Indro Montanelli, I RAPACI IN CORTILE

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Indro Montanelli, I RAPACI IN CORTILE, Vol. 3° di: Incontri, Milano, Longanesi & C., 1955, pp.1-366

 


p.9  Afeltra

p.22  Il successore di Gandhi

p.36  Irene Brin

p.46  Ricciardetto

p.58  Montale

p.67  Marotta

p.79  Borelli

p.92  Vergani

p.102  Paone

p.114  Syngman Rhee

p.126  Phibul

p.137  Giuliotti

p.145  Pétain

p.156  Guareschi

p.166  Grandi

p.178  Eleanor e il Pandit

p.187  Bruce Marshall

p.196  Pende

p.203  Frugoni

p.211  Valdoni

p.218  Shimoi

p.227  Cortes (e)

p.238  Yòseida

p.249  Kònoye

p.260  Ridgway

p.272  Arturo

p.281  Furst

p.291  Ansaldo

p.301  Longanesi

p.316  Chevallier

p.326  Wanda

p.336  Pabst

p.346  Cini

p.356  Zòttoli


Forti


<Wanda>

"..Wanda [Osiris] non reca traccia di questo trambusto, ora che il grande momento è arrivato e il buttafuori la invita a presentarsi dinanzi al pubblico che gremisce il Nuovo. Dopo la notte trascorsa in treno, ne ha passata un'altra in piedi sulla scena per provare e riprovare alcuni  sketches che non la persuadevano e di cui ha imposto il rifacimento. Ha attraversato crisi alterne di disperazione e d'esaltazione, che l'hanno fatta urlare di volta in volta: - Questa rivista è un aborto…Io mi ritiro! - e - Questa rivista è un capolavoro!…Sarà un trionfo! -. Ha litigato e rifatto pace con lo scenografo, col costumista, col capo dei pompieri. Non ha mangiato da quarantott'ore e nessuno riesce a capire come resista questa donna, nella sua fralezza. E nulla sospettano gli spettatori, vedendola entrar in scena meravigliosamente giovane e fresca. Al pubblico piace immaginare una Wanda viziata, pigra e fusacchiosa come una gatta di lusso, che trascorre le sue giornate in pratiche di bellezza, magari in avventure galanti, e che in teatro viene solo lo stretto necessario, a farvi qualche bizza durante le prove e a raccogliere un facile trionfo la sera della prima.

Wanda non fa nulla per smentire questa leggenda, anzi, fa di tutto per confermarla..Eccola che appare in cima allo scalone drizzato in fondo al palcoscenico e s'appresta a discenderlo, fra i ballerini, le girls e i tenori inginocchiati che le fanno ala. Il pubblico non sa nemmeno che Wanda trema in quel momento per via dello strascico in cui potrebbe inciampare. Non ci ha fatto il piede e il passo perché non l'ha mai provato sino ad allora: superstiziosa com'è, teme che ciò le porterebbe sfortuna..

Wanda sorride agli spettatori che acclamano, le braccia sollevate in alto, il volto luminoso, elastico il passo, e in quel momento non c'è al mondo donna più felice di lei. Seduta sulla poltrona accanto alla mia, Cicci la fissa trepidando, l'esile collo foderato di sette file di magnifiche perle che sua madre le ha regalato poche ore prima. - A proposito…- mormora Maner [Lualdi] curvandosi all'orecchio di sua moglie. - Hai pagato il conto del parrucchiere per Wanda? -. - S! -, sussurra Cicci, - e anche quello del gas e della luce elettrica. -".