Aldo Palazzeschi, STAMPE DELL'OTTOCENTO

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Aldo Palazzeschi, STAMPE DELL'OTTOCENTO, @ Milano, Treves, 1932, Firenze, Vallecchi Editore, 1944, pp.1-295

 


Una casa per me

Le nonne

La sora Parisina

Che cosa era entrato in casa?

Vecchie inglesi

La sor' Isabella

Incendiario

I fiori della libertà

Il teatro Pagliano

"Mi darete di più"

Don Giovanni e l'etera

La sora Vittoria

I bagni di Pancaldi

Inverno


"Rivede" l'infanzia "dai due ai sette anni, nel quadro pittoresco del suo tempo": p.295 (l'ultima decade dell'800).


Uscendo dal giardino coi fiori colti, si andava

nella cappella dove un 'i' minuscolo ardeva

perennemente galleggiando nell'olio d'un bicchiere.


"La sora Sofia usciva di casa in un'occasione soltanto: quando c'erano le operette all'Arena Nazionale e il marito suonava, primo violino, nell'orchestra..

Alla luce rossastra di certi becchi a gas che palpitavano dentro una coppa da champagne, e che un omino sollecitatissimo: 'fuori i lumi! fuori i lumi!' salutato da applausi  e fischi frenetici al suo apparire, uno a uno accendeva sporgendosi con una canna dalla loggia circolare, detta nobile, tra spifferar d'orchestrine grida di 'aranciaio! cuscinaio! gelati gazzosa e birra! ' si potevano ammirare le eleganze di amazzoni attillatissime e impettite su cavallini lucidi e bizzarri, e che facevano svolazzare il velo bianco annodato a un cilindro da potervisi specchiare; cavallerizze ballerine col tou tou, sfondanti in corsa cerchi di carta colorata, e facenti mille salti e capriole sopra la sella in forma di tavola, col tappeto e il gallone; i passi ponderati sopra un filo con l'ombrellino giapponese e il giustacuore a frange d'oro; raccogliere gli 'ohilà' finali e gli abili svolazzi dei saluti; rattenere un grido di terrore all'entrata del domatore dentro la gabbia dei leoni incartapecoriti. Se no, col fazzoletto pronto, pronto e furtivo, seguir le fila più impensate rimanendo a gola stretta nei nodi crudeli dell'amore, sopportando colpi scellerati: il cuore umano era sul tagliere: errori, tirannidi, ingiustizie, innocenza incompresa o calpesta, che solo dopo tre ore di spasimo poteva trionfare; sacrifici che facevano sudar freddo, giovani poveri ma ricchi di legittimo orgoglio, padroni delle ferriere che dovevano sudar sette camicie per diventar padroni d'un cuore più duro del ferro, ma che poi si scioglieva in miele; Dore, Fedore, Marcelle, Fernande…e il più bello di tutti: La Signora delle camelie; morti civili e barbare insieme…quante generose lacrime! Si volgeva umido il ciglio alla profondità del cielo diviso appena dalla tettoia della baracca che mostrava il rovescio dei tegoli." (La sora Sofia)


"..Usavano quelle altissime pettinature così dette 'alla regina', e per farsele e per farle rimanere bene alte sopra il capo, ci voleva 'il ripieno', certe ciambelle o guanciali di capelli finti, fatte coi propri caduti o di crine, o comprate dai parrucchieri di quelli de' morti, correva voce; la mattina si vedevano su per i tavolini da toilette, cassettoni e comodini, queste ciambelle oscure, poco gradevoli all'occhio, e che la sera si doveva levarsi per poter dormire. In cima alle pettinature gigantesche i cappelli erano immensi, sui quali il ben di Dio si poteva ammirare nei suoi tre regni rappresentato: ché se il vegetale vi primeggiava, l'animale non vi faceva difetto, e il minerale vi luccicava con ogni mezzo..E il tutto ricoperto da abbondantissime velette punteggiate, a rabesco, sotto cui trasparivano le facce pallidissime. Anche il pallore era stato ed era ancora un artifizio dei tempi, e se non si poteva raggiungerlo con ciprie ed unguenti, il cold-cream, il bianco 'camelia o principessa', si ricorreva all'azione dei purganti, un'oncia o un'oncia e mezzo d'olio di ricino ingerito a ben ponderata distanza, erano infallibili nel preparare per un ricevimento o un ballo la faccia più sentimentale.

Era l'ultima decina dell'Ottocento, finiva il secolo delle Carlotte, delle Margherite, delle Mimì, delle Silvie ed Aspasie, delle Bovary; del sentimento e della fantasia volgenti alla rarefazione. Mi vien fatto di pensare che se fra quelle donne si fosse vista passare inaspettatamente, lesta e spigliata la nostra garçonne, col suo passo da sbarazzina, il sottanino ai ginocchi, un cocuzzetto in testa fin sul naso e gli orecchi, la sigaretta al labbro, la via del manicomio le sarebbe stata indicata con bel gesto..

Bene rammento le lunghissime fila delle carrozze padronali..Dentro, le signore vi parevano accomodate dalla mano d'un artista, la padrona con un'amica accanto o il marito, conversavano rado e pacato senza alterare il portamento nè il viso, sicure d'esser osservate in ogni minimo particolare, come attori sul palcoscenico o oggetti preziosi dentro la vetrina. Le tube a specchio dei gentiluomini, lo scintillio dei monocoli, le barbe gentilizie abbondantissime, brune o bionde, grigie, lucide e morbide come la seta; i grandi baffi arricciolati e tenuti rigidi dal cosmetico; i saluti ampi di linea e parchi di effusione, mai confidenziali all'aperto, e che dovevano significare al difuori la devozione e il rispetto, anche se non ce n'era dentro neppure il segno; i sorrisi misuratissimi e velati di malinconia." (I fiori della libertà)


"..Non erano di moda le spiagge con la salutare cura del sole, e le belle passeggiate in costume da bagno sull'orlo del mare, la nudità salutare dei giorni nostri che porta alla calma e all'indifferenza naturalmente, qualche volta al disgusto, naturale anch'esso; le cabine di Pancaldi erano costruite dentro l'acqua e dove l'acqua era già alta un metro o poco meno, circondate da tende e con scalette interne, tanto che si poteva fare il bagno senza uscirne, come in una tinozza, povero mare! Le dame vi scendevano non viste, e alzando la tenda con due dita cacciavano fuori la punta del cappellino fiutando l'aria. Portavano il cappello a sporta, a pala o a scuffia, generalmente guarnito di grandi fiocchi destinati a non infradiciarsi; il costume come un vestito, accollatissimo, le calze, le scarpette e perfino i guanti. Facevano una giratina fuori, nel recinto circondato da tende, come dentro una vasca, nuotando dolcemente col gesto d'abbracciare il mare, e ad ogni passo sottraendo la faccia all'assalto lieve dell'acqua come per rifiutare un bacio in quell'abbraccio; rientravano composte.

Intorno a quelle cabine riservatissime, sulle vecchie rotonde dove al profumo delle alghe e delle scogliere si mescolavano quelli dell'héliotrope e del patchoulì, ho sentito per la prima volta il vago tormento d'una pungente curiosità: quella del fanciullo verso la vita che lo circonda e non conosce ancora, e si acuisce morbosamente brancolando nelle tenebre attraversate da scintille..

Con un ballo d'addio si chiudeva la stagione: il più bello ed importante..

Nelle sale illuminate le dame si muovevano morbidamente, camminando o danzando, esibendo i loro corpi dai seni, dalle spalle e le braccia scoperte, e che lasciavano indovinare le nudità sotto le vesti aderenti. Trascinavano con arte le code lucide intorno ai piedi, come sirene, e il braccio pareva lasciare orme roventi sull'omero dei cavalieri nelle ondulazioni del valzer, sulla loro marsina od uniforme.

Erano bellissime come non erano state mai, e c'erano tutte. Avevano gli occhi più grandi ed accesi, le narici avide, dilatate dai profumi, e un fuoco pareva loro gradatamente accenderne le guance.

Fra un ballo e l'altro, accompagnate dai cavalieri, passeggiavano per lo stabilimento, un po' accaldate per rinfrescarsi; si spingevano fino alle rotonde, fino alle terrazze sui tetti e sui torrini. Guardavano il mare sereno e calmo sotto la volta di stelle, si spingevano indugiandosi lungo i viali oscuri delle cabine quasi per riparare nell'oscurità gli occhi troppo dilatati dalla luce..

Che cosa c'era in Pancaldi che culminava in quella sera di festa?

Soccorso dal potere dell'oscurità, e da quello del mio corpo di fanciullo, che sfugge, che non si guarda o non si vede, e non si teme, un'ignota forza mi spinse e mi fece rattenere il respiro: Ahi! turbamento. Vidi, e seppi.

Quello era?…Così? Mi parve…tanto, tanto…e poco…come il mare." (I bagni di Pancaldi)