Raymond Radiguet, IL DIAVOLO IN CORPO

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Raymond Radiguet, IL DIAVOLO IN CORPO, @ 1923, traduzione di Maria Ortiz, Milano, Garzanti, 1966, pp.1-163

 


Romanzo, seguito, nel 1924, postumo (Saint-Maur-des-Fossés, 1903 - Parigi, 1923) da Il ballo del conte d'Orgel.


Amori d'un sedicenne con Marta, la neosposa di Giacomo L., arruolato nella Prima guerra mondiale.


"La nostra felicità era un castello di sabbia. Ma qui la marea non era ad ora fissa, ed io speravo che sarebbe salita il più tardi possibile.": p.87

"La sentivo eguale a me, con le mani molli, immersa nella speranza che la marea avrebbe risparmiato il suo castello di sabbia, mentre gli altri fanciulli s'affrettano a costruire più lontano.": p.104


"Un giorno, impazientito della mia debolezza, strappai una lettera senza leggerla. Appena i pezzi di carta ebbero cosparso il giardino, mi precipitai, carponi. La lettera conteneva una fotografia di Marta. Io, così superstizioso e che interpretavo i fatti più lievi in senso tragico, avevo lacerato io stesso quel volto. Vidi in ciò un avvertimento del cielo. La mia angoscia si calmò solo quando ebbi passato quattr'ore a rincollare la lettera e il ritratto. Mai avevo fatto un simile sforzo. La paura che accadesse a Marta una disgrazia mi sostenne in quel lavoro assurdo che m'offuscava gli occhi e i nervi."


"Un giorno, alle dodici, i miei fratelli tornarono da scuola gridandoci che Marta era morta.

Il fulmine che cade sopra un uomo è così subitaneo che egli non soffre. Ma è un triste spettacolo per colui che l'accompagna. Mentre io non sentivo nulla, il volto di mio padre si decomponeva. Allontanò i miei fratelli.- Andate via - balbettò. Io avevo la sensazione di indurirmi, di raffreddarmi, di pietrificarmi. Poi, come in un secondo si svolgono agli occhi d'un morente tutti i ricordi d'una vita, la certezza mi rivelò il mio amore con tutto quello che aveva di mostruoso. Perché mio padre piangeva, io singhiozzavo. Allora mia madre mi prese nelle sue mani. Con gli occhi asciutti, mi curò freddamente, teneramente, come se avessi la scarlattina.".