Aldo Palazzeschi, SCRITTI SULLE ARTI FIGURATIVE

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Aldo Palazzeschi, SCRITTI SULLE ARTI FIGURATIVE, Introduzione, pp.VII-XLIII, di Aldo Capecchi, dieci tavole f.t., Indice delle illustrazioni, p.73, Indice dei nomi, pp.75-78, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2008, pp.1-79

 


Se mi pemettete…(1930)

Gambe di donne e di cavalli alla luce elettrica [Toulouse Lautrec] (1931)

La lezione di Boldini (1931)

Il miracoloso parto d'una bella opera (1933)

Gino Sensani cultore della bellezza (1948)

Mario Marcucci (1949)

I "pretini" di Caffè (1950)

Omaggio a Rosai (1953)

Della pittura contemporanea (1953)

Un poeta [De Pisis] (1956)

Ricordo di Boccioni (1957)

Ottone Rosai (1959)

Porcellane e maioliche italiane dell'Ottocento (1960)

Franco Gentilini (1960)

Cagli è anche scultore (1962)

Primo Conti 1913 (!966)

Nino Tirinnanzi (1966)

Alle fonti della contestazione (1969)

Alla conquista di noi stessi (1971)

Mario Nunes Vais fotografo (1974)


Suddivise tra ricordi autobiografici - "..Una delle prime sere che ero a Parigi, Papini mi condusse allo studio di Picasso sul fianco del cimitero di Montparnasse. Il mio interesse corse agli occhi del giovane Picasso: aveva trentatré anni, occhi mediterranei, che rivelavano con limpidezza d'adolescente la furbizia d'un diavolo e il cui calore produceva il più vivo contrasto colla sprezzante freddezza di quanto andava dicendo." e "problemi tecnici e storici" - "..Prendendo a soggetto i giovani seminaristi nella vita comune, in refettorio seduti a mensa, in un'ora di ricreazione nel cortile del seminario o sulla spiaggia del mare, candidamente addormentati sognanti la mitria o la porpora, l'artista ha saputo trarre dal nero, simbolo delle cose austere o dolorose, la gioia pura e semplice..Nino Caffè è colto, ma nel calore della sua arte l'istinto prevale: fatto tesoro della classicità toscana v'aggiunge una nativa sensualità nel colore per cui, se dovessimo conferire a questo marchigiano una patria ideale, è verso il leone alato [Venezia, ndc.] che ci dovremmo rivolgere. Né sfuggirà all'osservatore il movimento e il senso architettonico raffinatissimo dei suoi quadri."; "..Quel dinamismo plastico, che fu il suo problema assillante, scientifico nell'origine né più né meno del cubismo, ne era poi lontanissimo nell'origine; opposto senz'altro. A quella fredda notomia dei valori plastici egli contrapponeva la liberazione dalle limitazioni dello spazio ponendo l'osservatore al centro della statua o del quadro, non più davanti ad essi, e lanciandolo per le sue linee-forze nello spazio medesimo." - venti prose, tra il 1930 e il 1974, sulle arti figurative

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