Carlo Dossi, AUTODIAGNOSI QUOTIDIANA - PREFAZIONE

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Carlo Dossi, AUTODIAGNOSI QUOTIDIANA - PREFAZIONE, Note, pp.17-23, Nota al testo, p.25, Postfazione, pp.27-49 e Note alla postfazione, pp.50-52, di Laura Barile, sette tavv. f.t., Milano, Scheiwiller, 1984, pp.1-53

 


Otto fogli di formato protocollo, in terza persona, reperiti fra le carte di Franco Antonicelli, nella Fondazione allo stesso intitolata a Livorno, fotocopie del testo originale redatto per mano d'un copista, autenticato in calce dall'autore; e integrato "per qualche tempo": Nota al testo, p.25 da tabelle statistiche relative alle sue varie funzioni psicofisiche: il tutto inviato, "per esporgli la propria angoscia in tutta la sua nudità":Postfazione, p.37, all'amico antropologo e criminologo Cesare Lombroso; "..La voluttuosa piena dell'eiaculazione mentale gli è divenuta spasmodica; la cerebrale sua massa, sotto lo sforzo della volontà, trema e suda e dirèbbesi quasi gonfiarsi finché tocchi nella volta del cranio; allora l'idea, che sta sul punto di rivelarsi, s'arresta improvvisa e si cela..

Né questi sono gli ùnici segni del dùplice decadimento del Dossi, vuolsi dire del corpo e dell'animo, perocché l'uno trae l'altro reciprocamente. Vi ha pur sintomi esterni, non meno importanti..

Di questi ultimi segni, tre sono di mala coordinazione (o come dicono i medici di Atassia) nel lavorio di alcune sue facoltà; il quarto è la quasi svanita memoria.

Circa il primo, il Dossi soffrì fuggèvoli attacchi di sconcordanza locomotrice prima ancor dei ventanni..Oggi peraltro hanno molto rimesso dalla lor gravità; o piuttosto son passati ad assùmere le forme di due altre atassie: la calligràfica e la linguale.

Per la linguale, è però d'avvertire com'egli ebbe sempre difficile la favella. Fu sempre il discorso di lui tutto a cancellature come i suoi scritti. Ma se la causa di ciò era una volta la sovrabbondanza delle idèe, le quali, insorgendo a ogni nuovo tema nella sua mente, impedivano reciprocamente l'uscita, ora ne è la penuria…

Quanto poi all'atassìa calligrafica,..le parole, che in sul principio del foglio sono d'uno stile abbastanza chiaro e visibile, a poco a poco - strada facendo - s'imbozzacchiscono; qual perde il capo, quale la coda, molte rimàngono nella penna, si maritano altre mostruosamente tra loro e la scrittura da piccola diventa minuta, da minuta minima, finché tutto si scioglie in un inestricàbile labirinto di segni e di macchie - incomprensibili neri su bianco.": pp.11-14.

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