Antonio Pizzuto, SINFONIA 1923

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Antonio Pizzuto, SINFONIA 1923, Introduzione, pp.5-38 e Nota al testo, p.39 e sg., di Antonio Pane, Messina, Mesogea s.r.l., 2005, pp.1-197

 

 

p.43 I. I fantasmi parlanti

p.49 II.  Mentre la nave si allontana

p.51 III. La morte del filosofo

p.55 IV. Nuoto sulle reti

p.59 V. In treno

p.63 VI. Il garden party delle damine verdi

p.67 VII. Non deridete

p.71 VIII. L'accusato si difende

p.83 IX. L'ora della sentenza

p.91 X. La follia

p.101 XI. Dal fotografo

p.105 XII. Nei fianchi della montagna

p.135 XIII. Il maestro di cappella

p.143 XIV. Cinque attori e due attrici

p.161 XV. Poema d'amore

p.181 Coda


Vi sono due regni sui quali noi sovrastiamo:

quello del Dolore e  quello della Meraviglia. Il

secondo è ineffabile: non è il paese degli incanti,

il giardino d'Armida o l'Atlantide favolosa: è il regno

dell'ineffabile, ripeto, e chi vi pone il suo piede non

lo dimenticherà più né saprà mai soggiogarlo. [Bontempelli

1920? No, Pizzuto 1923, p.86]


"..Da Rosina a Ravenna sui libri di Pizzuto si poteva ancora calare la normale etichetta narrativa, fosse pure nella specie d'un'ermeticità narrativa da ragguagliarsi magari ai fatti della lirica (si dica Montale, classe 1896)..": Gianfranco Contini, 'Guida breve a Paginette', in: Varianti e altra linguistica, Torino, Einaudi, 1970, p.622.

In Sinfonia 1923 l'autore di riferimento è Bontempelli.


<Nuoto sulle reti>


"E' ancora notte. Un marinaio prepara le sue reti e le accomoda nella barca. Poi vi salta dentro e s'allontana dolcemente dalla riva..

Ed ecco una figura bianca fosforescente aggrappata alla chiglia si distende dolcemente lungo la chiglia e ne va assumendo la forma. Il fasciame bianco va scomparendo dove la bianca figura s'insinua. La barca va perdendo così tutto il suo legno, la sua carena, per carenarsi di quella forma bianca che invade ogni sua parte, il suo piccolo battello è stato dissolto da questa candida forma che, avviluppandolo nella sua luminosità, l'ha distrutto.". Per poi salvarsi a nuoto.


In luogo dei sessanta giorni di forzosa lontananza dalla sua donna, la perde - “e certo mi ha maledetto” - perché non riesce più a vedere che l’ultima immagine di lei - “tozzo tronco d’aborto maligno” -, apparsa, al congedo, contraffatta, nello specchio deformante d’una “casa misteriosa” al Luna Park.: 'La donna dei miei sogni' in: Massimo Bontempelli, Miracoli, Milano, Mondadori, 1938 [sigla adottata: M]

<Non deridere>


"..Nel suo ufficio di commercio, in una vecchia vetrina, sfidavano il tempo alcune dozzine di mezzibusti famosi, i cui originali son conservati nei più importanti musei d'Europa e del Nord America..Egli si pose al lavoro. Con una bella spatola di setole spazzolò, anzitutto, energicamente; poi, quando la polvere si fu diradata, fece saltar via, servendosi di carta smerigliata, la vernice con cui la fabbrica aveva dato alla statuetta la patina del vecchio bronzo. Quindi immerse il pezzo in un bagno tiepido e ripeté l'operazione con un altro. Dopo un quarto d'ora, estrasse dal bagno le figurine. Esse erano irriconoscibili. Quello che aveva sofferto di più nella lavorazione era il naso. Quello che dava nel grottesco, fu lasciato così. Gli altri furon sottoposti ad un lavoro detto 'di affilamento', affidato a una delicata morsa di legno mossa a pedale da una trasmissione a cinghia. Mentre la morsa raffinava le facce del naso, con la lima, ne grattava leggermente il dorso e la punta fino a trasformazione completa. Venne poi la volta del rivestimento. Con opportune ed abili modificazioni i vecchi modelli di copricapo, d'abiti, di pettinature, furon trasformati alla moderna. Poi fu data mano alla ridipintura..Mentre il manifatturato s'essicca, instancabile, procede alla montatura della merce lavorata la sera precedente. Ad ogni ometto, corrisponde una figurina d'altro sesso. In antiquo le vicende reciproche si mescolavan più intimamente. Ora un po' meno.


."Nel cimitero di Hallstat, appena è pieno, si mettono i morti freschi e si levano i vecchi, di cui si conservano in uno stanzone i soli teschi, con nome, cognome, due date, fronda d'alloro (uomini) e corona di rose  (donne), dipinti da un ortolano.:'Pittura su cranio', M


<Nei fianchi della montagna>


Sopra l'uomo e la donna in fuga nel camminamento a spirale all'interno della caverna, continua a cadere una pioggia di scintille, che erode il suolo: " - Non possiamo sostare! - le diceva atterrito. - Hai visto? Il suolo si dissolveva sotto di noi, si consumava, come la carta che brucia. Dobbiamo andare ancora, forse per sempre."


Una donna, incontrata di notte, con cui rincasa, lo avvisa: “ - La mia anima è fatta di pezzi di tenebra..Se un raggio d’alba entrasse di là, mi ucciderebbe.”. Avendo sollevata un poco la tenda, il biancore piovuto sul letto corrode il contorno della dormiente - “Ora il disegno della donna era ridicolissimo, con quei due arcuati golfi di vuoto, aperti l’uno nel fianco destro, l’altro nella spalla sinistra. Vanessa pareva una carta geografica: un’isola stramba con testa e gambe; un’isola che respira sollevando il seno con un piccolo fischio tra i denti.”; fino a dissolverla del tutto.: 'Un dramma nella notte (Vanessa)', M


"..Una sera, a bordo d'una di queste navi che tornavano in patria, un vecchio scienziato, dopo essersi attardato più del solito al suo tavolino, salì, stanco, sul ponte e sedette su un sedile, presso un mucchio di catene..Nella sua mente s'aggiravano ancora le immagini curiose suscitate dalla sua nuova teoria. Erano strani paesaggi, succedentisi l'uno all'altro, pervasi da una vita magica. Su un ponte ad archi stava immobile un treno..Poi una lunga vettura ferroviaria, lunga quasi come tutto il ponte, appariva su questo e l'occupava tutto. Nel mezzo della prima e dell'ultima arcata del ponte, e sotto quella centrale, spuntavano tre grandi quadranti d'orologio, con le lancette tutte ferme sul 12. Sul tetto della vettura ferroviaria comparivano, nei punti corrispondenti, altri tre grandi quadranti d'orologio, identici ai primi, e, come questi, con le lancette tutte ferme sul 12."


Dopo un soggiorno a Budapest, al momento di tornare a Roma - “Per fortuna avevo mandato avanti le valige.” - sale sul taxi di Ferencz, da lui già impiegato perché “parlava latino”, ma che regolarmente “a ogni angolo rallentava, e strombettava; e, se udiva similmente strombettare dall’altra parte, fermava addirittura, né c’era modo più di farlo andare avanti fin che colui non fosse passato: sosteneva ch’era prescritto dal regolamento.”. Ripresentatosi il caso vicino alla stazione, per non perdere il treno, scende e la raggiunge a piedi. Un anno dopo, tornato a Budapest, “sempre in Kriztina-Korut, all’incrocio di quella via con Miko-utzka”, riode le due voci delle trombette che si rispondono, “Quella fessa di Ferencz, quella acuta dell’ignoto.”: 'Il poema della prudenza', M


"..Il vecchio scienziato vedeva tutto ciò e sorrideva. Ed ecco, dalla tolda della nave, il marinaio di guardia prese a cantare. La sua canzone, a un dipresso, diceva così: - Vieni su, vieni su, o Dea del mare. emergi dalle onde nere della notte. Arrampicati sullo sprone di questa nave, scivola fino a me, fino al povero marinaio in vedetta. Vieni a cingermi il collo con le tue braccia. Io sono sconsolato e il mio cuore si contorce tra le vampe del dolore. Vieni a gettare su queste fiamme le gocce fredde del mare che scorrono sul tuo corpo e sui tuoi capelli..- E' sconfortante, però, questa canzone - osservò lo scienziato. - Sconfortante! V'ingannate, signore. Sappiate che sono molti i marinai che, cantando così, l'hanno vista uscire dal mare, ed essa ha dato perfino, a qualcuno di loro, una perla -. - E che ha detto loro la donna? -. - Essa parla una lingua sconosciuta. Nessuno di noi è mai riuscito a comprendere quello che essa dice. Una volta un marinaio tentò d'afferrarla, ma essa gli sfuggì e quello, inseguendola, cadde a mare e scomparve per sempre -"


"Adelina voleva sapere i nomi di uomini, donne, animali, piante, fiumi, cose della terra assunte in cielo e diventate stelle. Io non ero pratico della materia. I suoi occhi s'erano fatti più lucidi, ogni notte così guardando le stelle. Il suo corpo era sottile.". Una notte si solleva dal suolo e sale al cielo.: 'L'idillio finito bene (Adelina)', M


"..E allora, questo scrittore leggendariamente arduo sarebbe tutto configurabile con mezzi cartesiani?..Queste domande non avranno risposta qui. Esse saranno oggetto della filologia pizzutiana, congetturabile in pieno rigoglio fra alcuni decenni, e pare intempestivo anticiparle una programmazione soverchiamente dettagliata.": Varianti e altra linguistica, cit., p.625.