Aldo Palazzeschi, TUTTI I ROMANZI - VOLUME PRIMO

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Aldo Palazzeschi, TUTTI I ROMANZI - VOLUME PRIMO, Prefazione: 'Uno scrittore in libertà', pp.IX-LXIV, di Luigi Baldacci, Cronologia, pp.CXXVII-CLX a c. di Adele Dei, Introduzione, pp.LXV-CXXVI, Notizie sui testi, pp.1379-1671 e Bibliografia (Opere di Aldo Palazzeschi, pp.1675-1695; Bibliografia della critica, pp.1696-1739) di Gino Tellini, Milano, I Meridiani Mondadori, 2004, pp.1-1743

 


RIFLESSI, @ 1908, tiratura limitata a spese dell'autore, pp.3-130, ripubblicato nel 1943 come ALLEGORIA DI NOVEMBRE, pp.831-961


IL CODICE DI PERELA'. Romanzo futurista @ edizione del 1911, pp.131-152; edizione del 1958, pp.963-1218


LA PIRAMIDE. Scherzo di cattivo genere e fuor di luogo, Firenze, Vallecchi Editore, 1926, pp.353-500


SORELLE MATERASSI, Firenze, Vallecchi Editore, 1934, pp.501-828


Allegati

Il controdolore. Manifesto futurista, "Lacerba", II 2, 15 gennaio 1914, pp.1221-1232, ripubblicato come: L'antidolore nel 1958, pp.1233-1254

Varietà, "Lacerba", III I, 3 gennaio 1915, pp.1255-1263, ripubblicato nel 1958, pp.1264-1273

Equilibrio, "Lacerba", IV 4, 24 gennaio 1915, pp.1275-1288, ripubblicato nel 1958, pp.1289-1303

Spazzatura, "Lacerba", gennaio-maggio 1915, pp.1305-1350

Lazzi, frizzi, schizzi, girigogoli e ghiribizzi, 1958, pp.1351-1378


Io sono un uomo che soffre di vertigini scritte.

[Spazzature, p.1334]


RIFLESSI

Inviate dal principe romano Valentino Core, dopo la separazione avvenuta alla stazione di Firenze, una per ogni giorno di novembre, a Johnny Mare, che "riflettono" il loro rapporto omosessuale e il complesso edipico di Valentino per la madre, morta suicida, ventinovenne, quindici anni prima, trenta lettere di "registro simbolistico" (E. Sanguineti): "Attraverso quel bianco accecante ed uniforme ho richiamato l'orto divino a rivivere, solamente per un attimo, e solamente per me..

Scarlatte di furore, pallide d'abbandono o appena velate di dolcezza, nivee di silenzio e di mistero, forti sullo stelo, diritte..

Screziate leggermente di civetteria, di un violetto tenue per timore; ermetiche di forza, paonazze come le labbra del delitto, amaranto di impenetrabilità simili al rimorso. Cinesi a grappoletti trasparenti di eleganza,..cadenti di stanchezza, acrobatiche, ebbre della propria agilità, rancee d'indifferenza, paglierine che sorridono sprezzanti, gialle limone dalle labbra livide, tremule di rancore, sulfuree d'odio invincibile, itteriche di tradimento. Torna, torna l'orto dei rosai, ritorna a vivere nel grigio del Novembre per l'ultima volta, rivive il suo maggio per un'ora sola. E il profumo sale, si espande, e le rose sono un firmamento : stelle pure, stelle lascive, sorridenti, scintillanti, nobili, ermetiche, fredde, sdegnose. E brilla il firmamento!"; seguite, nella seconda parte, in quello "buffo", dalla cronaca giornalistica sull'avvenuta sparizione del principe.


IL CODICE DI PERELA'

Perelà uomo di fumo, sceso giù dal camino dove è nato, che non fa nulla, parla pochissimo: "Io sono, io sono…molto leggero.", accolto trionfalmente nella città-regno di re Torlindao, ripudiato e processato dopo che l'anziano servitore Alloro è finito carbonizzato nel tentativo di raggiungerne lo stato, involatosi dalla cappa del camino, scappa nel blu.

Secondo "quell'interpretazione del mondo in chiave sessuale (omoerotica) che sarà preponderante in tutta l'opera": Prefazione, p.XLII, Perelà è un diverso, "un impotente, un castrato, che vede le cose come al di là d'un vetro.": Prefazione, p.XXIV.


LA PIRAMIDE

Parte prima: A tre

Nell'io narrante coabitano due muti interlocutori, portatori di opposte concezioni del mondo: l'io, fautore di nessun partito, si ritrova infine solo con se stesso.

Parte seconda: A due

L'io discorre dell'amicizia e della ricerca del vero amico: disperando di trovarlo, ne genera per partenogenesi - "..una sera un brivido scosse tutto il mio corpo,..e parvemi che, come un'ombra, nella rapida vertigine, un altro corpo uscisse dal mio corpo stesso." - sei (Cecco, Pietro, Agesilao, Gaspero, Giacomino, Tiberio), stimoli a "liberare il desiderio dell'eros eterodosso.": Introduzione, p.CX.

Parte terza: A solo

Al centro è il tema del viaggio: l'io programma un soggiorno (a Venezia, a Roma, a Napoli, in Egitto), ma non parte mai, conscio che l'immaginazione è più gratificante dell'esperienza pratica.


SORELLE MATERASSI

"Ritorno all'ordine", "naturalismo", bozzettismo" e dialettalismi - "svitorcolarsi", muoversi sinuosamente; "rimpiccicottate", imbellettate; "scaccolarsi", togliersi il muco dalla narice; "ganghire", struggersi dal desiderio; "cirimbraccole", donne volgari -, ma avremmo "Sorelle Materassi" -Teresa, Carolina, Gisella, cucitrici come, là, Ruth, Ester e Noemi; e il diciannovenne nipote Remo, orfano dell'altra sorella Augusta, fuggita a suo tempo da casa (come là Giacinto orfano di Lia), che, assetato di piaceri, quasi porta le zie cinquantenni alla rovina -, se non ci fosse stato "Canne al vento" della Deledda?

"..Dall'armadio e dal cassettone incominciavano a tirar fuori e a rimettere dentro cose mitologiche, vestiti di molti anni fa, sciarpe, fiocchi, veli, collaretti e mantelline che avevano portato da giovinette..Giacchetti coi lustrini, boleri di peluche, forcine e pettini di cui non ricordavano nemmeno l'origine, tanto erano distratte e tanto essa era irraggiungibile.": p.544.

"..Noemi aprì l'armadio per rimettere il lavoro, e il cardine stridette nel silenzio come una corda di violino, mentre il sole già senza raggi gettava un chiarore roseo sulla biancheria disposta sulle assi rivestite di carta turchina.

Tutto era in ordine là dentro: in alto alcune trapunte logore, tappeti di seta, coperte di lana che il lungo uso aveva ingiallito come lo zafferano: più giù la biancheria odorosa di mele cotogne, e canestrini di asfodelo e di giunchi sul cui sfondo giallino si disegnavano in nero i vasi, i pesci, gl'idoletti dell'arte sarda primitiva.": Grazia Deledda, "Canne al vento", Milano, Mondadori Editore, 1954, p.37.


L'antidolore

"..Noi futuristi vogliamo guarire le razze latine, e specialmente la nostra, dal Dolore cosciente, lue passatista aggravata dal romanticismo cronico, dall'affettività mostruosa e dal sentimentalismo pietoso che deprimono ogni italiano..

Prevedi sempre fra i tuoi figlioli un gobbo, un cieco, un sordo, uno fatto a fungo con la testa grossa grossa, invocalo dal tuo Signore, pregalo, scongiuralo che te lo dia.": p.1230 e p.1251.


Varietà

"..Ditemi un poco: siete davvero dei creatori sia pure d'ordine secondario, o questo non è il fatto vostro né poco né punto? Ma soltanto un'illusione, quelle di cui l'uomo s'alimenta quasi fossero bistecche?..Vediamo un poco che cosa vi pare un uomo col sacco o con la gerla? A me una chiocciola..In bicicletta? Lo stercorario dell'aria..I telefoni e i telegrafi? Tele di ragno tra una casa e l'altra..Il remo? Una pinna. La vela? Un'ala. Le barche, i piroscafi? Pesci che se ne stanno sull'acqua con la pancia all'aria. i paesi, le città? Formicai, vermicai..E vi ci sono voluti quaranta secoli, per quello che ci risulta. Una tale civiltà c'è tutta perfezionata nel mio giardino e vi fu fatta in un sol giorno da chi creava davvero, e gliene rimase per fumare mezzo sigaro.": p.1268 e sg.


Spazzatura

[VIII]

"La musica che mi piace è quella che si suona nei circhi equestri..

Come vorrei aver sempre presso di me quattro violini, un piffero, una cornetta e la gran cassa, che accompagnassero ogni istante della mia vita, come gli eroi del circo!": p.1336.