John Barth, GILES RAGAZZO-CAPRA O IL NUOVO PROGRAMMA RIVEDUTO

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John Barth, GILES RAGAZZO-CAPRA O IL NUOVO PROGRAMMA RIVEDUTO, @ 1966, traduzione di Luciano Erba, Milano, Rizzoli Editore, 1972, pp.1-1029

 


VOLUME PRIMO

p.5  Il Suo guardiano. La Sua infanzia

p.12  Il Suo Decanato sulla collina

p.18  La Signora dai Capelli di Panna

p.28  Nel boschetto di abeti con la Signora dai Capelli di Panna

p.37  Suo attacco a Max. Sua scoperta d'un Essista in un campo di grano saraceno

p.50  Suo tentativo di Essere con la Signora dai Capelli di Panna

p.64  Sua Maximizzazione

p.107  Preparativi di partenza

p.150  Un bivio sulla Sua strada

p.158  La Gola di George

p.182  La storia di Anastasia

p.213  Morde Anastasia nel sidecar

p.233  Alla Centrale dell'Energia

p.258  Suo servizio funebre nel Salone delle Feste

p.285  Verso la Locanda del Pedale

p.317  Storia di Peter Green e della perdita del suo occhio

p.349  Suo arrivo alla Gran Porta

p.376  La tragedia del Decano Pietorto

p.446  All'Osservatorio

p.478  La prova del Cancelletto Girevole

p.498  La grata del Capro Espiatorio


VOLUME SECONDO

p.551  Verso la Sezione Disciplinare

p.603  Verso gli ingranaggi dell'Orologio

p.630  Verso il Faro e il Consiglio Universitario

p.664  Verso l'Infermeria del Collegio di New Tammany

p.692  Verso la Biblioteca

p.723  Verso il Ventre del WESCAC

p.740  Verso la residenza del Vecchio Cancelliere

p.763  Alla Sezione Disciplinare

p.797  Sua partenza dalla Sezione Disciplinare

p.827  Mette a punto l'Orologio

p.848  Pone termine alla Vertenza sulle questioni di Confine

p.868  Supera la Sua infermità

p.889  Vede attraverso la Sua Dama e rimette a posto i Rotoli del Fondatore

p.915  Supera gli Esami Finali e presenta la Sua Scheda d'Identificazione debitamente firmata alle autorità competenti

p.931  All'incrocio

p.945  Suo ritorno al Gran Viale

p.953  Alla Torre campanaria passando attraverso le Sale del Catalogo e di Distribuzione

p.963  Suo passaggio attraverso il Ventre

p.981  Verso gli ovili e la Collina del Fondatore

p.992  Sulla Collina del Fondatore


p.1005  Postnastro

p.1022  Poscritto al Postnastro

p.1024 Nota al Poscritto al Postnastro


Romanzo - mattone per "monocordezza" [nel restauro, da parte d'un pool di commissari, del Rotolo del Fondatore, "Gli etimi erano le radici di Promuovere e Bocciare, ma inflessi con prefissi, suffissi e segni diacronici in tale misura, e così disuguali da frammento a frammento, da consentire interpretazioni opposte."].


George è il Giles [Grand Tutorial Ideal, Laboratory Eugenical Specimen = GILES, ossia Ideale di Gran Tutore, Specimen Eugenetico di Laboratorio], nato da Virginia D. Hector, fecondata dal calcolatore cibernetico del Collegio universitario di New Tammany: "- Mi  venne l'idea di sedermi solo per un momento sulla sedia dei comandi - disse. - Era straordinariamente tranquillo, là dentro; non te lo puoi immaginare. Avrei potuto appisolarmi all'istante, forse lo feci, per un secondo o due. Ma poi, oh cara, non è facile descrivere come è stato!..Aveva avuto una specie di calore, pare - un calore penetrante, quasi elettrico - che la solleticava in ogni membro e giuntura, e la rilassava completamente, come se tutti i muscoli del suo corpo si fossero sciolti. Tale sensazione l'aveva colta rapidamente, a quanto capii, ma così sottilmente che da principio non si era accorta che era una cosa esterna, e l'aveva attribuita alla stanchezza e alla straordinaria comodità della poltrona. Solo quando le luci sui pannelli smisero di lampeggiare e si misero a pulsare tutte insieme in un anello d'oro, associò la sensazione al WESCAC, ma anche allora non riuscì a comprenderne il significato: il primo pensiero fu d'andarsene, casomai quella sensazione solleticante fosse dovuta a qualche radiazione accidentale. Ma non lo fece, o non poté farlo, neppure quando il ronzio cambiò tono e ritmo, e divenne simile a un tubare, ed una sorta di sonda oscillò silenziosamente e scese davanti a lei; neppure quando, almeno quanto qa uel che riuscì a capire, quel calore diffuso incominciò a concentrarsi, finché le parve d'avere il grembo in fiamme.".


Ventidue anni dopo, la Sua Dama è l'Allieva Anastasia: "Era il nome che mi pareva estraneo adesso e così pure il ricco profumo dei capelli. Che cos'era questa cosa che tenevo fra le braccia, e che chiamavo Anastasia? Un'esile manciata di anse di carne e di sacche, coperta di peli, percorsa da succhi, tenuta su da stecchi giuntati, tutta una cosa che pulsava, zampillava, si rigonfiava, si fletteva, bruciava ossigeno e respirava nelle mie braccia; destinata a scomporsi ben presto nei suoi elementi, eppure afflitta in quel fugace frattempo da folli immaginazioni, così che, non contenta di consistere gelatinosamente attraverso la notte e di asserire, inferire, discernere, si turbava il sonno con sogni di promozione, d'amore.

Mi abbracciò più stretto; sentii il muscolo del sangue che pompava dietro il suo seno, senza che vi fosse una precisa volontà di Anastasia. Il mio pene s'alzò, non comandato da George; era forse un George indipendente? Un quarto di miliardo di minuscole belve erano pronte a sciamarne fuori, e a balzare come salmoni su per il muco del suo grembo; erano tutti piccoli George?

Rantolai. - Non capisco niente! -..

- Misurami - disse. Con l'ausilio di vari tipi di bilance, di un metro da sartoria, dei calibri ed altri strumenti che si trovavano nella stanza, scopersi che il peso totale del corpo di Anastasia era di 50,4 chilogrammi, dei quali testa e collo ne pesavano 2,25, le braccia un chilo l'una, i seni meno di mezzo chilo ciascuno, e le gambe quasi sei fra tutte e due. In piedi, era alta un metro e sessantatré, distesa, circa sei millimetri di più; un capello di misura media era lungo ventitré centimetri, un pelo dell'ascella (che non aveva rasato da un po' di tempo, disse) un centimetro, uno del mons veneris, tre centimetri. La circonferenza della testa all'altezza della fronte era di cinquantanove centimetri, quella al collo trentuno, al petto novanta, alla vita sessantacinque, ai fianchi ottantotto, e quella del braccio ventitré. La fronte era alta sette centimetri. Il punto massimo dell'arco delle sopracciglia era di mezzo centimetro ed Anastasia riusciva a spostarle in alto di circa tre volte tanto. Gli occhi misuravano 1,7 per 3,2 centimetri, e c'era una distanza di otto centimetri tra pupilla e pupilla. L'ampiezza del sorriso era di sei centimetri, quella delle spalle quarantuno, delle dita aperte venti, delle braccia stese centosessantasette. Il braccio destro era un centimetro più lungo di quello sinistro, misurato dall'ascella alla punta delle dita..

- Conoscenza biografica, conoscenza psicologica, conoscenza medica. - Anastasia sedeva a gambe incrociate sul lettino ed elencava contando sulle dita. - Conoscenza fluoroscopica, conoscenza fisiometrica, visiva, tattile, olfattiva, gustativa. Abbiamo dimenticato quella auditiva! Prendi lo stetoscopio di Kennard. - Lo prese dal ripiano d'un mobiletto, e garbatamente lo poggiò qua e là, facendomi ascoltare il battito del suo cuore, la respirazione, i borborigmi intestinali, tutti più smorzati dei miei. Si sforzò di scorreggiare, ma non ci riuscì; aveva invece una sorprendente abilità di ruttare a volontà, un trucchetto che aveva imparato all'età di dieci anni e mai più dimenticato..".


Con lei, "per far tutto il possibile per rafforzare il complesso accademico del Campus Occidentale", Georges entra nel WESCAC - "La cosa di più immediata urgenza era alterare lo Scopo del WESCAC, un atto che poteva esser compiuto solo dal WESCAC stesso per propria improbabile 'volizione', oppure da un Gran Tutore: da qualcuno, cioè, che il WESCAC riconoscesse per tale ed ammettesse nel suo Ventre senza Mangiarlo." -, col compito di "rimuovere dal Ventre del calcolatore quelle bobine della 'Dieta' che costituivano il cuore, per così dire, del suo Meccanismo di Strumentazione Automatica".


"..- Cara vecchia New Tammany,

da te dipende l'Università.


Le tue Risposte insegnaci;

la cupa Notte domina;

ed alla Luce inviaci,

alla fine dei Corsi!


Mentre eravamo ancor tutti in piedi, nell'eco risonante di questa supplica, un dignitario in veste nera alzò ambedue le mani: tutti indistintamente i presenti (salvo me, che non conoscevo il rito) chiusero gli occhi, si premettero le dita alle tempie, e recitarono insieme al dignitario la tradizionale Petizione del Gran Tutore, tolta dal Nuovo Programma.


Fondatore nostro, che sei onnisciente,

sia promosso il Tuo nome,

venga il Tuo Collegio; siano fatti i Tuoi Compiti

come nel Campus così aldilà della Porta.

Dacci in questo semestre la Tua parola semestrale,

E rimetti a noi le nostre copiature

come noi le rimettiamo ai nostri copiatori.

Non ci indurre in procrastinazione,

ma liberaci dall'Errore; poiché Tuo è il grado, la cattedra e l'anzianità,

per l'eternità.

Così, promuovici.".