Antonio Pizzuto, SIGNORINA ROSINA

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Antonio Pizzuto, SIGNORINA ROSINA, @ Milano, Lerici, 1959, Torino, Einaudi, 1978. pp.1-125

Antonio Pizzuto (Palermo, 1893-Roma, 1976), questore ad Arezzo, a Bolzano e a Vienna, dal 1950 trasferito in pensione a Roma. Scrittore estraneo a qualunque moda o tendenza.

Bibliografia

  • Sul ponte di Avignone (1938)
  • Signorina Rosina (1956)
  • Si riparano bambole (1960)
  • Ravenna (1962)
  • Il triciclo (1962)
  • Paginette (1964)
  • Sinfonia (1966)
  • Natalizia (1966)
  • La bicicletta (1966)
  • Vezzolanica (1967)
  • Nuove paginette (1967)
  • Testamento (1969)
  • Pagelle I (1973)
  • Pagelle II (1975)
  • Giunte e virgole (1975)
  • Ultime e penultime (postuma), 1978
  • Così (postuma), 1998
  • Spegnere le caldaie (postuma), 1999
  • Narrare (postuma), 1999

  • Un assistente edile, Bibì, sposato, spesso lontano dalla famiglia, assillato da un'amante bisbetica, Compiuta; un bizzarro capufficio, che lo trasferisce nei posti più strani (un cimitero, un penitenziario da ristrutturare); e la signorina Rosina, puro nome, che appare sotto figurazioni e personaggi diversi.
  • Come è uso del panettiere, di stirare la matassa in sensi e direzioni diversi per  ottenerne il risultato voluto, è dei diciannove capitoli che, senza un solo 'a capo', aboliscono il tempo.

  • "..Pure Bibì, sempre spiantato, nessuno ad assisterlo, stava male. Uno specialista psichiatra - o come si diceva - vecchio compagno di scuola, incontrato per i vialetti, gli promise la guarigione, cinque sedute bastavano, gratis..Compiuta si asciugò le lacrime. Che ve ne pare, andava chiedendo, che gli salta in mente, come fa a trovare questo suo mistero, perché dappertutto vede mistero? Calmatasi mormorava con rassegnazione. Che macchia. Andare a trovarlo, non ci mancava che questo. Subito..Ma Bibì non terminò né le cinque sedute né quei lavori poiché fu mandato in pensione. Il più della sua vita era ormai trascorso. Compiuta prima di recarsi a riceverlo entrò dal parrucchiere e uscì bionda e riccioluta..Per saluto ella lo investì di rimproveri, era abituata non ad aspettare ma a farsi aspettare.. Non lungi da casa sua si arrestarono. A domani, ella disse avviandosi con passo stanco. Tornò indietro. Se non mi vedrai, avvertì, sii certo che sto a letto. E allora posdomani. Va bene? Così si allontanò. Nella fresca capigliatura i raggi occidui mettevano fulgori..".