Alberto Savinio, SORTE DELL'EUROPA

Stampa PDF

Alberto Savinio, SORTE DELL'EUROPA, Milano, Adelphi, 1977, pp.1-107

 


Scritti pubblicati tra il 25 luglio e l'8 settembre 1943 e dal 4 giugno alla fine del 1944, su "alcuni aspetti della situazione presente e ricerca delle loro cause.": Prefazione di A.S., p.11


Dare agli italiani pensiero e giudizio

Quello che si può e quello che non si può

Oltre le barriere

Difesa dell'intelligenza

Cinque giugno

Pompierismo

Politica e pazzia

Non ucciderai

Ai miei colleghi

Premier

Guerra

Scherzi di Marte

Sorte dell'Europa

Monoideismo

Enciclopedismo

Precursori

Presente

Liberalismo

Vita propria

Ai genitori dico

Conclusione

Lo Stato


15  luglio 1944

"..Fare l'Europa. Ma per 'fare' l'Europa - per fare naturalmente l'Europa, bisogna liberarsi anzitutto del concetto tolemaico del mondo - che è concetto teocratico e dunque imperialista - in tutte le sue forme (che sono infinite) ed entrare nel concetto copernicano del mondo, ossia nel concetto democratico. Passare dal concetto verticale del mondo a quello orizzontale. Passare dal concetto accentratore a quello espansivo. Passare dal concetto Uomo (re, capo, nazione dominante) al concetto Idea. Perché nessun Uomo, nessuna Potenza, nessuna Forza potranno unire gli europei e 'fare' l'Europa. Solo un'idea li potrà unire: solo un'Idea potrà 'fare' l'Europa. Idea: questa 'cosa umana' per eccellenza.".


21 novembre 1944

"L'uomo ama raccogliersi e teme le dispersioni. E' da credere che il movimento rotatorio della terra operi anche sulla mente dell'uomo, e lo attiri verso un centro ideale di credenze e di cognizioni omogenee e sicure. Si spiega così la maggior fortuna, la straordinaria longevità di quelle organizzazioni che, come la cattolica, hanno forma circolare, carattere centralista, moto centripeto, forza di risucchio. Me ne duole per gli animi vaganti, per tutti coloro che, cominciando da me, amano l'amara dolcedine del romantico sentire, le sue deludenti illusioni, le seduzioni del dubbio, l'affascinante abbandono a una fantasia priva d'ogni credenza, d'ogni razionalismo, d'ogni attesa di compenso, d'ogni finalità.".


12 dicembre 1944

"Ho comperato giorni sono nella libreria del mio amico Rossetti l'Itinéraire de Paris à Jerusalem di Chateaubriand..Che lettura ristoratrice! che passo tranquillo e sicuro! che sguardo 'di là dalle cose'! quanta differenza insomma da tante letture acide e cattive che si fanno oggi, nevrasteniche e incerte, e nelle quali lo sguardo dell'autore cade morto ai piedi delle cose di cui parla..; mentre il senso di ristoro che mi dà l'Itinéraire viene da quell''odore d'immortalità' che circola in questo libro, che pur non è altro che il diario d'un viaggio attraverso la Grecia, l'Asia Minore, la Palestina e le coste mediterranee dell'Africa, ma è tanto più vasto, tanto più lontano, tanto più alto delle cose di cui parla..

La letteratura non è cosa del presente. La letteratura dice quello che il presente tace..La letteratura è la Speranza Scritta. Perché tanta dignità, perché tanta altezza nella letteratura se la letteratura non avesse il fine di sollevare l'uomo dalla sua miseria, ossia dal suo presente?..

La letteratura che altro è se non una vita più alta e una superiore forma di felicità? Io che godo di questa felicità, vorrei che tutti gli uomini ne godessero egualmente: vorrei staccarli dal presente - liberarli..Che serve guardarsi i piedi, specie se laceri e sanguinanti? Cantino i letterati le alte favole e l'orgoglioso destino dell'uomo.".


15 dicembre 1944

"Ogni notte i muri di Roma si lordano di scritte, che il giorno non riesce a cancellare..Quanta stupidità e quanta monotonia!..La scritta più bestiale che abbia letto finora è questa: 'Morte al liberalismo'..Liberalismo non è un partito politico, come crede probabilmente quel buio scribante notturno e credono tanti, credono i più..Liberalismo è l'uomo dalla cintola in su. Liberalismo è l'uomo dei sentimenti e dei pensieri, contrapposto all'uomo dei bisogni e degli istinti..Liberalismo è chi determina in qualche modo il bene nonché dei propri familiari, conoscenti, connazionali, anche di persone lontanissime e ignotissime, come dei piccoli patàgoni bisognosi di aiuto, dei coreani adulti ma sofferenti, delle vecchie malgacce iniquamente trattate. Liberalismo è Pericle che di nascosto apre il carcere di Anassagora, condannato a morte per aver espresso idee contrarie alla teologia di stato. Liberalismo è la Grecia libera e intelligente, che respinge la Persia stupida e schiava..Liberalismo è aver almeno tre idee per volta, ossia la possibilità di distinguere in qualsiasi momento e condizione il bene dal male. Liberalismo è chi nella donna vede una creatura umana e una compagna, e non uno strumento di piacere o soltanto la madre dei propri figli. Liberalismo è chi vede nei propri figli delle creature umane, e non soltanto degli oggetti di trastullo o dei sudditi sui quali sfogare il proprio dispotismo..Liberalismo è l'arte senza generi, la politica senza partiti, il pensiero senza sistemi..Liberalismo è la mente tanto libera, il criterio tanto agile e sicuro, da saper giudicare da sé e deliberare senza guida né indicazioni 'dall'alto' su quello che va e non va fatto. Liberalismo è scoprire la profondità anche nella cosa apparentemente superficiale, e la superficialità anche nella cosa apparentemente profonda. Liberalismo è la giustizia senza tribunali, la probità senza agenti di pubblica sicurezza, il rispetto e la pratica del bene universale senza eserciti né armi. Liberalismo è la poesia divinamente ambigua di Alceo, contro la poesia categorica, militarizzata e unisessuale di Carducci. Liberalismo è il senso cristiano allargato agli animali e alle cose..Che più? Domani, quando anche le organizzazioni socialiste avranno raggiunto una loro maturità, una loro saggezza, una condizione di alto disinteresse - anche la società socialista e comunista avrà il suo liberalismo.".