Marcel Schwob, VIAGGIO A SAMOA

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Marcel Schwob, VIAGGIO A SAMOA, traduzione, Prefazione, pp.7-16 e Note, pp.136-138, di Paolina Preo Messina, Milano, Sugarco Edizioni, 1986, pp.1-139

 


Verso la fine del 1901, Schwob, che - "biblioteca vivente" (P. Léautaud) - aveva 'dragato' gli Archivi Nazionali e che non aveva mai lasciato Parigi, se non per brevi soggiorni in Olanda e in Inghilterra, salpato da Marsiglia, a bordo della Ville de la Ciotat,  in compagnia del fedele servo cinese Ting-Tse-Ying, con destinazione Samoa, per render omaggio alla tomba dello scrittore prediletto, R.L. Stevenson. invia nel corso del viaggio, fino al marzo 1902, una serie di lettere alla moglie, l'attrice Margherita Moreno.


30 ottobre 1901. Golfo di Aden.

"..Ti racconto ora quanto è accaduto, a mezzanotte, sul ponte della nave, mentre l'argano cigolava e i sacchi di carbone venivano svuotati nei depositi. Alcuni passeggeri di seconda classe stanno assiepati attorno ad un negro che vuol esibirsi in un tuffo dal parapetto. Gli promettono cento soldi in premio. Tuffo sordo da un''altezza di dodici metri. Il negro, grondante d'acqua, risale sul barcarizzo. Stavo conversando col colonnello, quando ad un tratto egli mi dice: - Andiamo a vedere, c'è qualcosa di strano nella sala per fumatori - . Mentre ci avviciniamo, spunta fuori il povero negro tutto imbrattato di sapone: alcuni bianchi avevano deciso di farlo diventare bianco. Tra urla acute, lo cacciano fuori a calci.

La nazione che ha proclamato i Diritti dell'Uomo tratta questa razza bella e intelligente peggio del bestiame al mattatoio. Vengon fustigati, consegnati a negri inferociti che li cacciano in prigione per poterli spogliare dei pochi soldi che hanno guadagnato; vengono beffeggiati più duramente degli schiavi in America. Ed è proprio la Francia a dar questo esempio!".


4 novembre.

Un cameo.

"..Verdi occhi felini ci guardano attraverso l'acqua, musica di luci in un'atmosfera liquida.", si ricollega, in uno stretto rapporto di percezioni sinestesiche, a: Ecco, mentre scendevo lungo Fiumi impassibili,

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Ho sognato..

baci agli occhi dei mari lentamente montanti.

e la circolazione di linfe mai ascoltate,

risveglio giallo e azzurro dei fosfori cantanti: Arthur Rimbaud, "Il battello ebbro", vv. 1 e 36-40 (1872).


6 novembre. Colombo.

"..Tra templi indù, buddisti, giainisti, i tamili, i singalesi, i musulmani e Dio sa quante altre cose, non capisco più nulla. E non c'è albero, fiore, frutto o animale che non mi sembri d'un altro pianeta.".


Domenica, 1 dicembre.

"..A poppa del Polynésien, una mezza dozzina d'albatros volteggiavano sul mare. L'albatros, quando scende in volo, ha la velocità d'un lampo. Descrive ampi giri intorno alla nave, e infine la raggiunge senza sforzo..Immediatamente il primo nostromo e gli uomini dell'equipaggio si son precipitati a prua per catturare gli albatros..Lanciano verso di loro una piccola fune con un pezzo di lardo attaccato all'estremità. E' cosa breve. Dopo circa dieci minuti circa tre enormi uccelli bianchi invadono tutto il ponte. Una volta issato sul ponte, l'albatros è completamente impotente. Si drizza per qualche secondo sulle zampe palmate; ma il corpo è troppo pesante e le ali troppo ampie: non può camminare. Il corpo è candido; le ali nere screziate di bianco; a volte il petto è punteggiato di grigio: il becco enorme, cavo e adunco, di corno bianco e terribilmente aguzzo, è rosa chiaro all'estremità. Gli albatros emettono versi acuti e battono il becco, ma non sembran molto selvatici; questi, si guardavano intorno con curiosità, lanciando sguardi vivi e intelligenti..i marinai sono spietati: vendono le penne e il petto bianco a Sidney; con le zampe fanno borse per il tabacco e con le ossa delle ali cannelli di pipa. Il comandante non ha avuto il coraggio d'intervenire.".


3 gennaio 1902.

"Martedì mattina, all'alba, il Manapouri era nella rada d'Apia. Una lunga fila di montagne ricoperte d'una fitta boscaglia verde scuro, una baia rotonda con una fila di palme da cocco lungo una spiaggia nera, al largo, le barriere coralline con la sabbia gialla, un sole di piombo, i lunghi scogli a fior d'acqua - e al centro della baia l'enorme carcassa di ferro arrugginito d'una nave da guerra tedesca (l'Adler), lugubre ricordo d'un recente naufragio, che non è possibile distruggere a colpi di martello, né far saltare con la dinamite senza distruggere Apia. Apia infatti non è che una striscia di casupole basse di legno costruite su palafitte. Che solitudine! Non m'aspettavo proprio uno spettacolo simile!".


5 gennaio. Samoa.

" il giorno seguente il mio arrivo, mi son recato sulla punta di Unulinu'u, residenza reale, per far visita al vecchio re Mataafa. Un giovane è andato a cercarlo, mentre io attendevo fuori. E'arrivato subito un uomo robusto, vecchio, somigliante un po' a Bismarck, con baffi bianchi corti e i capelli rasati a zero..Mi è stato offerto del 'breadfruit' cotto nel latte di cocco; poi una fanciulla ha preparato per me del 'ava..

Lo 'ava si prepara e si beve nel modo seguente: si cercano alcune graziose fanciulle e si consegna loro la radice di 'ava (pyper anthysticum) che esse masticano finché questa radice, simile a un grosso zenzero, non sia ridotta in fibre come un fascio di stoppa di canapa (prima di cominciare, le fanciulle si sciacquano la bocca). Una volta ottenuto il fascio di fibre, un bel giovane e una bella fanciulla si siedono davanti al Kawa-bowl, che a Samoa è un recipiente di legno nero, nel quale vengon versate una o due coppe d'acqua. La fanciulla depone il fascio di fibre sul fondo del Kawa-bowl, poi lo torce e lo spreme; l'acqua che sgocciola giù è lattiginosa. Il giovane porge la coppa all'invitato, che la beve tutta d'un fiato; essa vien poi riempita di nuovo e offerta a turno secondo l'importanza delle persone, con manifestazioni di rispetto più o meno grandi. Appena terminato di bere lo 'ava, la fanciulla s'alza, dice tofà ed esce dalla capanna col giovane.".


25 gennaio 1902. A bordo del Manapouri.

"Marg adorata,

verso l'otto gennaio, ho avuto una febbre fortissima e ho creduto di morire.

In quei giorni non sapevo d'avere una polmonite; sentivo solamente un dolore acuto nella parte destra del torace e non riuscivo a respirare. Il giorno 9, ho fatto cercare il dottor Brancht, americano, appartenente alla setta dei Seventh Day Adventists, magro, pallido, con una barba nerissima..Gli ho chiesto  d'ospitarmi. Mezz'ora dopo, venivo trasportato a casa sua con una barella, e subito dopo immerso in una vasca d'acqua fredda con un tubo d'acqua calda lungo la colonna vertebrale e le gambe in un secchio d'acqua bollente. Ho dovuto sottopormi a questo trattamento ripetutamente. Ho cercato di resistere. Rimanevo sotto l'acqua fredda stringendo i denti ed è impossibile raccontarti tutto quello che ho dovuto sopportare a causa del caldo, delle zanzare e delle mosche..


26 gennaio.

Oggi va un po' meglio. Ero curato nella casa del dottor Brancht, in mezzo alle palme da cocco, da una giovane donna della stessa setta, Miss McCoy, di Pittcaira Island, nipote d'uno degli ammutinati del Bounty, i quali avevano occupato l'isola di Pittcaira cent'anni fa, con giovani donne di Tahiti. I Seventh Day Adventists considerano come domenica il sabato; credono alla nascita imminente di Gesù e al suo regno sulla terra, all'annientamento totale dei malvagi, e non al loro castigo, e all'immersione totale quando si riceve il battesimo. Sono inoltre rigorosamente vegetariani. I loro libri sacri sono Daniele e l'Apocalisse. Venivo nutrito solamente con uova, pappe di farina, frutta conservata e succhi d'uva non fermentati della California. Non potevo certamente ritrovar le forze. Proprio allora son venuto a sapere che il Manipouri era nella rada. Ero salvo! L'aria del mare mi rimette un po' in forze.".