Carlo Dossi, NOTE AZZURRE - EDIZIONE INTEGRALE

Stampa

Carlo Dossi, NOTE AZZURRE - EDIZIONE INTEGRALE, @ [scelte e ordinate dalla vedova], Milano, Fratelli Treves Editori, 1912, Prefazione, pp.IX-XIX, Notizie bio-bibliografiche, pp.XXI-XXVIII, Nota al testo, pp.XXIX-XXXII,Postille e note, pp..1031-1165, Registro delle note omesse, pp.1167-1179, di Dante Isella, Postfazione: '"I quaderni alla prova - Per una nota editoriale alle Note azzurre'", di Niccolò Reverdini, pp.1183-1254, diciotto tavv. f.t., Milano, Adelphi, 2010, pp.1-1254

 


Il Journal, dal 1870 al 1907.


501. Vi ha gente che è sempre del parere dell'ultimo libro che legge.


508. Dice Plinio che il vino bevuto in una coppa d'ametista non ubriaca. Ciò è vero, perché la coppa non potrà essere se non ben piccola.


520. L'uomo che sa leggere parla cogli assenti e si mantiene in vita gli estinti. Egli è in comunicazione con l'universo - non conosce la noja - viaggia - s'illude. Ma chi legge e non sa scrivere è un muto.


521. A molti non mancano che i denari per essere onesti.


551. Fa il tuo vero interesse e farai l'interesse di tutti.


685. Ci sono scrittori che sono magazzini, cave di pensieri, come per es. Plutarco, Montaigne, Richter.


923. uri Gallica vox et qua ferì boves significantur. [in gallico uri sta per buoi selvatici, ndc..]. Cfr.il cantone d'Uri, svizzero, che porta per arme la testa d'un bue selvatico.


1078. ..Dante, quando gli si si presenta al balzo un gioco di parole, lo piglia come anche lo Shakespeare, per es.: perché fur negletti li nostri voti  e vòti in alcun canto (Paradiso, III, 57).


1079. ..Per me reputo il Paradiso la parte più bella del divino poeta. Leggendolo, par d'esser1trasportato in una strana vita spiritica, tutta illuminelli di specchi e riflessi d'acqua. ecc. Per citarne i migliori passi, bisognerebbe trascriverlo tutto.


1892. L'Inferno dei Cattolici, non essendo costituito se non dal solo dolore, - deve lasciar il paziente indifferente.


1982. In letteratura si diede ai generi più disperati - si legge in una critica su Rovani - per un errore di stampa invece di disparati. E l'errore di stampa migliorò stavolta la frase del critico.

2023. La legge è uguale per tutti gli straccioni.


2073 e 2133.  "La storia antica restituita alla verità e raffrontata alla moderna" (Torino 1865) di Cristoforo Negri è uno dei migliori libri che siano stati scritti in questo ultimo mezzo secolo..

'stupefatti scorgiamo i monumenti di Tebe, ma dalle moli adorate dal volgo ritraendo lo sguardo, lo riposiamo appagato sui canali dei Faraoni e dei Tolomei; lodiamo il Partenone d'Atene, ma più le triplici porte.' (ibid.). Qui Negri ha corta la vista. L'influenza dell'arte sulla morale e quindi sulla politica d'un popolo è più assai di quanto egli creda. Ma Negri non vede che il solo male nell''Arte.  Per noi, fu invece  un vantaggio all'umanità il sorgere di quella stolta mole dell'Escoriale, se per essa si consumarono i mezzi di riparare alla Grande Armada., - fu un vantaggio il sorgere del prodigioso Vaticano se impedì più larghi soccorsi  alla lega cattolica contro i protestanti, fu un vantaggio Versailles, se, per esso, la vittoria tradì le legioni francesi di Luigi XIV.


2230. Quale val meglio, una letteratura  utile a questa vita,  oppure una che, trasportandoci fantasticamente in altra, ci faccia dimenticare questa?


2340 e 2562. Traccia dei Giorni di Festa, volume in cui vorrei racchiudere quanto possa trovare di curioso nella minuta archeologia Milanese..

<Spavento necessario alla pelle della galantina per accaponarsi.>


2368. La particella di divina aura che spirò nel grembo di mia madre era bipartita. Ma il diavolo giocò a Dio o piuttosto a me un malignissimo tiro. Abbiamo da attaccarcelo? chiese a se stesso. E me lo attaccò. Ed io non ho di maschio che quello. I miei sentimenti, i miei pensieri, i miei languori, i miei desideri, femmineggiano tutti.


2467. Data una religione, la migliore, secondo me, è quella, il cui altro mondo meglio giova alla felicità in questo.


2589. Le leggi non possono esser immobili, in una società, per sua natura, mobilissima. Perché voler che i morti governino i vivi? perché mummificare un popolo? Abbiamo dunque l'audacia…di vivere. Accogliamo con gioia, anzi cerchiamo idee nuove. Chi torrà mai alle vecchie l'originale peccato d'esser state nuove?


2597. Perché, in generale, si sfugge la solitudine? Perché pochi si trovano in buona compagnia seco


2622. Saggio d'iscrizioni sulle muraglie dei santuari. A Oropa ho letto: - Cerruti Quinto è passato colla sua morosa per qui e l'ha molto chiavata -..


2634. Quando quei di Lugano partono di casa per far fortuna, le madri gridano dietro a loro - Porta a cà roba…-. La barca s'allontana dalla spiaggia e loro più non arriva se non l'ultima parola della raccomandazione - roba! -[ruba!, ndc]


2951. Fra molecola e molecola passa la distanza che passa fra stella e stella..


3148. Solo a cento leghe dall'Italia un italiano può simpatizzare con un altro italiano.


3181. in molti luoghi, l'infima plebe usava adoperar il boja qual medico. Noi, dell'alta plebe, facciamo appunto il rovescio.


3768. il punto d'esclamazione è quel puntelletto senza il quale uno squilibrato periodo cadrebbe.


3799. Qual'è quella cosa  che, sola, è ben fatta quando fatta coi piedi? Il vino.


3831. Mi contava un sojatore che, a Napoli, in certi alberghi, usava il servitore entrare nella camera del forastiero, la bella mattina del suo arrivo, con una guantiera sparsa di piccoli e grossi stronzi, ciascuno dei quali avea appeso un cartellino e scritto su un prezzo. I grossi costavano molto più dei piccini, ed alcuni tenevano in capo un cappellino di prete. Erano questi i prodotti degli abatini. E il forastiero sceglieva. E detto fatto s'apriva la porta, e compariva ai comodi del forastiero la parte corrispondente - autrice dell'esemplare.


3838. ..Quando le donne portavano que' cappelloni sul fare d'un imbuto o d'un cartoccio, disse tale: - incoeu hoo incontraa un corridor cont in fond un camer [un cesso, ndc.] - alludendo al brutto viso che vi appariva di sotto. [vedi foto 1].


3851. ..Quanto al vestito di Rovani sono celebri in Milano i suoi cilindroni e i suoi cappellini, come pure i suoi

mantelli, e il suo soprabito chiaro. [vedi foto 2].


4207. A me nulla riesce più difficile del facile.


4474. I razzi artificiali inclinano il capo a dar un'occhiata al pubblico che li ammira.


4707. Chi ama le commedie cosiddette morali ha i suoi teatri. Ha il Filodrammatico, ha il Fiando, dove può assistere, senza scandolezzarsi anche al ballo..E' veleno il mio, nol nego, ma i veleni sono utilissimi a chi sa adoperarli, anzi fanno parte essenziale dell'arte della salute. Io voglio lettori che sappiano pensare per proprio conto, nella coscienza e nella scienza de' quali si trovi il contraveleno. i libri di morale non insegnano, infine, che quanto si sa.


5057. Tranquillo Cremona tendeva a limitare il campo della sua arte per poter riuscire in essa perfetto.


5329. Strana sorte la mia d'esser diventato io - io, l'amante, l'entusiasta d'ogni nuovo principio o forma avvenire - il collaboratore d'un uomo [Crispi, ndc.] il cui pensiero e la cui dottrina è tutta roba da rigattiere, roba vecchia senz'esser antica, stracca ed usata.


5361. Sotto un brutto dipinto di Cristo in un quadrivio campestre: o passeggier benché ti sembri un mostro - io sono Gesù Cristo Signor nostro -.


5421. Montecarlo (28-29 sett. 1891)..Il casino costruzione faragginosa, un'insalata di tutti gli stili, brutta se si vuole ma utile per la storia dell'arte e simbolo del secolo ecclettico e Christophle. La sala della rollina e del trente et quarante. Le descrizioni de' romanzieri tutte false. I giocatori vi si mostrano tutti correttissimi, quanto al contegno. Tutte fandonie le smanie della cupidigia, le provocazioni delle cocottes, le disperazioni de' perdenti, ecc. Si aggiunga che il gioco vi si fa in condizioni molto più eque di quelle del lotto in altri paesi. Qui difatti la probabilità nella rollina è 1 contro 35 e nel trente et quarante è circa eguale fra il banco e il giocatore, mentre all'onesto lotto nell'estratto semplice si gioca 1 contro 89. Giocai e perdetti qualche napoleone. Nulla sentii, né dispiacere per la perdita né smania di rivincita. Si aggiunga ancora che i guadagni del Banco sono in molta parte destinati a mantener comoda, pulita e bella la città. - il principe, unico superstite di tutti i feudatari imperiali della costa ligure s'è salvato mercè la rollina. Se questa non fosse, Monaco sarebbe stato incorporato prima all'Italia poi alla Francia. Poiché la rollina dà il benessere a tutto il principato, ma né Italia né Francia, per un falso pregiudizio, potrebbero mantenerla.


5759. Ingegni precoci. Ettore Perrone di 11 anni, nipote dell'architetto Luigi, figlio d'altro uomo d'ingegno e d'una siciliana, tipo arabo, di temperamento matematico. Dimostra con frasi scientifiche che la testa cammina più dei piedi, essendo la testa più lontana dal centro della terra che non i piedi. Dice anche non esser vero che l'occhio del bue, vedendo l'uomo più grande di quello che veramente è, crede l'uomo più grande e ne ha paura, perché ammessa la più grande apparenza nell'apparato visivo, vede anche se stesso e i suoi simili maggiori di quello che sono, quindi tutto rimane nella relativa apparenza di grandezza, né l'uomo diventa più grande del bue, né questo diminuisce di grandezza.


5762. Fra le bestie più feroci e crudeli, non parebbe che una è…il coniglio. Ne studiai uno, ferocissimo, a Corbetta. Non lasciava mangiare il suo compagno di gabbia. Questo poverino, mezzo affamato, quando allungava lo zampino a qualche briciola di cavolo, l'altro lo investiva, gli strappava il cibo e lo faceva fuggire. La vittima con il pelo lacero, temeva persino lo sguardo del suo persecutore. Finì cogli occhi strappati e il ventre forato ad unghiate. Non c'è furore che eguagli quello d'un pauroso al potere.


Vedi Foto