Aldo Palazzeschi, IERI OGGI E…NON DOMANI

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Aldo Palazzeschi, IERI OGGI E…NON DOMANI. Col disegno: Ritratto dell'autore di Primo Conti @ Firenze, Nuove Edizioni Enrico Vallecchi, 1967, pp.1-75

 


Elzeviri sull'attualità "all'uso antico fiorentino".


I paggetti del '900

Finanza

Bellezza

Dolore

Lo spogliarello

Le città del silenzio

Serenate

Marco

Il pollo al diavolo

La borsetta: "In tutti i tempi le donne hanno portato con garbo infinito e un sapore inimitabile di civetteria, una borsetta.

Che cosa nascondevano mai in quella adorabile cosuccia di pelle, di velluto o di seta? Il fazzolettino per il nasetto all'insù?..L'amuleto portafortuna così incline alla sua natura e altrettanto caro alla fantasia? La fiala di un'essenza al senso voluttuosa?

E la borsetta veniva portata con tanta leggerezza perfettamente consapevole quanto istintiva, che andava ad aggiungersi a quella dell'ombrellino da sole, del ventaglio e l'occhialetto per una simulata, o quanto possibile ostentata miopia.

A poco a poco abbiamo assistito all'espandersi ed evolversi d'una tanto deliziosa necessità per la donna e la borsetta ha aumentato in proporzioni incredibili il carattere e la forma assumendo fogge e misure per cui la nostra stessa immaginazione ne rimane sbalordita..

E fin qui nulla di male per quanto può riguardare la forma, ma lungo le vie congestionate dalla folla simili ordigni hanno raggiunto una presenza ingombrante e peccaminosa giacché le donne li portano con tale disinvoltura che senza esclusione di colpi ve li sentite sbatacchiare in ogni parte della persona, tanto che nel traffico sempre crescente, e crescente inquietudine della preposta autorità, viene fatto di domandarci come non siano stati inclusi nel codice della strada e in fatto di costume equiparati alle deprecate esperienze dei teddy boys o di coloro che commettono atti osceni oltre le mura della propria dimora.

Ho detto ciò dovendo chiudere con un fatto di colore drammatico la mia inchiesta. Trovandomi

in piedi sopra un autobus affollato in ora di punta, e appoggiandomi con la mano a una spalliera, la cerniera metallica d'una di codeste creazioni capitata a guisa di pugnale verso la mia mano con violenza, per ben due volte a sangue mi feriva. Nell'un caso e nell'altro le feritrici finsero di non accorgersi del danno forse per non assumerne la responsabilità, o perché il fatto istintivamente piaceva. Voi penserete invece che per qualche gocciolina di sangue io voglia porre la mia candidatura al martirio o ai fastigi almeno della vita eroica: neanche per idea, pure sapendo che sopra tali vie si possa giungere dimolto in su avendone versato in proporzione minore della mia.".