David Foster Wallace, VERSO OCCIDENTE L'IMPERO DIRIGE IL SUO CORSO

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David Foster Wallace, VERSO OCCIDENTE L'IMPERO DIRIGE IL SUO CORSO, @ 1989, traduzione e Prefazione, pp.7-21, di Martina Testa, Roma, minimum fax, 2012, pp.1-234

 


Romanzo di taglia abbondante - non megagalattica -.

Sei personaggi in viaggio alla volta della programmata Riunione di tutti coloro che fossero mai comparsi in uno spot di McDonald's.

Una poetessa ambiziosa che compone versi fatti di sola punteggiatura, un ragazzo che si fa le canne, un grande pubblicitario che spaccia rose fritte, un gigantesco contadino che fa autostop, un giovane arciere che possiede una freccia incantata; e uno spaventapasseri, in mezzo ai campi dell'Illinois, che "porta un berretto dei Cubs di Chicago bagnato fradicio sopra la zucca non più fresca che funge da testa e, dato che è una croce, ha le braccia aperte e dritte sui lati, anche se il legno delle braccia è stato spezzato in maniera irregolare per simulare i gomiti, così che le maniche spiovono verso terra.".

"E' una critica serrata alle insidie della cultura mediatica e dell'arte pubblicitaria, e alle degenerazioni della letteratura postmoderna. E' un tour de force linguistico  di cui solo il talento di David Foster Wallace poteva essere capace.": retro di copertina.


"..L'elemento di tragicità contemporanea, in Sternberg, è che ha un fatale difetto fisico. Ha un occhio completamente rivoltato verso l'interno della testa. Da davanti sembra un uovo sodo. Non c'è modo di farlo tornare nella sua posizione normale. E' come una lesione permanente. Nuoce terribilmente alle sue aspirazioni di attore di pubblicità.

Di quello che vede l'occhio rivolto all'indietro non parla..

Sternberg si trascina dietro la valigia che gli hanno comprato i genitori e gira di qua e di là l'unico occhio girabile, che si affaccia da un paio di zigomi semiticamente modesti ma un naso da gentile piuttosto prominente, sopra una bocca carnosa anche se piuttosto mal definita..

Ragazzi, se Tom è stanco. Più che stanco. dietro quella faccia nello specchio c'è un segnale di stanchezza post-atroce, il gemito sibilante di qualcosa di gonfiabile che gli si si sta gonfiando al centro della testa..

Perché in genere, là dietro, nelle viscere del suo occhio, è semplicemente buio. A volte appare un sistema ragnatelesco di colori sinaptici, se cerca di muovere l'occhio storto troppo in fretta. Ma di solito l'occhio non vede niente. Ma guarirà, un giorno. Si girerà di nuovo. E' solo una questione di testa, lui lo sa. Una ferita da ribellione giovanile.."


"..- Non è un caso -, dice J.D., tenendo il sigaro in equilibrio sul pesante labbro inferiore. - Non sei tu ad andare dal cliente. Fai in modo che sia il cliente a venire da te. Così sarà lui a presentarsi col cappello fra le mani. Il cliente fa una strada lunghissima e complicata per venire da te, affronta un viaggio durissimo, incontra strade dissestate, nessuna indicazione, deviazioni; il cliente già si convince, durante il tragitto, che il servizio che gli offri è prezioso, se deve vagare per tutta questa landa infernale solo per trovarti..E' uno stratagemma simile a quello del grande guru saggio in cima a una montagna difficile da scalare -, dice J.D. - Non è una coincidenza che siano i guru sulle montagne a essere particolarmente saggi. Arrivi in cima, e sei già in loro potere."


"..Tutti noi abbiamo piccole illusioni solipsistiche, spaventose intuizioni d'una nostra assoluta singolarità: crediamo di essere gli unici della casa a riempire il contenitore dei cubetti di ghiaccio, gli unici a svuotare la lavastoviglie dai piatti puliti, gli unici a fare ogni tanto pipì nella doccia, gli unici ad avere un piccolo tic alle palpebre al primo appuntamento; di essere gli unici a prendere la nonchalance tremendamente sul serio, di essere solo noi a dare alle suppliche l'aspetto della cortesia; di essere solo noi a sentire il gemito patetico nello sbadiglio d'un cane, il sospiro senza tempo nell'apertura d'un barattolo ermeticamente sigillato, la risata sputacchiata qua e là in un uovo che frigge, il lamento in re minore nel rombo d'un aspirapolvere; di essere solo noi a provare quando il sole tramonta lo stesso tipo di panico che un bimbo al primo giorno d'asilo prova quando la madre s'allontana. Di essere solo noi ad amare i solo-noi. Il solipsismo ci tiene insieme, e J.D. lo sa."


<Wallace (personaggio-schermo Mark Nechtr) e John Barth (personaggio-schermo professor C------Ambrose)>

"..- Non sono mai riuscito a leggere dall'inizio alla fine una sola delle cose che scrive quel tipo. Neppure una, e sì che siamo amici. Mi ha mandato tutta quanta la sua roba. Era uno scatolone così pesante che non riuscivo neanche ad alzarlo da terra.

Mi è parso subito che fosse brutto segno -..

Si sentono tuoni.

- E infatti, così è stato -, dice J.D. - Impossibile da leggere fino alla fine. Matrimoni falliti a bizzeffe. Difficile da morire, leggere quella roba -.

- Matrimoni?-

- E poi certe volte è anche noioso -, dice D.L., facendo con la testa un cenno come di ammissione. - Autoindulgente. Cerebrale ma infantile. Masturbatorio. Come se dicesse ogni momento 'Guarda, papà, senza mani!' -

- Ora esageri, tesoro -.

- Oppure, viceversa -, dice J.D. Steelritter -..è roba troppo intelligente. Tanto brillante che diventa un difetto. Finisce per esser troppo sfuggente -..Per esempio il racconto che abbiamo dovuto usare come falsariga per la progettazione della campagna, quel racconto del ' Per chi' [Perso nella casa stregata - che comincia con le parole: For whom (Per chi), in: John Barth, La vita è un'altra storia - Racconti scelti, minimum fax, 2012], scritto nel '67. Mi piaceva l'idea. Ma non mi è piaciuto il racconto. Non mi piacciono i racconti che parlano di racconti -..

Perché la metafiction non è una vera amante. Non può tradire. Può solo rivelare. Ha come unico oggetto se stessa. E' l'atto d'amore per se stesso d'un solipsista solitario, la luce di un abat-jour proiettata su quella quinta parete nera che è l'essere un soggetto, un volto nella folla. La metafiction è come una coppia d'innamorati che non fanno l'amore. Che baciano ciascuno la propria spina dorsale. Che si scopano da soli. E' vero, ci sono  alcuni vecchi contorsionisti di grande talento, in giro. Robbe-Grillet e Mc Elroy e Barthelme sono tremendamente bravi a scoparsi da soli. Mark ha assistito con attenzione a tutta la loro orgia..

Per favore non ditelo a nessuno, ma Mark Nechtr desidera, un giorno lontano, dopo esserselo duramente guadagnato, scrivere qualcosa che vi dia una fitta al petto. Che vi trafigga, che vi faccia credere che state per morire..Probabilmente quel qualcosa userebbe la metafiction come una maschera vivace e sorridente, come un innocuo costume con le scarpone flosce, perché la metafiction non è rischiosa per chi la legge, suona familiare come le repliche dei telefilm, e nessuna vittima è più gustosa di quella che fa un sorriso di sollievo quando v'avvicinate e vi riconosce,..finché a un certo punto la freccia, mirata in tutta sincerità a ovest dell'innamorato, viene a trovarsi in linea col suo cuore. Un giorno.".