Aldo Palazzeschi, IL PIACERE DELLA MEMORIA

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Aldo Palazzeschi, IL PIACERE DELLA MEMORIA, @ Milano, Mondadori, 1964. In sovracoperta: Particolare di un disegno di Joan Miro' , pp.1-666

 


p.11 INFANZIA

[p.13  Una casa per me*]

[p.22  Le nonne]

p.31  La sora Parisina

[p.41  Che cosa era entrato in casa?]

[p.49  Vecchie inglesi]

[p.69  La sor'Isabella]

[p.80  La sora Sofia]

p.90  La sora Rosina

[p.97  Incendiario]

[p.103  I fiori della libertà]

p.119  Scompartimento per signore sole

[p.127  il teatro Pagliano]

[p.142  "Mi darete di più"]

p.164  La signorina Fumaroli

[p.174  Don Giovanni e l'etèra]

[p.180  La sora Vittoria]

p.218  La sora Corilla

p.226  Carlo Marx a Firenze

[p.252  I bagni di Pancaldi]

[p.262  Inverno]


p.167  ATTORE MANCATO


p.297  TRA PARENTESI


p.409  PARIGI

p.411  I provinciali a Parigi

p.420  I provinciali di Parigi

p.428  "In campagna è un'altra cosa…"

[p.436  L'ultima margherita]

[p.445  Il pittore della luce elettrica]

p.449  La lezione di Boldini

[p.456  Ricordo di Boccioni]

[p.464  Monsieur Debout]

p.471  Domenica parigina

p.479  L'isola della fedeltà

p.487  Tre italiani a Parigi

[p.495  Grandi firme all'asta]


p.503  SPETTACOLO DI VARIETA'

[p.505  La borsa o la vita]

p.523  Poesia

p.530  Alma Poesis

p.537  L'umanità è brutta?

p.543  Un uomo a cavallo

p.551  Il BiBi

p.558  Duplice caso letterario

p.564  Pettegolezzi in Paradiso

p.570  Dante in famiglia

p.577  Il futurismo delle città del silenzio

p.585  Il naso

p.591  La camiciaia

p.600  La gondola

p.608  Il palazzo della Regina

p.616  Mio padre

p.623  Il Palio

p.631  "Sorella Morte"

p.637  Il sor'Achille

p.649  Un prete romano

p.655  "Quant'è bella giovinezza"


"Raccolta di pagine [risvolto di copertina]" da "Stampe dell'Ottocento", 1944 [INFANZIA], da "Nell'aria di Parigi", 1945 [PARIGI], da "Due Imperi…mancati", 1920 [TRA PARENTESI] e da giornali e riviste [SPETTACOLO DI VARIETA'], eccetto 'La borsa o la vita', tratto da "Tre Imperi…mancati", 1945.


Negli angoli opposti le due vecchie avvicinando sempre

di più le teste parevano dirsi negli orecchi qualche cosetta,

poco conveniente.

Mia madre era sulle spine per il desiderio di troncare quel

colloquio che a lei non mostrava un minimo d'interesse,

poverina, non aveva il senso dell'umorismo, e prendeva

ogni cosa sul serio, perciò io ne ho tanto, la sua parte

l'aveva data a me.

[Scompartimento per signore sole]


Il professore d'italiano, fiorentino scanzonato, a differenza

degli altri che gli facevano degli striminziti componimenti di

maniera sentimentale, mi chiamava il Giusti della scuola, perché

io glie li facevo umoristici e il più delle volte prendendo in giro il

tema in modo poco riguardoso, e interpretandolo esattamente

all'incontrario del previsto producendo uno scandalo.

[Attore mancato]


La fantasia vola più in alto dell'elemento metafisico che ha

i confini segnati dalla ragione, nessuno riuscirà mai a segnare

un confine alla fantasia, ogni suo volo apre la strada a un volo

più alto.

[Poesia]


I ritratti degli amici Saba, De Pisis [Tre italiani a Parigi] e Berenson [Il BiBi] e uno sguardo all'Italia profonda.


"..Tutti i veneziani sono esperti del remo con vera sapienza, ma il gondoliere è fra tutti l'artista, per lui non ha segreti l'acqua che conosce infinitamente meglio della terra. Con la sua magica barchetta, alla quale impone il movimento per mezzo di colpi così rapidi e leggeri che sfuggono all'occhio di chi osserva, a pelo dell'acqua pare eseguire un'esibizione di danza, e in quel ritmo che accompagna l'esistenza come una musica, il turista che s'è ravvicinato all'umanità nel' unica città soltanto umana, fra le braccia di quell'umanità beatamente s'assopisce in un fantastico dormiveglia. Avvezzo a sentirsi un insetto che nel tumulto del vivere meccanizzato può esser schiacciato con la massima disinvoltura, nella città da cui la meccanica è bandita si sente diventato un monumento con la sua personalità illesa.

Varranno, e in qual misura, questi contatti, questo conoscersi e guardarsi in viso, a provocare fra i popoli un minimo di comprensione e d'amicizia, di solidarietà? O nell'ora della prova, di questa odierna frenesia turistica non rimarrà nei cuori la minima traccia?

La domanda ci coglie alla sprovvista." [La gondola].


"..Attraversando il Canal Grande ai traghetti della Maddalena, di San Felice o di Santa Sofia per andare ai mercati di Rialto la mattina, fra tante donne che affollano le gondole per recarsi a fare la spesa giornaliera del pesce e della carne, delle frutta e della verdura, alcune ne vedevo che invece di portare la consueta sporta da riempire con gli alimenti per la famiglia, portavano i più svariati oggetti.

Il mio sguardo interrogativo provocò la sollecita informazione per parte del vecchio gondoliere: 'Va al Palazzo della Regina' bisbigliò rivolto a me con voce bassa..

C'era da figurarselo: a Venezia anche il Monte di Pietà è in una Reggia..: sulla magnificenza di queste porte in legni e marmi rari, coronate di sculture e di trofei, con angeli vessilliferi e trombettieri che bandiscono all'universo la gioia del potere, vi scorgi soprammessi dei realistici cartelli: 'Impegnata preziosi: Pignorazione non preziosi: Restituzione polizze: Liquidazione competenze e sopravanzi: Restituzione preziosi: Restituzione non preziosi: Pagamento riscatti e rinnovi: Cassa'..

Compunta e compresa s'avanza lentamente una piccola vecchia, sulla sua testa il cappellino nero è diventato una frittella, i guanti bianchi di filo e il collaretto di velluto intorno al collo dal quale pende un medaglione con fotografia. Ha in mano, rinvoltata accuratamente, una pentola. Mentre la osservo mi vien fatto di pensare: se le daranno qualche lira per fare la minestra, non ha più la pentola dove cuocerla: speriamo che a casa ce ne abbia un'altra.

Giungono due giovani dal passo sportivo e l'aria di conquista, uno provvisto di tre racchette e l'altro del necessario per la pesca subacquea; mentre da un lato un uomo troppo grasso fa sforzi sovrumani per estrarre di sotto il panciotto un oggetto di sicuro pregio, e il suo atteggiamento è così faticoso da rasentare l'oscenità." [Il palazzo della Regina]


"..Grida, rampogne, minacce…intrighi, tradimenti…volan cazzotti e qualche bastonata raggiunge il segno, la pelle di un fantino ammaccata o le ossa che gli dolgono per qualche settimana…Poi, su tutto torna il sorriso, la calma, pensavo il di' seguente, mentre il treno correva riportandomi lontano da quelle mura che un miracolo conserva ai nostri occhi, e dove i più schietti parlatori d'Italia giuocano con tanta passione ed altrettanta grazia alla discordia intestina, solleticando astutamente quell'istinto barbarico che nell'uomo dorme o sonnecchia. E pensavo a quando la discordia non era un giuoco fra quelle mura, ma vera, insanabile e insana, barbara e spietata, alimento d'ogni uomo nella realtà quotidiana. E volava il pensiero, volava più del treno, favorito dalla sua corsa: 'Verrà un giorno, fra mille o duemilanni, diecimila, e per virtù di saggezza (o d'esaurimento?) sarà l'Europa in pace, Europa non più ma un unico popolo allora, e vi sarà un giuoco per il culto della storia che si chiamerà lui 'Europa', complicatissimo, tremendo, ingarbugliato da perderci la testa, e violento per forza rappresentativa; su una tavola o campo, chi lo sa; e tutti vi faranno segni, punti, circoli, triangoli, divertendosi a scheggiarla, rosicchiarla, in cento modi a sbertucciarla, piantandovi sbarre, tirandovi cordoni, fili; facendola a pezzi e in modo diverso a ricomporla, fino a picchiarsi nell'accanimento della gara, ma sarà soltanto un giuoco. E forse taluno in un'ora dolce di malinconia penserà quando quel giuoco era realtà…una dura realtà della vita.

Sogni…che il treno favorisce nella corsa come il sonno, e che restano come quelli fra le lenzuola bianche, fra le siepi verdi della ferrovia.

Siena, 15 agosto 1926".