fisiologia gli stati differenti del corpo.": p.93.