David Foster Wallace, BREVI INTERVISTE CON UOMINI SCHIFOSI

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David Foster Wallace, BREVI INTERVISTE CON UOMINI SCHIFOSI, @ 1999 Brief Interviews with Hideous Men, traduzione di Ottavio Fatica e Giovanna Granato, Prefazione: 'Il dono', pp.V-VIII, di Zadie Smith, Introduzione, pp.IX-XIII, di Fernanda Pivano. In copertina: Foto @ Matthew Somorjay / Millennium Images / Sime. Torino, Einaudi, 2010, pp.1-294

 


p.i  Una storia ridotta all'osso della vita postindustriale

p.4  La morte non è la fine

p.8  Per sempre lassù

p.21 Brevi interviste con uomini schifosi 1

p.38  Ancora un altro esempio della porosità di certi confini (XI)

p.41  La persona depressa

p.73  Il diavolo è un tipo impegnato

p.75  Pensa

p.78  Non significa niente

p.86  Brevi interviste con uomini schifosi 2

p.132  Ottetto

p.162  Mondo adulto (I)

p.185  Mondo adulto (II)

p.192  Il diavolo è un tipo impegnato

p.198  Chiesa fatta con le mani

p.214  Ancora un altro esempio della porosità di certi confini (VI)

p.216  Sul letto di morte, stringendoti la mano, il padre del nuovo giovane commediografo Off-Broadway di successo, implora una cortesia

p.248  Il suicidio come una specie di presente

p.253  Brevi interviste con uomini schifosi 3

p.288  Ancora un altro esempio della porosità di certi confini (XXIV)


"R---: - Gira che ti rigira il fatto è che sono sempre l'ultimo a scendere..

A---: - Vuoi dire che a quel punto la gente s'è dileguata quasi tutta.

R---: Tranne una ragazza rimasta avvinghiata alla corda..dove dice che si è innamorata di questo tipo e..che si presenta in anticipo ai cancelli degli arrivi e già con qualche luccicone per l'amore e la fiducia e sta lì dice tutta gioia e fiducia come una scema patetica dice mentre l'aereo alla fine arriva e noi e loro cominciamo tutti a riversarci precipitosamente in branco dal passaggio coperto e lui non è nella prima ondata e non è nella seconda mentre escono a mucchietti a ondate e sembra che ci mettono un secolo a cagarli hai presente..

E alla fine ecco che arrivo io al solito buon ultimo e dopo non c'è nessuno a parte quelli dell'equipaggio con le loro belle valigette tutte uguali che mi fanno sempre un po' incazzare e eccomi qua sono l'ultimo e lei..

A---: - Eh eh. Insomma cm'è andata?

R---: - Be' lo sai come vanno certe cose cioè che vuoi fare.

A---: - Che stronzo.

R---: - Be', lo sai." [Brevi interviste 1, pp.26-31]


"..- A essere onesto, certe volte ho paura d'essere uno di quelli che usano le donne..

La partenza così sparata, quasi al massimo dei giri, e sentire come se tutto dipendesse dal fargli abbattere le difese e buttarsi a capofitto e amarmi in modo totale come io amo loro, poi arriva questo fatto che dà i numeri e inverte la spinta e all'improvviso mi tiro completamente fuori, loro credono quasi sempre che gli ho mentito, che se pensavo davvero quello che ho detto non avrei mai fatto marcia indietro a quel modo.."

[Brevi interviste 2, pp.96-105]


Al terzo appuntamento, chiede alle donne di legarle.

"..- Voglio comunicare nel modo migliore possibile che la proposta è seria e concreta. Che sto aprendo la mia coscienza a loro e all'eventualità del rifiuto o addirittura del disgusto. Per questo rispondo al loro sguardo intenso con uno sguardo mite e non dico niente per abbellire o complicare o infiorettare o interrompere il processo della loro reazione psichica interiore. Le costringo a riconoscere con se stesse che tanto io che la proposta siamo assolutamente seri..Poche si tirano indietro a metà della cosa. Davvero pochissime. Quelle che vogliono andare, se ne vanno. La reclusione è molto astratta. Le cinghie sono di raso nero, ordinate per posta. Ne rimarrebbe sorpresa. Mentre assecondano qualsiasi richiesta, ordine, io dico poche parole d'incoraggiamento, come, per esempio, Bene e Sei una brava bambina. Dico che i nodi sono doppi scorsoi e se loro si agitano o fanno resistenza si stringono automaticamente. In realtà non è vero. In realtà non esistono doppi nodi scorsoi. Il momento cruciale è quando sono stese nude davanti a me, legate saldamente polsi e caviglie alle quattro colonne del letto. Loro non lo sanno, ma le colonne del letto sono ornamentali e tutt'altro che solide, una mossa decisa per liberarsi basterebbe sicuramente a spezzarle.." [Brevi interviste 2, pp.105-121]


"..- Io cercavo di dire solo che bisogna stare attenti ad assumere un atteggiamento stereotipato sulla violenza e l'abbrutimento anche nel caso delle donne..Chi siamo noi per dire che subire un incesto o un abuso non può avere i suoi lati positivi per un essere umano..Nessuno insinua che a lei sia piaciuto mentre succedeva né che doveva succedere. ma cerchiamo di vedere in prospettiva un paio di cose. Una è che dopo lei sa qualcosa sul proprio conto che prima non sapeva. Mica vuole che succeda di nuovo, uno stupro collettivo, macché. Ma ora sa che non la ucciderà, che è in grado di sopravvivere, che non la annullerà né la renderà, insomma, subumana..E se ti dicessi che lei ha detto che non è stata la violenza o il terrore o il dolore o niente del genere, che la parte più impegnativa, dopo, nel cercare d'impostare la mente, d'adattare quello che era successo al proprio mondo, che la parte peggiore la parte più difficile era che adesso sapeva di poter pensare anche lei a se stessa in quel modo se voleva? Come a una cosa. Che è assolutamente possibile pensare a te stesso non come te o come una persona ma semplicemente come una cosa, tale e quale a quei quattro tizi.." [Brevi interviste 2, pp.122-131]


Il tema di Sul letto di morte, stringendoti la mano… è lo stesso (un padre) di Il suicidio come una specie di presente: (una madre) che, pur "fomentando la loro riserva interiore di odio" per il figlio, non possono rivelarlo.


Trasposizione del racconto d'uno stupro fatto dalla vittima.

"..- Così, in macchina, non dimentichiamoci sotto quale coercizione e pressione, lei mette in riga la sua concentrazione. Fissa lo sguardo dritto nell'occhio destro dello psicotico sessuale - quello che le è accessibile nel suo profilo aquilino mentre guida la Cutlass - e s'impone di mantenerlo fisso su di lui per tutto il tempo. S'impone di non frignare o implorare bensì di limitarsi a usare la sua focalizzazione penetrante per cercare di sentire e immedesimarsi nella psicosi e nella rabbia, nel terrore e nel tormento psichico dello psicotico sessuale, e, dice, visualizza quella focalizzazione che trafigge il velo della psicosi del mulatto e penetra vari strati di rabbia e terrore e delusione fino a toccare la bellezza e la nobiltà dell'anima umana generica che sta sotto ogni psicosi, imponendo un contatto nascente basato sulla compassione, fra le loro anime, e si focalizza molto intensamente sul profilo del mulatto e gli racconta senza scomporsi cosa vede nella sua anima che poi, ribadiva, corrispondeva alla verità. Era la battaglia campale della sua vita spirituale, disse, e questo malgrado le circostanze il terrore e l'odio perfettamente comprensibili verso il criminale sessuale  che minacciavano continuamente di affievolire la focalizzazione e di spezzare il contatto..E come tutti sanno un motivo primario che spinge l'omicida sessuale prototipico a stuprare e uccidere è che considera lo stupro e l'uccisione come l'unico mezzo possibile per stabilire un qualche contatto significativo con la vittima. Che è un bisogno umano basilare. E' il suo modo contorto d'avere un, tra virgolette, rapporto. I rapporti convenzionali lo terrorizzano.."

L'uomo la stupra ma la lascia in vita.

"..- Lei disse  che piangeva perché aveva capito che mentre stava lì a fare autostop le forze spirituali della sua religione avevano guidato fino a lei lo psicotico, che era servito da strumento di crescita nella sua fede e capacità di focalizzare e alterare i campi energetici mettendo in atto la compassione..Che anche se tutta la teologia focalizzata sul contatto animico, che anche se era solo tutta una melassa catacretica New Age, il fatto che lei ci credesse le aveva salvato la vita, e dunque che sia o meno una melassa cosa importa, no?..Che si rendeva conto che un angelo l'avesse visitata sotto forma di psicotico mostrandole quello che per tutta la vita aveva pregato che fosse vero.." [Brevi interviste 3, pp.253-287].