Stendhal, VITA DI HAYDN

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Stendhal, VITA DI HAYDN, traduzione e Note, pp.261-270, di Francesco Dilaghi, Prefazione, pp.5-13, di Mario Luzi. In copertina: Ludwig Guttenbrunn, Joseph Haydn (1791 c.), collezione privata. Firenze, Passigli Editori, 1983, pp.1-271

 


“Vies de Haydn, de Mozart et de Métastase” (1814)

“La musica è in ciò diversa dalle arti sorelle, che in essa il piacere fisico è più dominante che quello intellettuale. La base della musica è questo piacere fisico e dopo di lei l'armonia.”: Giuseppe Carpani, “Le Haydine” (1812), fonte di Stendhal. - “La melodia, cioè questa piacevole successione di suoni in relazione fra loro e in grado di produrre un dolce effetto all'orecchio, per esempio l'aria Signora contessina nel Matrimonio segreto, è il mezzo principale attraverso cui si produce questo piacere fisico. L'armonia viene in secondo luogo.”: p.134


“Aggiungerò un aneddoto che può servire...”: p.44


“..Haydn di regola s'accingeva ad una sinfonia solo quando si sentiva in buona disposizione..Tartini, prima d'accingersi ad una composizione, leggeva uno di quei sonetti così dolci di Petrarca. Il bilioso Alfieri amava ascoltare musica prima di mettersi al lavoro. Haydn, come Buffon, aveva bisogno di farsi pettinare con la stessa cura di quando doveva uscire e di vestirsi con una certa qual magnificenza. Federico II gli aveva mandato un anello di diamanti: Haydn ebbe più volte a confessare che se si metteva al piano senza questo anello non gli veniva neppure un'idea. La carta sulla quale componeva doveva esser più fina e bianca possibile..

Dopo tutte queste precauzioni materiali, Haydn cominciava il suo lavoro scrivendo l'idea principale, il tema e scegliendo le tonalità (do minore, mi bemolle, ecc.) attraverso le quali l'avrebbe fatto passare. Il suo animo sensibile gli aveva dato una conoscenza profonda del maggior o minor effetto che produce il passaggio da una tonalità all'altra.

Haydn immaginava quindi una specie di semplice romanzo che potesse fornirgli sentimenti e colori musicali..

Avrei preferito che le sinfonie di Haydn avessero mantenuto dei nomi invece d'avere dei numeri. Un numero non dice niente; un titolo, come il Naufragio, la Festa nuziale, ecc., riesce un po' a guidare l'immaginazione dell'ascoltatore, che non è mai troppo presto per ridestare..

E' opinione che mai uomo conobbe i diversi effetti dei colori, le loro relazioni, i contrasti cui essi posson dar vita, come il Tiziano. Anche Haydn aveva una formidabile conoscenza di ciascun strumento della sua orchestra. Appena l'immaginazione gli dettava un passaggio, un accordo, o anche una semplice nota, subito egli sapeva a quale strumento affidarla perché producesse l'effetto più sonoro e piacevole. Qualche dubbio mentre componeva una sinfonia? Il posto che occupava a Eisenstadt gli offriva facilmente il mezzo di risolverlo. Egli dava il segnale convenuto per annunciare una prova: i musicisti si riunivano nel ridotto. Faceva eseguire loro il passaggio che aveva in testa in due o tre modi diversi, sceglieva, li congedava e tornava al suo lavoro..


In Germania, si usa raffigurare con persone viventi un quadro conosciuto. Tutta una compagnia di persone, ad esempio, si divide in vari gruppi e raffigura, nell'immobilità più assoluta e con rara perfezione, un quadro di Téniers o di Van Ostade.

Simili quadri sulla scena sarebbero un eccellente commento alle sinfonie di Haydn e riuscirebbero a fissarle in modo indelebile nella memoria. Non posso più dimenticare la sinfonia del Caos all'inizio della Creazione da quando nel 1801 ho visto, nel balletto, su musiche di Beethoven, di Prometeo, le incantevoli danzatrici di Viganò rappresentare, seguendo i movimenti della sinfonia, lo stupore delle figlie della Terra quando i loro sensi soggiacciono per la prima volta al fascino delle belle arti..

Haydn accettò la proposta d'un violinista di Londra, di nome Salomon, ch'era impresario di concerti in quella città. Salomon pensava che un uomo di genio, tirato fuori dal suo ritiro espressamente per gli appassionati di Londra, avrebbe fatto diventar alla moda i suoi concerti. Egli dava venti concerti l'anno e promise a Haydn cento zecchini a concerto. Accettate queste condizioni, Haydn partì alla volta di Londra nel 1790, all'età di cinquantanove anni. Vi trascorse più d'un anno. La musica scritta per quei concerti ebbe grande successo..

Il nostro compositore aveva a Londra due grandi piaceri: il primo era d'ascoltare la musica di Haendel; il secondo, d'andare al 'Concerto antico'. E' questa una società costituita con lo scopo di tener viva quella musica che le persone alla moda chiamano antica; grazie ad essa s'organizzano concerti dove si possono ascoltare i capolavori dei vari Pergolesi, Leo, Durante, Marcello, Scarlatti: in breve, di quello stuolo d'uomini rari che fecero la loro apparizione tutti intorno al 1730..

Il re Giorgio III, che non amò altra musica al di fuori di quella di Haendel, pure non fu insensibile a quella di Haydn: la regina e il monarca riservarono al virtuoso tedesco un'accoglienza particolare; infine, l'università di Oxford gli mandò il diploma di dottore, riconoscimento che dall'anno 1400 era stato conferito a sole quattro persone, e che neppure Haendel aveva ottenuto.

Dovendo, com'era usanza, mandar all'università un pezzo denso di scienza musicale, Haydn presentò una pagina di musica scritta in modo tale che, in qualsiasi modo la si leggesse, vuoi dall'alto in basso, vuoi dal basso, da metà o a ritroso, insomma in tutti i modi possibili, sempre presentava un canto e un accompagnamento perfettamente corretti..


Le messe di Haydn sono ispirate da una dolce sensibilità: la parte ideale è brillante e in generale piena di composta dignità; lo stile è pieno di calore, nobile, ricco di begli sviluppi; gli Amen e gli Alleluia respirano una gioia autentica e sono caratterizzati da una vivacità che non ha eguale. I suoi Agnus Dei sono pieni di delicatezza; si veda soprattutto quello della messa n.4, che è davvero la musica del cielo..

Egli ha poi scritto alcune fughe in 6/8 le quali, appena il tempo diventa vivace, sono in perfetto stile buffo. Quando il peccatore pentito piange le sue colpe ai piedi dell'altare, spesso e volentieri Haydn ama soffermarsi sulle seducenti lusinghe di questi peccati più che esprimere il pentimento del cristiano..Haydn si scusava dicendo che quando pensava a Dio egli non poteva figurarselo altrimenti che infinitamente grande e infinitamente buono. E aggiungeva che quest'ultima qualità divina lo riempiva di tale fiducia e gioia che avrebbe messo in tempo allegro perfino il Miserere..


Mi restava ancora da parlarvi della Creazione. E' la maggiore opera del nostro compositore; è il poema epico della musica..

Chiunque può rendersi conto che la musica può imitare la natura in due modi: l'imitazione fisica e quella del sentimento..

L'imitazione fisica può divertire per il momento, ma assai presto annoia: nel sedicesimo secolo certi maestri italiani facevano di questo facile genere la base di tutta un'opera. Abbiamo il Podestà di Coloniola, dove il maestro Melani ha inserito l'aria seguente, durante la quale tutta l'orchestra non manca di far il verso degli animali che vi sono nominati:

Talor la granocchiella nel pantano

Per allegrezza canta, quà, quà, rà;

Tribbia il gallo, trì, trì, trì;

L'agnellino fa bè, bè;

L'usignolo, chiù, chiù, chiù;

Ed il gal curi chì, chì..

L'altro tipo d'imitazione, che chiameremo del sentimento, non cerca di riprodurre le cose, ma i sentimenti che esse suscitano..E' appunto questo genere d'imitazione che Haydn ha sviluppato..

Voi sapete che ogni arte ha il proprio fondamento su un certo grado di falsità..L'artista esperto non s'allontana mai da quel tanto di falsità ch'è permesso all'arte che coltiva; egli sa bene che non è imitando la natura fin al punto di produrre l'illusione che le arti arrivano a piacere: egli fa una netta differenza fra questi perfetti scarabocchi, chiamati trompe-l'oeil, e la Santa Cecilia di Raffaello.”.