Cesare Pavese, IL MESTIERE DI VIVERE

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Cesare Pavese, IL MESTIERE DI VIVERE, Nota al testo, pp.363-365, Torino, Einaudi, 1968, pp.1-370

 


Il Journal, dal 10 aprile 1936: "Quando un uomo è nel mio stato, non gli resta che fare l'esame di coscienza..", prima nota, al 18 agosto 1950: "..Tutto questo fa schifo.

Non parole. Un gesto. Non scriverò più.", ultima.


12 marzo 1939. Da notare che Proust, il frantumatore degli schemi dell'esperienza in miriadi d'istanti sensoriali, è poi il più arrabbiato teorico di queste sensazioni, e costruisce il suo libro non su richiami mnemonici dall'una all'altra, ma su piani concettuali e gnoseologici che le annullano a materiale d'indagine.


25 luglio 1940. Gli scrittori che piacciono per la loro esistenza - per l'atteggiamento da loro preso nell'esistenza - (Stendhal, ecc.) in genere sono stilisti anche nella pagina.


12 ottobre 1940. L'amore ha la virtù di denudare non i due amanti l'uno di fronte all'altro, ma ciascuno dei due davanti a sé.


9 novembre 1940. Tutto ciò che fa il nostro corpo oltre all'esercizio dei sensi, rimane impercepito. Le più vitali funzioni (circolazione, digestione, ecc.) non le sappiamo. Così è del nostro spirito: ignoriamo tutti i suoi movimenti e mutamenti, le sue crisi ecc. che non siano la superficiale ideazione schematizzante.


28 gennaio 1942. Le cose si scoprono attraverso i ricordi che se ne hanno.

Ricordare una cosa significa vederla - ora soltanto - per la prima volta.


4 maggio 1942. Nell'inquietudine e nello sforzo di scrivere, ciò che sostiene è la certezza che nella pagina resta qualcosa di non detto.


3 giugno 1943. Il tuo è un classicismo rustico che facilmente diventa etnografia preistorica.


12 maggio 1944. Arduo..quando i propri problemi sono radicati a un'esperienza così individuale come la città-campagna e tutte le trasfigurazioni giungono soltanto a simboli psicologicamente individuali. (La vigna, il cielo dietro, l'orizzonte marino, gli alberi da frutto, le canne, i fienili ecc. salgono tutt'al più a un assoluto di utilità laboriosa. Prova il tuo smarrimento il fatto che cerchi lo sfogo nella potenza magica di queste figurazioni o nella ricchezza - carciofina - di loro stati sovrapposti.).


3 giugno 1946. Il fascino del viaggiare è lo sfiorare innumerevoli scene ricche e sapere che ognuna potrebbe essere nostra e passar oltre, da gran signore.


23 agosto 1949. In arte non si deve partire dalla complicazione. Alla complicazione bisogna arrivarci. Non partire dalla favola d'Ulisse simbolica, per stupire; ma partire dall'umile uomo comune e a poco a poco dargli il senso d'un Ulisse.