Indro Montanelli, FIGURE & FIGURI DEL RINASCIMENTO

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Indro Montanelli, FIGURE & FIGURI DEL RINASCIMENTO, Nota biografica,  pp.227-235, di Marcello Staglleno, Milano, Editoriale Viscontea, 1987, pp.1-238

 


pp.5-68  Il mio d'Azeglio

"..'Non chiediamo all'Europa né una goccia del suo sangue, né un obolo de' suoi tesori, ma l'appoggio della sua parola e delle sue simpatie per la nostra causa, se giusta la stima. Sappiamo che l'indipendenza si merita e s'acquista con le proprie forze, e non colle altrui.. L'aspetteremo tranquilli ed operosi, occupandoci a migliorare le nostre cose in quel brano d'Italia che ci hanno lasciato, a riformare noi stessi, a renderci degni d'uno sguardo della Provvidenza, ed atti a valerci del dono d'un'occasione, quando ce la vorrà compartire.': Massimo d'Azeglio, Proposta d'un programma  per l'opinione nazionale italiana, Firenze, 1847".


"..Certo, Massimo d'Azeglio  non ci appare né un John Aubrey [(1626-1697), Vite brevi di uomini eminenti], né un Lytton Strachey [(1880-1932), Eminenti Vittoriani], perché gli era estraneo il dono della brevità. e, quanto all'ampiezza delle sue notazioni, a lui - grande dilettante finché si vuole, ma pur sempre dilettante - mancava altresì la capacità di tradurre sulla pagina, con ponderato artificio, la fisiologia della vita: ovvero di coglierla - come invece seppe fare il più grande memorialista d'ogni tempo, Saint-Simon -, nella totalità dei suoi aspetti, in una specie d'incessante chiacchiericcio, capricciosamente trascritto.".


pp.69-92  Un "Arafat italiano"? - Mazzini e Jessie White Mario


pp.93-146  Quell'"accio" del Giusti

"..Maciullò  con la penna tiranni e poliziotti, spie e cortigiani, aristocratici vili, nuovi ricchi prepotenti e con l'occhio soltanto a riempirsi la borsa. Le sue poesie, affilate come rasoi e con l'efficace sentenziosità dei proverbi, avevano effetti così dirompenti da dover esser stampate alla macchia, riuscendo a mantener viva - nella minoranza 'borghese' che 'fece' il Risorgimento - la rabbia contro l'oppressione, l'amore per le libertà individuali e collettive, e per le speranze unitarie, in quell'Italia ancora sottomessa e divisa.",


"..'Firenze  riacquistava il suo posto nella coltura italiana per opera di Giuseppe Giusti. Sembrava un contemporaneo di Lorenzo de' Medici che gittasse un'occhiata ironica sulla società quale l'aveva fatta il secolo decimonono. Quelle finezze politiche, quelle ipocrisie dottrinali, quella mascherata universale, furono materia d'un riso non privo di tristezza (…). Tutta quella vasta sistemazione e conciliazione dello scibile in costruzioni ideali, quel misticismo impregnato di metafisica, quella metafisica del divino e dell'assoluto declinante in teologia, quel volterianismo inverniciato d'acqua benedetta, tutto si dissolveva innanzi al ghigno di Giuseppe Giusti.: Francesco De Sanctis,, Storia della letteratura italiana.".


pp.147-225  Giuseppe Montanelli, "suocera del Risorgimento"

"..'Per giudicare del governo toscano non bastava ammirare le ubertose campagne della valle dell'Arno, i festoni delle viti pendenti lungo le vie, la ricchezza e maestà dei monumenti. il lusso dei fiori e dei canti, i miti e festivi costumi..Bisognava addentrarsi sotto a questa superficie, studiare le istituzioni, vedere se il governo svolgesse la tradizionale fecondità d'un paese che fu culla delle arti, e centro d'italica civiltà. E chiunque avesse coscienziosamente intrapreso questo esame si sarebbe di leggieri persuaso che se la Toscana era esente dai flagelli d'altri stati italiani, se non aveva soldatesca straniera come Lombardia, monopolio clericale come Roma, gesuitismo e aristocrazia come Piemonte e Napoli, racchiudeva germi d'infermità morale tutti

suoi, fecondati dal reggimento civile in lei succeduto alla dominazione francese, (…) L'opera principale della restaurazione toscana consisteva nel rifare la sbirrocrazia con tutto lo schifoso apparecchio dei tempi medicei.: Giuseppe Montanelli, Memorie sull'Italia e specialmente sulla Toscana (1853)".


Fatti e documenti interpretati con lucida passionalità.


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